Alcuni politologi hanno candidato i cittadini sudcoreani al Nobel Peace Prize per la loro resistenza nonviolenta alla legge marziale imposta dall’ex presidente Yoon Suk Yeol il 3 dicembre 2024. La mobilitazione, chiamata “Rivoluzione della Luce” per le lightstick usate nelle proteste, è stata descritta come un esempio di partecipazione civica pacifica contro un atto poi giudicato incostituzionale.
I cittadini si radunarono anche davanti all’Assemblea nazionale nonostante i blocchi di polizia ed esercito. Il Parlamento costrinse Yoon a revocare il decreto in sei ore e le proteste proseguirono fino alla sua destituzione e all’avvio di procedimenti penali.
Secondo i promotori della candidatura, il ruolo della popolazione è stato decisivo nel ripristino della democrazia in pochi mesi, diventando un modello globale di “K-democracy”.
Il presidente Lee Jae Myung ha sostenuto che i cittadini meritano il premio. Il Nobel per la pace sarà annunciato il 9 ottobre; in passato lo hanno ricevuto organizzazioni e, per la Corea del Sud, l’ex presidente Kim Dae-jung nel 2000.