Con il nuovo album Time for Us, i TIOT riflettono sul valore del tempo, sui cambiamenti che accompagnano la crescita e sui legami che rendono speciale il loro percorso. Attraverso la title track Five Hours in Pieces, il gruppo composto da Kim Minseong, Geum Junhyeon, Hong Geonhee,Choi Woojin e Shin Yechan esplora emozioni, ricordi e momenti di fragilità, mostrando un lato più intimo e sincero della propria identità artistica. Tra le difficoltà affrontate, la fiducia conquistata nel tempo e il desiderio di raggiungere i fan anche oltre i confini della Corea del Sud, i quattro artisti raccontano a TGK World cosa significhi crescere insieme, imparare gli uni dagli altri e trovare nella musica un modo per avvicinarsi agli altri.
Il tempo è il filo conduttore di Time for Us, un titolo che richiama il tempo che ci viene concesso e quello che scegliamo di condividere con gli altri. Per i TIOT, questo concetto ha assunto un significato diverso rispetto agli inizi. Se al debutto ogni momento rappresentava l’inizio di qualcosa di nuovo, oggi il passato, il presente e il futuro sembrano far parte di un unico percorso, nel quale ogni esperienza acquista un valore particolare.
Kim Minseong: All’inizio del nostro debutto sentivo soprattutto che tutto stesse finalmente cominciando, che il nostro tempo avesse iniziato a scorrere davvero. Adesso, invece, percepisco il tempo passato, quello presente e quello che condivideremo in futuro come un unico flusso. Mi sembra che ogni singolo momento di questo percorso abbia un significato importante.
Geum Junhyeon: Con il passare del tempo, credo di aver imparato ad apprezzare sempre di più ogni momento che vivo come cantante, dal tempo trascorso sul palco a quello dedicato a comunicare con i fan.
Hong Geonhee: Per me, oggi, il nostro tempo è prezioso proprio perché lo condividiamo. Se all’inizio del debutto lo consideravo semplicemente un periodo emozionante e felice, adesso ogni momento e ogni esibizione sono ancora più speciali e importanti perché li vivo come membro dei TIOT, insieme ai L.O.T.I.!
Shin Yechan: Più trascorriamo tempo con i L.O.T.I. e costruiamo ricordi insieme, più loro diventano preziosi per noi e più ogni momento condiviso ci rende felici. Per questo, considero importanti tutti gli istanti trascorsi insieme finora, così come quelli che vivremo in futuro. Rispetto agli inizi, oggi riesco a percepire molto più profondamente il valore di ogni singolo momento.
Anche Five Hours in Pieces, la title track dell’album, invita a riflettere sul tempo non come qualcosa di uniforme, ma come un insieme di momenti ed emozioni capaci di lasciare un segno. Ripensando alle proprie esperienze, ciascun membro conserva un ricordo particolarmente vivido: dall’inizio di un sogno tanto atteso alla vicinanza dei fan, fino alle emozioni più difficili da esprimere a parole.
Kim Minseong: Mi viene in mente il momento in cui ho lasciato la mia città natale, Jeonju, per trasferirmi a Seul. Lo ricordo ancora molto chiaramente, perché credo sia stato il momento in cui il mio sogno ha iniziato a prendere forma concretamente.
Geum Junhyeon: Il ricordo più vivido è sicuramente quello del mio debutto. Dopo aver aspettato e lavorato duramente per tanto tempo, ho potuto finalmente mostrarmi per la prima volta alle persone che mi aspettavano e che mi volevano bene. È stato un momento davvero speciale, che porterò con me per tutta la vita.
Hong Geonhee: Penso proprio a ieri, quando ho trascorso un’ora a leggere le lettere dei L.O.T.I. e ho provato tantissime emozioni. Di solito, quando incontro i fan sul palco, ricevo da loro una grande energia. Leggendo le loro lettere, invece, ho provato sentimenti difficili da esprimere a parole. È stato un momento prezioso, capace di rinnovare il mio stato d’animo nel mezzo di una giornata intensa.
Shin Yechan: I momenti sul palco sono quelli che ricordo più chiaramente. Dal nostro primo showcase fino a oggi, gli occhi dei L.O.T.I. che incontriamo durante le esibizioni hanno sempre brillato per il sostegno che ci dimostrano. Grazie a questi ricordi, ancora oggi non vedo l’ora di salire sul palco e mi diverto ogni volta.
