Il numero di lavoratori stranieri iscritti all’assicurazione contro la disoccupazione in Corea del Sud ha raggiunto il livello più alto mai registrato. Alla fine di luglio 2026 erano 473.593, quasi 2,7 volte i 177.224 del 2021. Parallelamente è cresciuto anche il ricorso alle indennità di disoccupazione, che nel 2025 hanno raggiunto un valore record di 113,4 miliardi di won, pari a circa 67 milioni di euro.
I dati, forniti dal Ministero del Lavoro e dell’Occupazione all’ufficio del deputato Kim Wi-sang, mostrano una trasformazione progressiva della presenza straniera nel mercato del lavoro sudcoreano. Nel 2025 gli iscritti all’assicurazione erano già 458.644, contro i 177.224 del 2021. L’incremento è stato particolarmente rapido negli ultimi anni e non si è arrestato nel 2026.
La crescita degli iscritti si accompagna a un aumento delle prestazioni erogate. Nel 2021 gli stranieri che avevano ricevuto l’indennità di disoccupazione erano 15.421. Nel 2025 sono saliti a 16.789. Nello stesso periodo l’importo complessivo delle prestazioni è passato da 100 miliardi a 113,4 miliardi di won.
L’andamento non è stato lineare. Nel 2022 la spesa era scesa a 76 miliardi di won, per poi risalire a 80,6 miliardi nel 2023 e a 91,7 miliardi nel 2024. Nel 2025 ha superato per la prima volta la soglia dei 110 miliardi.
Il peso dei cittadini cinesi
A concentrare una parte rilevante delle prestazioni sono soprattutto i cittadini cinesi e i coreani d’oltremare di nazionalità cinese.
Nel 2025 i coreani d’oltremare hanno ricevuto complessivamente 73,85 miliardi di won di indennità, mentre ai cittadini cinesi sono stati destinati altri 15,64 miliardi. Insieme, le due categorie hanno quindi assorbito 89,48 miliardi di won, pari al 78,9% dell’intero ammontare delle indennità di disoccupazione versate agli stranieri.
La loro incidenza sul totale degli assicurati è tuttavia molto più contenuta. Alla fine del 2025, i lavoratori cinesi e i coreani d’oltremare iscritti all’assicurazione erano 118.871, il 25,9% degli stranieri assicurati. Tra coloro che hanno ricevuto l’indennità, invece, rappresentavano il 77,9%.
Il dato va letto alla luce della particolare composizione della popolazione straniera residente in Corea del Sud. I coreani d’oltremare comprendono infatti una quota significativa di persone che vivono nel Paese da lungo tempo e che possono avere status di soggiorno stabili, come quello previsto per i connazionali d’oltremare o la residenza permanente.
Non tutti i lavoratori stranieri hanno lo stesso accesso alle prestazioni
La distribuzione delle indennità cambia sensibilmente anche in base al tipo di visto.
Nel 2025 il maggior numero di beneficiari apparteneva ai titolari di visto F-5, riservato ai residenti permanenti: 6.895 persone. Seguivano i titolari di F-4, destinato ai coreani d’oltremare, con 4.900 beneficiari, e quelli con visto F-6, riservato agli immigrati per matrimonio, con 3.138.
Per gli stessi gruppi si registrano anche gli importi più elevati. I titolari di F-5 hanno ricevuto 46,95 miliardi di won, quelli con F-4 33,34 miliardi e quelli con F-6 20,94 miliardi.
Il confronto con i lavoratori con visto E-9 è particolarmente significativo. Questa categoria, che comprende una parte consistente della manodopera straniera impiegata nei lavori non professionali, nel 2025 ha registrato appena 20 beneficiari dell’indennità, per un totale di 63 milioni di won.
La differenza è legata anche alle caratteristiche del sistema E-9 e alle condizioni di permanenza previste per questi lavoratori. Quando il rapporto di lavoro termina e non è possibile trovare una nuova occupazione secondo le regole previste, il lavoratore può essere tenuto a lasciare il Paese. La struttura del programma rende quindi il ricorso all’indennità molto diverso rispetto a quello dei lavoratori stranieri con status di soggiorno più stabile.
Crescono anche i contributi versati
L’aumento delle prestazioni deve essere considerato insieme a quello delle entrate assicurative.
I contributi versati dai lavoratori stranieri e dai loro datori di lavoro per l’assicurazione contro la disoccupazione e per i programmi di stabilità occupazionale e sviluppo delle competenze professionali sono passati da 92,9 miliardi di won nel 2021 a 177,3 miliardi nel 2025.
Il sistema, dunque, non registra soltanto una crescita delle prestazioni erogate, ma anche un aumento significativo dei contributi associati all’occupazione straniera.
Per l’assicurazione contro la disoccupazione, il contributo è sostenuto in parti uguali dal lavoratore e dal datore di lavoro. Per i programmi di stabilità occupazionale e sviluppo delle competenze professionali, invece, il relativo contributo è interamente a carico dell’impresa.
Una presenza ormai strutturale nel mercato del lavoro
I numeri restituiscono l’immagine di una componente straniera sempre più integrata nel mercato del lavoro sudcoreano. L’aumento degli iscritti all’assicurazione, dei contributi versati e delle prestazioni ricevute si inserisce in un processo più ampio di stabilizzazione della presenza straniera, soprattutto tra le persone che soggiornano nel Paese per periodi prolungati.
Allo stesso tempo, la forte concentrazione delle indennità in determinati gruppi nazionali e soprattutto tra i titolari di alcuni status di soggiorno mostra quanto sia eterogenea la condizione dei lavoratori stranieri in Corea del Sud.
Per questo, secondo le osservazioni emerse dall’analisi dei dati, le politiche occupazionali rivolte alla popolazione straniera dovrebbero tenere conto delle differenze legate all’età, alla durata della permanenza, alla tipologia di visto e alla posizione nel mercato del lavoro. In particolare, l’invecchiamento dei lavoratori stranieri presenti da più tempo nel Paese potrebbe rendere sempre più rilevanti le politiche di ricollocamento e di sostegno alla permanenza occupazionale.
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