La vittoria per 3-1 contro il Giappone nella finale degli Asian Games Aichi-Nagoya 2026 ha regalato alla nazionale sudcoreana il quinto oro consecutivo nel baseball e, per 16 dei 24 giocatori convocati che non avevano ancora svolto il servizio militare, l’esenzione dalla leva obbligatoria.
Un premio che, però, ha riacceso le polemiche. Il Giappone aveva schierato una squadra composta da giocatori dilettanti della lega industriale, che affiancano il baseball al lavoro, e la Corea del Sud aveva perso 5-0 contro la stessa formazione nel turno precedente. Per molti, il risultato solleva una domanda: è ancora giusto concedere l’esenzione militare per una medaglia d’oro agli Asian Games? Sui social c’è chi ricorda che anche i BTS hanno dovuto prestare servizio.
Il sistema esiste da oltre cinquant’anni: introdotto nel 1973 per sostenere lo sviluppo dello sport d’élite, prevede che gli atleti uomini che conquistano almeno il bronzo alle Olimpiadi o l’oro agli Asian Games siano esentati dai 18 mesi di servizio militare ordinario. Al loro posto devono completare tre settimane di addestramento militare di base e 544 ore di attività di volontariato legate allo sport.
Nel tempo, questa misura ha contribuito a favorire la crescita dello sport sudcoreano, permettendo ad atleti come Son Heung-min di proseguire la propria carriera senza interruzioni. Ma oggi i critici ritengono che il sistema non rispecchi più il ruolo internazionale raggiunto dal Paese. Gli Asian Games comprendono ormai numerose discipline e non tutte le nazioni partecipano con le loro formazioni migliori. Inoltre, il sistema crea disparità tra sport: vincere una Coppa del Mondo di calcio, per esempio, non garantirebbe la stessa esenzione.
Le polemiche sono alimentate anche da casi controversi che hanno coinvolto alcuni beneficiari, mentre il mondo sportivo avverte che abolire il sistema potrebbe indebolire le fondamenta dello sport d’élite. Tra le alternative proposte ci sono un sistema a punti basato sui risultati ottenuti in diverse competizioni internazionali, la possibilità di rinviare l’arruolamento fino alla metà dei trent’anni o l’invio agli Asian Games di squadre dilettantistiche, come fa il Giappone.
Il governo, tuttavia, ha finora rinviato la riforma. Nel frattempo, il dibattito riflette un cambiamento più ampio: in una Corea del Sud che si afferma a livello globale non solo nello sport, ma anche nella tecnologia e nella cultura pop, quale riconoscimento internazionale dovrebbe giustificare un’esenzione da un obbligo nazionale?