Crescere come artisti significa anche lasciarsi alle spalle alcune parti di sé. Nel corso della loro carriera, i TIOT hanno scoperto nuovi aspetti della propria personalità e imparato a guardare al futuro con obiettivi più definiti. Non tutti, però, vivono questo cambiamento allo stesso modo: per alcuni è legato alla nascita di una nuova identità, per altri si manifesta attraverso piccole trasformazioni quotidiane.
Kim Minseong: Fin dal momento del debutto, sento di essermi congedato poco alla volta dalla persona che ero prima, costruendo insieme ai fan una nuova versione di me stesso.
Geum Junhyeon: Succede quando non riesco più a fare con la stessa facilità le manifestazioni di affetto che piacciono ai fan. Più invecchio, più mi imbarazza essere affettuoso in quel modo! Ogni volta mi chiedo se riuscirò a tornare quello di prima e, ultimamente, sto cercando di recuperare quel lato di me.
Hong Geonhee: Credo che sarebbe difficile tornare a quando mi limitavo a sognare tante cose diverse. Adesso sto correndo verso una meta molto più chiara e questa trasformazione ha un significato positivo anche per la persona che sono oggi.
Shin Yechan: Quando guardo le mie vecchie foto, penso anch’io a quanto fossi giovane. Le guance paffute tipiche del più piccolo del gruppo stanno pian piano scomparendo, quindi credo che sarà difficile riuscire a mostrarvi di nuovo quelle guance così tonde come una volta.
La distanza tra il palco e la vita quotidiana racconta un’altra sfumatura della loro crescita. Davanti al pubblico, i membri mostrano energia e determinazione; lontano dai riflettori, emergono invece caratteri più tranquilli, pensieri personali e modi diversi di affrontare le proprie emozioni. Per i TIOT, trovare un equilibrio tra l’immagine artistica e la propria autenticità è parte integrante del percorso.
Kim Minseong: Penso di essere una persona più divertente di quanto si possa immaginare. Mi dispiace un po’ non essere ancora riuscito a mostrarvi abbastanza questo lato di me.
Geum Junhyeon: Sul palco sono pieno di energia, perché provo molta tensione ed emozione. Fuori dal palco, invece, a volte sono sorprendentemente tranquillo e composto. Quando salgo sul palco, sembra quasi che diventi uno sciocco!
Hong Geonhee: Sul palco mi sembra di perdere ogni esitazione. Nella vita quotidiana, se sento di non essere preparato al cento per cento, tendo a esitare prima di mostrare qualcosa agli altri. Sul palco, invece, cerco di esprimere non soltanto ciò che ho preparato, ma anche me stesso per come sono davvero. Naturalmente, per riuscirci, lavoro molto prima di ogni esibizione, così da raggiungere il livello di preparazione che desidero.
Shin Yechan: Credo che ci sia pochissima differenza tra me come membro dei TIOT e me come persona. Se dovessi indicarne una, direi che cerco di non mostrare troppo le cose che potrebbero far preoccupare i L.O.T.I., perché non voglio che si preoccupino per me.
La fiducia in se stessi, soprattutto nel mondo della musica, non è sempre costante. Anche gli artisti che salgono sul palco con sicurezza attraversano momenti di tensione e insicurezza. Per i TIOT, ricordarsi di ciò che sanno fare e del motivo per cui hanno intrapreso questo percorso è un modo per ritrovare la motivazione, sia durante le esibizioni sia nel lavoro creativo.
Kim Minseong: Vorrei poter dire a me stesso «Stai andando bene» in ogni momento.
Geum Junhyeon: Durante le dirette dei programmi musicali ci sono anche gli altri idol e mi sento spesso molto nervoso. In Five Hours in Pieces, però, c’è un movimento in cui faccio una giravolta subito prima che inizi il primo verso di Yechan. Ogni volta che completo quel movimento e guardo davanti a me, penso: «Sono il migliore!», e comincio la coreografia con quella convinzione.
Hong Geonhee: Credo di provare questa sensazione ogni volta che mi trovo davanti alle persone che mi vogliono bene. Voglio ricambiare il loro affetto e regalare loro momenti che siano come un dono, quindi cerco sempre di ritrovare la giusta determinazione dentro di me.
Shin Yechan: L’ho sentito soprattutto quando ho scoperto che in questo album era presente una canzone alla cui realizzazione avevo partecipato. È stato come ricevere una ricompensa per tutto l’impegno che avevo dedicato al mio lavoro.
