Un ciclone giudiziario senza precedenti si è abbattuto sui vertici di HYBE, la potentissima agenzia d’intrattenimento sudcoreana artefice del fenomeno globale BTS.
Nella giornata di giovedì 3 settembre, l’Unità d’Inchiesta sui Reati Finanziari della Polizia Metropolitana di Seul ha annunciato il deferimento in stato di libertà alla Procura del Distretto Sud di Seul del presidente Bang Si Hyuk, accusato di violazione del Capital Markets Act per pratiche commerciali sleali e manipolazione di informazioni finanziarie.
L’incriminazione non riguarda esclusivamente il patron della multinazionale del K-pop: la polizia ha iscritto nel registro degli indagati e inviato a giudizio con accuse analoghe un vero e proprio comitato d’affari di altissimo livello, che comprende l’amministratore delegato di HYBE Lee, l’ex Chief Financial Officer Kwon, il CEO di Estone Equity Partners Yang e il vertice di Newmain Equity Kim.
Il provvedimento della magistratura rappresenta il punto di approdo di un’indagine complessa durata oltre un anno e nove mesi, nata per fare luce sui presunti profitti illeciti accumulati durante la delicata fase di quotazione in borsa (IPO) della società. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, nel corso del 2019, mentre la macchina societaria stava già segretamente preparando l’ingresso nel listino azionario, Bang Si Hyuk avrebbe volutamente tratto in inganno gli azionisti ed esistenti investitori assicurando loro che non vi fosse alcun piano per la quotazione.
Contemporaneamente a questa manovra diversiva, la dirigenza avrebbe favorito la creazione di un fondo di private equity riservato a una cerchia ristretta di investitori, promettendo loro in via riservata la futura IPO e spingendo al contempo i vecchi soci a cedere le proprie quote al fondo a prezzi svantaggiosi.
Circa un anno dopo, con la regolare quotazione di HYBE al listino di Seul, i beneficiari del fondo hanno monetizzato la vendita delle azioni. Un’operazione orchestrata che, sulla base di patti parasociali segreti siglati prima del debutto in borsa, avrebbe garantito a Bang Si Hyuk e al suo entourage un guadagno illecito stimato in 263,1 miliardi di won (pari a oltre 167 milioni di euro).
Di fronte alla gravità dei fatti, la polizia ha ottenuto dal tribunale un provvedimento di sequestro conservativo e congelamento dei beni per un valore pari all’intera somma del presunto profitto illecito, una misura preventiva volta a tutelare il mercato prima dell’inizio del processo penale che rischia di sconvolgere le fondamenta dell’industria discografica asiatica.
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