Un vero e proprio atto intimidatorio con modalità terroristiche ha scosso il quartiere di Bundang, nella città di Seongnam.
Un commando composto da quattro cittadini di nazionalità cinese s’è introdotto nella notte tra il 23 e il 24 settembre all’interno di un noto ristorante di cucina cinese locale, devastandone gli interni con vernici spray, bombolette di lacca e contaminando le scorte alimentari con una sostanza chimica sconosciuta, presunto antiparassitario.
Secondo le ricostruzioni effettuate dalla Stazione di Polizia di Bundang sulla base dei filmati delle telecamere di videosorveglianza, i quattro uomini, tutti di età compresa tra i 20 e i 40 anni, sono entrati in azione alle 2:40 del mattino del primo giorno di vacanza per le festività di Chuseok, approfittando della chiusura del locale.
A volto coperto da mascherine e cappelli, il gruppo ha operato incontrastato per circa un’ora prima di dileguarsi a bordo di un taxi verso una struttura ricettiva a Seul e, successivamente, alla volta dell’aeroporto internazionale di Incheon, da dove sono decollati la mattina stessa alla volta della Cina verso gli scali di Yantai e Shanghai.
Nonostante gli inquirenti siano riusciti a risalire all’identità dei quattro sospettati nell’arco di poche ore grazie ai tracciamenti degli spostamenti, gli uomini avevano già lasciato il Paese.
Gli accertamenti indicano che il gruppo era entrato in Corea del Sud con visti turistici nelle settimane precedenti, pianificando l’attacco nei minimi dettagli.
Il movente dietro l’assalto resta avvolto nel mistero ma la pista principale porta al nome del ristorante, coincidente con quello del supremo leader politico della Repubblica Popolare Cinese.
L’esercente ha rivelato ai media locali di gestire l’attività da otto anni, ma di essere stato oggetto negli ultimi mesi di un’escalation di intimidazioni, telefonate minatorie e incursioni di sconosciuti, culminate due mesi fa con l’imbrattamento dell’insegna esterna con vernice nera.
La polizia sudcoreana ha confermato l’avvio delle procedure per la cooperazione giudiziaria e investigativa internazionale nel tentativo di rintracciare i quattro fuggitivi nel Paese d’origine.
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