L’esperienza condivisa ha permesso ai quattro membri di imparare molto gli uni dagli altri, anche al di fuori della musica. Vivere insieme, confrontarsi con abitudini differenti e osservare il modo in cui ciascuno affronta le proprie responsabilità ha contribuito a renderli più maturi, sia come artisti sia come persone.
Kim Minseong: Credo che il cambiamento più grande sia stato abituarmi a vivere con altre persone, anziché da solo.
Geum Junhyeon: Direi la capacità di Hong Geonhee e Shin Yechan di prendersi cura di sé. Io faccio fatica a resistere al cibo che mi piace, ma ultimamente sto imparando da loro a seguire un’alimentazione controllata e a gestire meglio la fame durante i periodi di attività.
Hong Geonhee: Credo di aver imparato a guardarmi in modo più obiettivo. Riconosco le mie mancanze quando ci sono e mi chiedo continuamente che cosa posso fare per crescere ulteriormente come persona.
Shin Yechan: I membri più grandi mi hanno comprato dei vestiti e mi hanno insegnato molte cose sulle buone maniere. Grazie a loro, anche Shin Yechan come persona ha potuto maturare e crescere.
Trascorrere tanto tempo insieme permette anche di imparare a riconoscere gli stati d’animo degli altri senza bisogno di spiegazioni. Tra i TIOT, questo legame si manifesta attraverso piccoli segnali, silenzi inaspettati e momenti in cui i membri si ritrovano a condividere gli stessi pensieri.
Kim Minseong: I nostri membri sono così imprevedibili che, se riuscissi ad anticipare quello che pensano, sarebbe come avere il potere di leggere nella mente!
Geum Junhyeon: Di recente, dopo aver terminato un programma musicale, eravamo in macchina e Yechan era seduto accanto a me. Di solito non reagisce molto ai miei scherzi, ma quel giorno non ha reagito proprio per niente. Non mi ha nemmeno rifiutato: è rimasto semplicemente in silenzio. Vedendolo così, ho pensato che fosse davvero stanco.
Hong Geonhee: Più che capire immediatamente ciò che prova l’altra persona, credo che ci capiti di avere pensieri simili nello stesso momento. Sono diventati più frequenti i momenti in cui ci diciamo: «Anche tu? Anch’io!», perché ci rendiamo conto di essere sulla stessa lunghezza d’onda.
Shin Yechan: Tutti i membri hanno molta energia, quindi, quando qualcuno diventa improvvisamente silenzioso, capiamo senza bisogno di chiedere che è stanco o ha sonno. In quei momenti cerchiamo di tirarci su il morale a vicenda, cantando insieme o facendo qualche scherzo.
Se potessero tornare a prima del debutto e lasciare un solo messaggio a se stessi, i TIOT sceglierebbero parole diverse, ma accomunate dalla volontà di non arrendersi. Alcuni ricorderebbero l’importanza dell’impegno e della perseveranza, mentre altri vorrebbero rassicurare la versione più giovane di sé, aiutandola a guardare al futuro con maggiore fiducia.
Kim Minseong: Gli direi: «Vivi impegnandoti al massimo». È sempre stato il mio modo di pensare, quindi credo che riuscirei a credere davvero a quelle parole.
Geum Junhyeon: Gli direi: «Dato che i fan vogliono vedere tante foto e video di te prima del debutto e di quando eri piccolo, conserva tanti contenuti inediti di quel periodo!».
Hong Geonhee: Gli direi: «Non arrenderti. Continua così». Anche se si ricevono consigli su quello che si dovrebbe fare, ci sono momenti in cui bisogna affrontare le difficoltà in prima persona, impegnarsi e arrivare alle proprie conclusioni. Per questo, vorrei dire alla versione di me che non aveva ancora debuttato di non arrendersi, anche quando si sentiva stanca e in difficoltà, e di continuare a correre verso i L.O.T.I.
Shin Yechan: Gli direi: «Abbi fiducia in te stesso». Sono entrato ufficialmente nel gruppo per il debutto più tardi rispetto agli altri membri, che avevano già vissuto il periodo di pre-debutto. Per questo avevo poca fiducia in me stesso e sentivo una grande pressione. Ora, però, sto lavorando duramente e facendo del mio meglio, quindi vorrei ricordarmi di credere nelle mie capacità. Sono sicuro che riuscirei a fidarmi di quelle parole.
