Nel mondo dei picchiaduro competitivi, dove anche la più piccola decisione può cambiare l’esito di un incontro, talento, preparazione e sangue freddo sono fondamentali. Ma per Jeondding, uno dei protagonisti della scena competitiva di Tekken 8, essere un grande giocatore significa anche saper costruire un’identità riconoscibile, trasmettere emozioni al pubblico e lasciare un segno nella community.
Dopo aver conquistato il secondo posto a EVO France lo scorso anno, il giocatore è tornato a Nizza con un obiettivo ben preciso: questa volta, alzare il trofeo. Un traguardo finalmente raggiunto, che gli ha permesso di conquistare il suo primo titolo EVO e di regalare a Team Vitality il primo campionato EVO della sua storia su Tekken 8. Una vittoria dal significato speciale, arrivata dopo anni di competizioni ad altissimo livello e tre anni di sostegno da parte dei fan che hanno continuato a credere in lui.

In questa intervista con TGK World, Jeondding ripercorre il proprio percorso competitivo, racconta le lezioni apprese dalle sconfitte e svela cosa si nasconde dietro la preparazione mentale necessaria per affrontare i migliori giocatori al mondo. Tra ambizione, crescita personale e gratitudine verso i suoi sostenitori, il campione condivide anche le emozioni che hanno accompagnato il suo trionfo a EVO France e gli obiettivi che lo attendono.
Nel mondo dei picchiaduro, anche la più piccola decisione può cambiare l’esito di un’intera partita. Nel corso della tua carriera, come si è evoluto il tuo modo di vedere il gioco? E al di là di un’eccezionale abilità tecnica, cosa pensi che renda davvero grande un giocatore?
Jeondding: Cerco di fare del mio meglio per evitare gli errori e, anche quando ne commetto, mi impegno molto per mantenere la forza mentale. Penso anche che l’immagine personale di un giocatore sia estremamente importante. Avere una presenza iconica, accompagnata da un livello di abilità eccezionale, è ciò che rende davvero grande un giocatore.
Ai massimi livelli, i giocatori conoscono gli stili di gioco, le abitudini e le strategie dei propri avversari meglio di quasi chiunque altro. Quando una partita diventa più una questione di leggere la mente dell’avversario e anticiparne le mosse che di pura esecuzione tecnica, come cerchi di comprenderlo mantenendo nascoste le tue intenzioni?
Jeondding: Ci sono moltissimi giochi mentali, ma cerco di ricorrere anche ad altre tecniche, così da rendere difficile capire cosa ho in mente e mantenere nascosta la mia strategia.

Ogni giocatore vive momenti in cui un’attenta preparazione, la fiducia in sé stesso e le aspettative si scontrano con un risultato inaspettato. Ripensando alla tua carriera, c’è stata una sconfitta o un periodo difficile che ha cambiato profondamente il tuo approccio alla competizione? Se sì, quale lezione ti ha insegnato che non avresti mai potuto imparare soltanto da una vittoria?
Jeondding: Penso che sia stata la partita prima di entrare nella top 8 dell’EWC 2024. Credevo di essermi preparato molto, ma mi sono reso conto che i miei avversari lo avevano fatto ancora di più. È stato un vero punto di svolta, che mi ha portato a riflettere su cosa significhi avere avversari che si preparano specificamente per contrastarmi, anziché concentrarmi soltanto sulla mia preparazione.
La carriera di un giocatore viene spesso ricordata attraverso i campionati vinti, i risultati nei tornei e le classifiche, ma la sua influenza può durare ben oltre i traguardi raggiunti. Quando, tra molti anni, le persone ripenseranno alla carriera di Jeondding, come vorresti essere ricordato? Non soltanto per il tuo stile di gioco, ma anche per il tuo approccio alla competizione e per l’impatto che hai lasciato nella community dei picchiaduro?
Jeondding: Naturalmente, i risultati sono importantissimi. Ma, oltre a quelli, penso che la personalità di un giocatore e l’immagine che trasmette ai fan siano altrettanto importanti. Che io vinca o perda, vorrei essere ricordato come un giocatore capace di offrire incontri divertenti, prestazioni spettacolari e, soprattutto, una persona sinceramente gentile.

Lo scorso anno hai concluso EVO France al secondo posto e, questa volta, sei tornato a Nizza per conquistare il titolo, raggiungendo la Grand Final senza mai scendere nel Losers Bracket. Ripensando a questo percorso, cosa è cambiato tra il giocatore che lo scorso anno è tornato a casa senza il trofeo e quello che finalmente è riuscito ad alzarlo? C’è stato un momento particolare durante il torneo in cui hai iniziato a credere che questa potesse essere la tua volta?
Jeondding: L’anno scorso mi è capitato davvero tante volte di arrivare secondo. Continuavo a preoccuparmi che, anche raggiungendo la finale, avrei finito nuovamente al secondo posto. Ma vincere questa volta ha spazzato via completamente quelle paure. Quando ho vinto il secondo set della finale, ho iniziato a sentire che avrei potuto davvero conquistare l’intero torneo.
La tua vittoria a EVO France non rappresenta soltanto il tuo primo titolo EVO, ma anche il primo campionato EVO di sempre per Team Vitality in Tekken 8. Dopo anni trascorsi a competere ai massimi livelli, cosa significa raggiungere finalmente questo traguardo, sia a livello personale sia per tutte le persone che ti hanno sostenuto nel corso della tua carriera? E ora che hai conquistato qualcosa per cui hai dovuto lottare così duramente, quale nuova sfida ti motiva?
Jeondding: Ero felice oltre ogni parola. Credo sia stata la prima volta in cui ho pianto per la pura gioia. Sento davvero che questa vittoria sia una ricompensa per i fan che hanno creduto in me per ben tre anni. Ora il mio obiettivo è vincere ancora più trofei.
