Le informazioni sono state diffuse da un utente di una community online, ma non sono state verificate e non è stato accertato alcun legame tra l’autore del post e il detenuto.
Sono emerse online nuove presunte informazioni sulla vita in carcere di Cho Ju-bin, condannato complessivamente a 47 anni e 4 mesi di reclusione per diversi reati legati alla produzione e alla diffusione di materiale di sfruttamento sessuale attraverso la chat Telegram nota come “Doctor’s Room” (박사방).
Recentemente, una community online sudcoreana ha pubblicato un post intitolato “Recenti notizie su Cho Ju-bin”. L’autore del post, identificato come A, ha sostenuto che il detenuto avrebbe subito il blocco del denaro depositato sul proprio conto carcerario, non potendo quindi acquistare cibo dall’esterno o altri beni.
Secondo il post, Cho Ju-bin non potrebbe nemmeno acquistare oggetti di uso quotidiano come carta, penne e francobolli, rendendo di fatto molto limitate le sue possibilità di comunicare con l’esterno. L’autore ha inoltre affermato che il detenuto avrebbe perso molto peso, vivendo esclusivamente con il cibo fornito dal carcere.
Il post contiene anche affermazioni secondo cui Cho Ju-bin piangerebbe continuamente e sarebbe stato emarginato e aggredito dagli altri detenuti.
Queste informazioni, tuttavia, non sono state verificate. Non è stato accertato che l’autore del post abbia effettivamente rapporti con Cho Ju-bin o conoscenze dirette sulle sue condizioni all’interno del carcere. Le presunte aggressioni e le altre circostanze descritte devono quindi essere considerate come dichiarazioni non confermate.
Una condanna complessiva di 47 anni e 4 mesi
Cho Ju-bin è stato condannato nel 2021 a 42 anni di carcere dalla Corte Suprema sudcoreana per aver prodotto e distribuito, a scopo di lucro, materiale di sfruttamento sessuale riguardante minorenni e donne adulte attraverso la “Doctor’s Room”, attività svolte tra agosto 2019 e febbraio 2020.
Successivamente è stato condannato a ulteriori 4 mesi per il reato di molestia sessuale forzata. Dopo il rigetto dei ricorsi, questa pena è diventata definitiva nel 2024.
Nel settembre 2022 è stato inoltre incriminato per un altro caso, relativo alla produzione di materiale di sfruttamento sessuale e allo stupro di una vittima che all’epoca dei fatti era minorenne. Nel dicembre dello scorso anno è stata confermata in via definitiva un’ulteriore condanna a 5 anni di reclusione.
La somma delle pene definitive ha portato la condanna complessiva a 47 anni e 4 mesi.
Lo scorso 10 agosto Cho Ju-bin aveva inoltre presentato un ricorso costituzionale chiedendo di poter contestare la durata della propria pena, ma la richiesta non è stata accolta.
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