Anche il significato di Five Hours in Pieces si è trasformato attraverso l’esperienza diretta. Se al primo ascolto il brano ha suscitato soprattutto malinconia e nostalgia, portarlo sul palco ha permesso ai membri di riconoscervi emozioni più personali, trasformando la canzone in una fonte di motivazione e in uno spazio in cui raccontare ciò che si nasconde dietro le apparenze.
Kim Minseong: È una canzone in cui si intrecciano molte emozioni diverse, ma una cosa è certa: è una musica capace di offrire conforto a qualcuno.
Geum Junhyeon: La prima volta che l’ho ascoltata, il testo mi è sembrato triste e mi sono ritrovato a guardare indietro, ripensando con rammarico al me stesso di un tempo. Adesso, però, mentre canto e ballo sul palco, mi impegno ancora di più per non ripetere quei giorni pieni di rimpianti. È diventata una canzone che mi dà la spinta per andare avanti.
Hong Geonhee: Più la eseguo sul palco, più sento che le emozioni della mia vita entrano a far parte della canzone. In passato esprimevo soprattutto sentimenti energici, come «Divertiamoci!» oppure «Ce la possiamo fare!». Questa volta, invece, sento di riuscire a trasmettere le emozioni che si trovano dentro la persona che sono, Hong Geonhee, andando oltre ciò che si vede in superficie.
Shin Yechan: Ho cercato di esprimere e trasmettere sul palco le stesse emozioni che avevo provato quando ho ascoltato la canzone per la prima volta. Credo che il suo significato stia arrivando al pubblico nel modo giusto. Se dovessi associare questo brano a un’emozione, sceglierei il senso di vuoto.
La ricerca di una maggiore sincerità ha accompagnato anche la preparazione dell’album. I membri hanno cercato di avvicinarsi alle proprie emozioni senza nasconderle, trovando nella scrittura e nell’interpretazione un modo per esprimere pensieri che a volte sono difficili da condividere apertamente.
Kim Minseong: Ho cercato di essere un po’ più sincero con le mie emozioni.
Geum Junhyeon: Mentre scrivevo il testo di Jinaebolge, ho voluto riflettere maggiormente su me stesso, giudicarmi con sincerità, accettare ciò che sono e trovare il modo di consolarmi. Per questo, quando ascolto la canzone, mi soffermo lentamente su ogni singola parola del testo.
Hong Geonhee: Durante le prove di questa canzone, mi sono concentrato in modo particolare sulle emozioni. Anche imparare a essere sincero con i miei sentimenti è un cambiamento che ho vissuto da quando faccio parte dei TIOT. Ora voglio trasmettere ciò che provo a tante persone, senza abbellire o nascondere quello che sento davvero.
Shin Yechan: Ho cercato di esprimere le difficoltà e le situazioni complicate senza nasconderle o evitarle. Volevo creare una canzone in cui sia i fan sia noi stessi potessimo riconoscere le nostre emozioni e immedesimarci in ciò che ascoltiamo.
Dietro ogni album ci sono dubbi, aspettative e momenti di incertezza che il pubblico non sempre riesce a vedere. Durante la preparazione di Time for Us, i TIOT si sono interrogati soprattutto sul modo in cui la loro musica sarebbe arrivata ai fan. Le preoccupazioni, anziché ostacolare il processo creativo, hanno permesso loro di comprendere più a fondo il significato dei brani e di avvicinarsi ulteriormente alla propria identità.
Kim Minseong: La mia preoccupazione più grande era riuscire a offrire ai fan musica ancora migliore, con un livello di perfezione più alto.
Geum Junhyeon: Ogni volta che scrivo una canzone, mi sembra sempre che ci siano aspetti del testo che avrei potuto migliorare. Eppure, ho notato che i fan apprezzano ancora di più i testi in cui esprimo sinceramente i miei pensieri con parole mie. In futuro, invece di rifletterci troppo, vorrei provare a mettere per iscritto i miei sentimenti in modo ancora più spontaneo.
Hong Geonhee: Sono una persona che tende a preoccuparsi molto, e sia i L.O.T.I. sia le persone che mi circondano lo sanno bene. Questa volta mi sono chiesto spesso: «Come arriveranno queste canzoni ai L.O.T.I.?» e «Spero che l’album non venga percepito soltanto come qualcosa di triste». Durante la preparazione ho compreso più profondamente i significati nascosti nei brani e sono felice di sentire che stanno arrivando ai L.O.T.I. nel modo giusto.
