Con l’avvicinarsi del Chuseok, una delle principali festività tradizionali della Corea del Sud, torna a riaccendersi sui social una disputa culturale tra utenti coreani e cinesi. Alcuni utenti cinesi hanno nuovamente sostenuto che la Corea del Sud avrebbe “rubato” alla Cina la Festa di metà autunno, conosciuta in Cina come Zhongqiujie.
La questione è stata riportata il 24 settembre dal professor Seo Kyung-duk della Sungshin Women’s University, che da anni si occupa di promozione e tutela della cultura coreana all’estero. In un post sui social, Seo ha affermato che accuse simili vengono riproposte da alcuni utenti cinesi ogni anno in prossimità del Chuseok.
Stessa data, tradizioni sviluppate in modo diverso
Il punto di partenza della controversia è un dato reale: Chuseok e Festa di metà autunno cadono entrambi il 15° giorno dell’ottavo mese del calendario lunare. Le due festività condividono inoltre alcuni elementi culturali, tra cui l’importanza della luna piena, i momenti trascorsi con la famiglia e alcuni cibi stagionali.
Questo, tuttavia, non significa che si tratti della stessa festività o che una sia semplicemente la copia dell’altra.
Uno studio accademico pubblicato sulla rivista The Journal for the Studies of Korean History ha analizzato proprio il rapporto tra le due tradizioni, evidenziando somiglianze, differenze e possibili interazioni storiche. Secondo lo studio, nel Chuseok coreano hanno avuto particolare importanza i riti dedicati agli antenati e la visita alle tombe familiari, mentre nella Festa di metà autunno cinese assumono maggiore rilievo l’osservazione della luna e i rituali legati alla luna.
Anche le tradizioni gastronomiche rappresentano una delle differenze più riconoscibili. In Corea, il Chuseok è fortemente associato ai songpyeon, dolci di riso tradizionalmente modellati a forma di mezza luna. In Cina, invece, il dolce simbolo della Festa di metà autunno è il mooncake, generalmente associato alla forma della luna piena.
La polemica era già esplosa con il Manchester City
Seo Kyung-duk ha ricordato anche un episodio dello scorso anno, quando il Manchester City pubblicò un contenuto dedicato al Chuseok rivolto ai propri tifosi coreani.
Il post aveva provocato reazioni da parte di alcuni utenti cinesi, che accusavano il club inglese di aver utilizzato una tradizione che, secondo loro, apparteneva alla cultura cinese. La vicenda era stata ripresa anche da alcuni media cinesi.
Secondo il professore, episodi simili si ripetono periodicamente anche in occasione del Capodanno lunare, quando alcuni utenti contestano l’utilizzo internazionale dell’espressione “Korean Lunar New Year” o di riferimenti alle tradizioni coreane.
Una disputa che torna ogni anno
La discussione sul Chuseok si inserisce in un più ampio confronto sulla rappresentazione internazionale delle tradizioni dell’Asia orientale. Corea e Cina condividono infatti una lunga storia di scambi culturali, ma questo non significa che ogni tradizione presente nei due Paesi abbia necessariamente la stessa origine o lo stesso significato.
Nel caso del Chuseok, la tradizione coreana possiede una propria evoluzione storica. Studi accademici hanno evidenziato la presenza di pratiche legate a questa festività già nella storia di Silla e hanno sottolineato la continuità di diversi elementi della tradizione fino all’epoca moderna. Allo stesso tempo, esistono anche influenze e scambi culturali storicamente documentati tra Corea e Cina.
Per questo motivo, ridurre la questione alla semplice idea che una delle due culture abbia “rubato” la festività all’altra rischia di ignorare la complessità dei rapporti storici tra i due Paesi.
Seo Kyung-duk ha comunque invitato gli utenti cinesi a interrompere quelle che considera rivendicazioni culturali eccessive e a rispettare l’identità delle tradizioni coreane. La sua posizione è stata ripresa da diversi media sudcoreani, mentre sui social la discussione continua a coinvolgere utenti di entrambi i Paesi.
Chuseok e Festa di metà autunno condividono quindi una data e alcuni elementi culturali, ma presentano tradizioni e significati sviluppatisi in contesti differenti. La loro somiglianza non è di per sé una prova che una cultura abbia semplicemente copiato l’altra.
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