Nel panorama iper-competitivo del K-Pop, emergere non è mai semplice. Farlo con un’identità completamente nuova è ancora più raro. È proprio questa la sfida che ALL’N ha deciso di affrontare: unire performance idol, produzione musicale e violino in un unico progetto artistico.
“Quando ascolto ‘We Up’, sembra più di un debutto: sembra una dichiarazione. Cosa volevi dimostrare a te stesso con questo brano?”
Sì, è un brano molto ambizioso, soprattutto per essere il mio debutto. Volevo fare una dichiarazione fin dall’inizio, anche con quell’intro forte, per mostrare che sarò un artista K-Pop molto “driven”, con una forte identità. Nella canzone c’è un po’ di tutto: canto, rap, costruzione progressiva… e ho cercato di renderla il più catchy possibile. Molti fan mi hanno detto che rimane in testa, quindi sono molto felice. Più che altro, volevo dimostrare a me stesso che potevo farcela: entrare nel K-Pop è difficilissimo, anche solo debuttare è raro. Ho voluto unire tutta la mia esperienza, anche imprenditoriale, per creare il mio brand come violinista K-Pop.
“Hai vissuto in Corea, negli Stati Uniti, in Cina e anche in Africa. Come influisce questa identità globale sulla tua musica?”
Viaggiare tanto mi ha aiutato a capire diversi tipi di musica, ed è fondamentale visto che scrivo e produco i miei brani. In futuro non faremo solo K-Pop “classico”: voglio usare il violino per unire generi diversi. Il K-Pop già mescola hip-hop, pop, rock… io voglio aggiungere la mia esperienza globale e creare qualcosa di nuovo. Ci saranno suoni davvero interessanti.
“C’è un forte contrasto nella tua storia: ti è stato detto che forse non avresti più potuto ballare, e ora sei sul palco. Cosa è cambiato mentalmente?”
Dopo quell’episodio ho cambiato completamente mentalità. Ho capito che è una benedizione poter anche solo inseguire questo sogno, ballare, persino camminare. Ora sono semplicemente grato di essere qui, e lavoro ancora più duramente di prima. Quell’esperienza mi ha reso più forte.
“Non sei solo un artista, ma anche CEO della tua etichetta. Come separi la parte creativa da quella manageriale?”
Onestamente è la parte più difficile. Sto costruendo e gestendo un’etichetta mentre sono anche l’artista principale. In Corea c’è una forte cultura gerarchica, e io sono il più giovane del team, ma anche il CEO. Lavoro con professionisti che hanno collaborato con grandi nomi del K-Pop, quindi devo trovare un equilibrio tra rispetto e leadership. Alla fine si tratta di gestire bene il tempo: ho solo 24 ore al giorno, e spesso sacrifico sonno e tempo libero. Ma ne vale la pena.
“Il violino è ormai la tua firma. Quando hai capito che sarebbe stato centrale nella tua identità?”
Il violino è stato il mio primo strumento. Mi ha insegnato che la pratica costante porta risultati, e questo vale per tutto: musica, business, danza. Inoltre è stato il punto di partenza del mio percorso nel K-Pop. A un certo punto mi sono chiesto: perché nessuno lo sta facendo in questo modo? Così ho deciso di renderlo il mio marchio distintivo e costruire tutto attorno a questo.
“A ‘Youth With You’ sei stato promosso in Classe A. È stato più un boost di fiducia o una pressione?”
È stato uno dei momenti più speciali della mia carriera, soprattutto perché è stato Lay degli EXO a promuovermi. L’esperienza del programma mi ha preparato molto: quando ho debuttato in Corea, mi sentivo già a mio agio tra telecamere, staff e produzione. Mi ha dato sicurezza.
“Parli spesso di credere in sé stessi. Ma nella pratica quotidiana, cosa significa per te?”
All’inizio pensavo che bastasse che qualcuno credesse in te. Ma ho capito che devi dimostrarlo ogni giorno, con costanza. Per me significa lavorare ogni giorno, controllare ogni aspetto del progetto, migliorare continuamente. Sono così concentrato che non guardo neanche più film o serie da quasi un anno. Ma non mi manca: voglio solo creare musica e contenuti per i fan.
“Se ‘We Up’ è il primo capitolo, come suonerà la storia completa di ALL’N?”
Abbiamo pubblicato solo una canzone, ma ci ho lavorato tantissimo. Ho prodotto molti brani prima di scegliere quella giusta, cercando equilibrio tra canto, rap e violino. In futuro, in un album, ci saranno tracce completamente strumentali, altre più vocali… ma ogni canzone avrà sempre il violino e il K-Pop come base.
“Canti, balli e suoni il violino contemporaneamente. Cosa ti ha spinto a unire tutto questo?”
Quando gestivo un’azienda di telefoni, ho imparato quanto sia importante distinguersi in un mercato competitivo. Anche nel K-Pop è così: devi capire cosa ti rende unico. Ho studiato molto cosa facevano gli altri artisti e ho visto che i fan volevano qualcosa di nuovo. Ma spesso le aziende non vogliono rischiare. Per questo ho creato la mia etichetta: volevo prendermi io quel rischio e proporre qualcosa di diverso
“Qual è l’aspetto che ami di più nel gestire la tua carriera? E cosa viene sottovalutato?”
Molti pensano che basti il talento, ma non è così. Serve un intero team: produzione, marketing, styling, allenatori, investimenti… senza tutto questo è quasi impossibile farcela. Io voglio essere trasparente su questo, mostrare anche le difficoltà e il lavoro dietro le quinte
“Dove ti vedi tra cinque anni?”
Spero di essere in tour mondiale, su grandi palchi, con un violino elettrico personalizzato. Voglio che la mia etichetta cresca e che la mia musica arrivi al primo posto in classifica. Sarebbe incredibile.
“Se dovessi scegliere una canzone che rappresenta la tua vita adesso?”
Direi il mio prossimo brano, “Dream Higher”. “We Up” era più simbolico, mentre questa sarà più personale: racconterà il mio percorso, i momenti difficili e la mia determinazione a crescere in un’industria così competitiva.