Shin Yechan: Questa volta ho provato più entusiasmo che ansia, perché pensavo che ai fan sarebbe piaciuto il risultato. Essendo un comeback dopo tanto tempo, abbiamo cercato di mostrare tanti lati nuovi di noi stessi.
Con il passare degli anni, il sogno immaginato all’inizio può assumere una forma diversa da quella attesa. Anche per i TIOT il percorso si è rivelato più complesso e sorprendente del previsto, ma proprio le difficoltà e le scoperte inaspettate hanno contribuito a rendere questa esperienza così significativa.
Kim Minseong: Ci sono molte differenze rispetto a come immaginavo che sarei stato all’inizio. Ho scoperto anche tanti lati di me che non mi aspettavo, naturalmente in senso positivo.
Geum Junhyeon: Pensavo che sarei stato sicuramente il più piccolo del gruppo. Invece, contrariamente alle mie aspettative, mi sono ritrovato a ricoprire anche il ruolo del fratello maggiore e quello dell’amico. Inoltre, pensavo che, diventando uno dei più grandi, sarei stato un fratello maggiore severo, ma a quanto pare non è così. Questo mi lascia un po’ deluso!
Hong Geonhee: In realtà, credo che la mia vita sia diversa per circa il novanta per cento da come la immaginavo quando ero piccolo. Ho scoperto che per completare un album servono molto più impegno, tempo e riflessione di quanto pensassi, e che i momenti difficili sono più vicini di quanto immaginassi. Allo stesso tempo, ho imparato che essere amati da qualcuno può dare molta più forza e conforto di quanto avessi previsto. Fare il cantante è un lavoro davvero gratificante, e penso che la possibilità stessa di rendere felice un’altra persona sia qualcosa di speciale.
Shin Yechan: All’inizio il mio sogno era diventare il ballerino principale. Adesso, invece, sogno di diventare un «mostro imbattibile nelle esibizioni dal vivo»!
Il rapporto tra perfezione e autenticità è un altro aspetto sul quale i membri hanno imparato a riflettere. Piuttosto che inseguire un’immagine impeccabile a tutti i costi, i TIOT vogliono continuare a migliorarsi senza perdere ciò che li rende riconoscibili. Per loro, la vera completezza artistica nasce proprio dalla capacità di esprimere la propria personalità.
Kim Minseong: Penso che essere fedeli a noi stessi e a ciò che rende i TIOT unici sia più importante.
Geum Junhyeon: Sul palco, credo che essere se stessi sia la cosa più importante. Forse è difficile realizzare un’esibizione perfetta per tutta la vita, ma penso che, proprio mentre ci impegniamo per raggiungere la perfezione, emerga ancora meglio ciò che mi rende unico.
Hong Geonhee: All’inizio del debutto mi concentravo soprattutto sullo studio di un personaggio attraverso cui potermi esprimere, più che sulla persona che sono davvero. Adesso, invece, mi chiedo: «Come posso mostrare me stesso con maggiore sincerità?». Credo che la perfezione più importante sia quella che si raggiunge quando si riesce a essere pienamente se stessi.
Shin Yechan: Mi sembra che oggi i TIOT attribuiscano molta importanza all’autenticità e cerchino di perseguirla. Tutti i membri hanno un fascino personale e danno il meglio di sé quando riescono a esprimersi liberamente. Per questo cerchiamo di valorizzare le caratteristiche che rendono ognuno di noi unico.
Nonostante la distanza geografica e le differenze linguistiche, la musica dei TIOT raggiunge anche i fan italiani. Sapere che persone che vivono dall’altra parte del mondo possono riconoscersi nelle loro canzoni è qualcosa che suscita meraviglia e gratitudine, oltre ad alimentare il desiderio di incontrarle un giorno di persona.
Kim Minseong: Penso che il potere della musica sia davvero straordinario. È incredibile che riesca a mettere in contatto le persone anche quando si trovano molto lontane le une dalle altre.
Geum Junhyeon: Anche se ci sostenete da lontano, quando comunichiamo con voi sentiamo che i nostri cuori sono vicini. Vi siamo davvero grati e speriamo di poter incontrare presto i fan in Italia!
Hong Geonhee: È qualcosa di così sorprendente che faccio fatica persino a immaginarlo. A volte i sentimenti che vogliamo trasmettere non arrivano come speravamo, mentre altre volte raggiungono gli altri molto più facilmente del previsto. Continueremo a impegnarci affinché la musica e il mondo dei TIOT possano arrivare ancora più profondamente ai fan italiani.
