Un uomo sudcoreano di 30 anni è stato arrestato dopo aver acquistato per anni migliaia di biglietti per concerti di famosi artisti K-Pop e altri eventi, per poi rivenderli a prezzi fino a 30 volte superiori a quelli originali. Con i proventi dell’attività avrebbe acquistato anche un appartamento e due locali commerciali.
Il 16 settembre la Polizia provinciale del Gyeonggi settentrionale ha riferito di aver trasferito alla procura, in stato di arresto, un uomo sulla trentina, identificato come A, accusato di intralcio alle attività commerciali e altri reati.
Secondo gli investigatori, A avrebbe operato da settembre 2018 ad aprile 2026, per circa sette anni e sette mesi, utilizzando programmi automatici e account intestati ad altre persone per acquistare 8.967 biglietti di concerti e altri eventi. I biglietti sarebbero stati successivamente rivenduti per un valore complessivo di circa 2,4 miliardi di won, pari a circa 1,4 milioni di euro.
Privo di un’occupazione stabile, l’uomo acquistava biglietti per concerti di idol famosi, tournée in Corea di artisti stranieri, concerti di cantanti trot, musical e competizioni sportive, arrivando a rivenderli con rincari fino a 30 volte il prezzo originale.
Per gestire i biglietti acquistati utilizzava sette account online intestati a sé stesso, familiari e parenti. La rivendita avveniva attraverso diversi sistemi: in alcuni casi consegnava agli acquirenti i braccialetti necessari per accedere ai concerti direttamente sul posto, mentre in altri modificava l’indirizzo di consegna dei biglietti inserendo quello dell’acquirente.
A era inoltre membro di una delle più grandi chat di gruppo sui social network sudcoreani dedicate al mercato dei biglietti rivenduti illegalmente, oggi chiusa. All’interno del gruppo avrebbe scambiato informazioni sulle attività di rivendita e cercato altre persone con cui collaborare.
Per far apparire la propria attività come un’attività commerciale legittima, l’uomo aveva inoltre registrato un’impresa nel settore del commercio elettronico, continuando così a portare avanti la rivendita dei biglietti.
Ad aprile, però, A avrebbe improvvisamente interrotto l’attività dopo aver letto sui media la notizia dell’arresto di un’organizzazione coinvolta in un sistema su larga scala di rivendita illegale di biglietti. Temendo di essere a sua volta individuato, avrebbe formattato computer e smartphone nel tentativo di cancellare le prove e avrebbe persino utilizzato un’intelligenza artificiale per chiedere informazioni sulle indagini della polizia contro il mercato nero dei biglietti.
La polizia, tuttavia, aveva già avviato le indagini su A nell’ambito degli accertamenti sulla chat dedicata alla compravendita illegale dei biglietti.
Durante una perquisizione nell’abitazione dell’uomo, gli investigatori hanno sequestrato, tra gli altri elementi, una chiavetta USB e hanno recuperato attraverso l’analisi forense digitale numerosi dati ritenuti utili a dimostrare l’attività contestata.
A ha respinto le accuse sostenendo di non sapere che la rivendita dei biglietti fosse illegale e di aver regolarmente pagato le tasse. Il tribunale ha tuttavia ritenuto sussistenti i presupposti per l’arresto e ha emesso un mandato di custodia cautelare.
Secondo la polizia, circa due terzi dei 2,4 miliardi di won ottenuti dalla rivendita, pari a circa 1,6 miliardi di won, sarebbero stati profitti dell’uomo.
Gli investigatori ritengono inoltre che A abbia utilizzato i proventi dell’attività per acquistare un appartamento e due locali commerciali. Al momento dell’arresto, tuttavia, l’appartamento era già stato venduto.
La polizia ha identificato come proventi di reato i due locali commerciali intestati all’uomo e alcuni crediti derivanti da depositi bancari, per un valore complessivo di 1,264 miliardi di won circa, disponendo il sequestro conservativo preventivo in vista del procedimento giudiziario.
Un funzionario della polizia ha dichiarato: «La rivendita illegale dei biglietti è un crimine che priva i fan di K-Pop della possibilità di assistere legittimamente agli spettacoli e costituisce una pratica sleale che contribuisce a distorcere i prezzi per i consumatori». La polizia ha aggiunto che continuerà a indagare sugli altri sospettati e a rintracciare anche i proventi delle attività illecite.
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