Come ormai molti di voi sapranno la Toscana è stata set per il video di ‘THE SIN: VANISH’ Chapter 3 “Stealer” degli ENHYPEN. Le riprese, realizzate a fine settembre in gran segreto, con una troupe internazionale di circa 100 professionisti, hanno valorizzato location come Calenzano Alto, il Parco di Travalle e Villa Corsi Salviati, trasformando il territorio fiorentino in un palcoscenico dal respiro internazionale.
Il progetto, condotto nel massimo riserbo per motivi di sicurezza, conferma il ruolo della Toscana come destinazione attrattiva per grandi produzioni globali e il profilo internazionale di Dado Production nel panorama audiovisivo. Portare una produzione K-pop internazionale nel cuore della Toscana è stata una sfida complessa ma anche un’importante conferma del livello raggiunto dalle realtà audiovisive locali.
È così che Dado Production, società con base tra Prato e Firenze che abbiamo avuto il piacere di intervistare, racconta il lavoro svolto per le riprese del videoclip degli ENHYPEN a Travalle (FI) e in altre location del territorio. Abituata a lavorare con produzioni estere di alto profilo, Dado Production considera questi progetti fondamentali occasioni di confronto e sviluppo professionale. «Lavorare con produzioni estere è sicuramente motivo di grande soddisfazione», afferma Stefano Rossi, sottolineando però come il processo richieda spesso una delicata mediazione tra approcci produttivi differenti.
«La parte più complessa è spesso quella di conciliare il nostro modo di lavorare con quello della produzione cliente. Normative, procedure e abitudini operative possono essere molto diverse e non sempre è immediato far comprendere a chi viene a girare in Italia come funzionano alcuni aspetti del nostro sistema e della nostra burocrazia». Nonostante le difficoltà organizzative, l’esperienza con la produzione sudcoreana è stata giudicata estremamente positiva.
«È stata senza dubbio un’esperienza molto interessante, sia per l’altissimo livello della produzione e degli artisti coinvolti, sia per l’opportunità di lavorare con una troupe sudcoreana», racconta Lino Ruggiero.
Il team, composto in gran parte da professionisti giovani, ha colpito per efficienza e preparazione: «Avevano ritmi estremamente veloci, ma allo stesso tempo erano molto professionali e competenti, a conferma di uno standard produttivo molto elevato». Uno degli aspetti più impegnativi ha riguardato la scelta delle location. La produzione sudcoreana aveva fornito indicazioni scenografiche molto precise, alle quali si aggiungevano esigenze logistiche legate alla presenza di una troupe numerosa e a tempi di ripresa particolarmente serrati.
«La difficoltà maggiore è stata individuare luoghi che rispondessero alle richieste artistiche ma che garantissero anche facilità di spostamento e organizzazione per tutta la squadra». Il lavoro è partito da un’ampia selezione di proposte, poi affinata insieme alla produzione fino alla scelta definitiva delle ambientazioni.
Per Dado Production il progetto rappresenta una conferma della propria credibilità nel panorama internazionale: «Confrontarsi con realtà così strutturate è per noi motivo di grande orgoglio, ma anche un’importante occasione di crescita professionale».
Un ruolo chiave, spiegano, lo ha avuto la reputazione costruita negli anni: «Come già accaduto con il mercato americano e inglese, anche questo progetto è nato grazie al passaparola di produzioni con cui avevamo già collaborato. Ci auguriamo che anche questa esperienza possa creare ulteriori opportunità di lavoro con il mercato sudcoreano». Anche questa opportunità conferma come la Toscana stia diventando sempre più attrattiva anche per le grandi produzioni internazionali legate al fenomeno globale del K-pop e non solo.