Shin Yechan: Mi viene subito voglia di andare in Italia il prima possibile, per comunicare con i fan e salire sul palco davanti a loro. Sarebbe davvero emozionante se i fan italiani cantassero insieme a noi le nostre canzoni in coreano!
Immaginare che una canzone possa aiutare qualcuno ad affrontare diversamente un periodo difficile è forse una delle soddisfazioni più grandi per un artista. Per i TIOT, sapere che Time for Us potrebbe accompagnare un ascoltatore in un momento delicato rappresenta un motivo per continuare a fare musica con sincerità, offrendo conforto senza dimenticare la forza che ognuno possiede già dentro di sé.
Kim Minseong: Mi si stringerebbe davvero il cuore. Sapere che la nostra musica è riuscita a dare conforto a qualcuno e ad accompagnarlo nel modo di guardare diversamente al proprio tempo sarebbe già un motivo sufficiente per esserne grato.
Geum Junhyeon: Sono io a essere ancora più grato nel sapere che la nostra musica vi ha dato conforto. Mi rende orgoglioso pensare che, attraverso le nostre canzoni, possiamo essere d’aiuto anche a una sola persona. Continuerò a impegnarmi per diventare un cantante capace di darvi forza!
Hong Geonhee: Prima ancora di essere nostri fan, vorrei dirvi che la vostra vita brilla già soltanto per il fatto che siete qui, vivi e respirate. Se attraverso i TIOT riuscite a percepire quanto sia preziosa una vita in cui si ama e si viene amati, per noi sarebbe una gioia immensa!
Shin Yechan: Vorrei dirvi che state già facendo abbastanza e che noi facciamo il tifo per voi. Sapere di avere qualcuno dalla propria parte è davvero prezioso. Se le nostre canzoni sono diventate un sostegno nei momenti difficili, ve ne sono sinceramente grato. Continuerò a cantare con ancora più impegno.
Se il presente dei TIOT fosse una scena cinematografica anziché una fotografia, ciascun membro lo immaginerebbe in modo diverso. C’è chi pensa alla felicità condivisa sul palco, chi ai momenti di tranquillità dopo il lavoro e chi vede nel percorso del gruppo una storia ancora tutta da scrivere. Immagini differenti che raccontano, però, la stessa voglia di continuare a costruire ricordi insieme.
Kim Minseong: Sarebbe una scena in cui ci esibiamo tutti insieme durante un concerto e ogni membro sorride felicemente.
Geum Junhyeon: Mi viene in mente il tempo che trascorriamo a casa dopo aver terminato gli impegni della giornata. Geonhee probabilmente starebbe facendo esercizio fisico, mentre Yechan sarebbe seduto comodamente a guardare il cellulare. Io correrei qua e là e Minseong, il nostro hyung, ci osserverebbe mentre mangia qualcosa di buono.
Hong Geonhee: Sarebbe una scena immortalata da una Polaroid prima che i suoi colori comincino a comparire. Nessuno può sapere con certezza quale immagine emergerà, ma noi continueremo a scattare fotografie con il flash, lasciando tracce del nostro percorso e mostrando ciò che ci rende unici!
Shin Yechan: Sarebbe una scena tratta da un film sulla giovinezza, in cui corriamo tutti insieme attraverso un grande campo, con il tramonto sullo sfondo.
Guardando ancora più avanti, a quando sarà trascorso molto più tempo, i TIOT sperano di poter ricordare Time for Us come un capitolo significativo della propria storia. Un album che custodisca non soltanto la musica e le esibizioni, ma anche le emozioni, il coraggio e i primi passi verso nuove possibilità.
Kim Minseong: Vorrei ricordare tutte le scene e tutti i momenti vissuti durante le promozioni di questo album.
Geum Junhyeon: Vorrei ripensarci e dire: «A ventitré anni amavo davvero me stesso. Voglio amare anche il me stesso di oggi tanto quanto amavo la persona che ero allora».
Hong Geonhee: Vorrei ricordare il coraggio che mi ha permesso di mettere un punto e quello che mi ha permesso di mettere una virgola, piuttosto che la paura che ho provato davanti a un nuovo inizio!
Shin Yechan: Penso che, a partire da questo album, parteciperò sempre di più alla composizione dei brani e alla costruzione della felicità dei TIOT. Un giorno, quando tornerò a guardare indietro, vorrei poter ricordare questo album e pensare: «È stato proprio allora che tutto è cominciato».