A soli tre anni dal grandioso annuncio, JYP Entertainment sarebbe sul punto di abbandonare definitivamente il progetto per la costruzione della sua nuova e avveniristica sede centrale nel quartiere di Godeok-dong, a Seul.
La rivelazione bomba è arrivata direttamente da Yoo Hyun Joon, noto professore di architettura e design urbano alla Hongik University e firma del progetto, che durante un’intervista rilasciata a Ten Asia il 10 settembre ha confermato di aver ricevuto la notifica di cancellazione dal colosso del K-pop.
Dietro la drastica decisione della compagnia guidata da Park Jin-young vi è un acceso scontro di pianificazione urbanistica con la Seoul Housing & Communities Corporation (SH). L’agenzia aveva infatti acquistato il lotto di terreno basando l’intero concept architettonico sulla presenza di un’ampia area verde pubblica confinante.

Tuttavia, l’ente SH ha improvvisamente modificato la destinazione d’uso di quel parco di oltre 13.000 metri quadrati, riqualificandolo ad area commerciale per consentire la costruzione di un complesso di ben 19 piani a soli venti metri dalla futura sede JYP.
Tutti i tentativi di mediazione proposti da JYP per salvare la sede — tra cui limitare l’altezza del nuovo edificio o riposizionare l’area verde — sono stati rigidamente respinti dalle autorità. Una chiusura totale che ha spinto la multinazionale a valutare il ritiro completo dall’operazione, incassando da JYP una concisa nota ufficiale: «Stiamo valutando diverse opzioni».
L’architetto Yoo Hyun Joon ha espresso profonda amarezza per l’accaduto, sottolineando come l’arrivo di JYP avrebbe potuto trasformare il distretto di Godeok in un nuovo polo strategico per l’industria culturale e il turismo internazionale, sulla scia di quartieri iconici come Seongsu-dong, Hongdae o Apgujeong.
Il docente ha inoltre sferrato un duro attacco alle politiche della città di Seul: “Sottrarre un parco pubblico ai cittadini per convertirlo in una zona edificabile al fine di fare cassa è un errore gravissimo dal punto di vista urbanistico. Una volta che un terreno urbano viene cementificato, le speculazioni e i prezzi alle stelle rendono impossibile tornare indietro. Le politiche della capitale devono essere coerenti”.
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