Nonostante le pesanti polemiche storiche e politiche che continuano a travolgere la pellicola, l’attore Park Hae-il ha fatto la sua comparsa a Busan per incontrare gli spettatori, mentre il mondo del cinema sudcoreano si è mobilitato con una conferenza stampa d’emergenza.
L’attore è intervenuto al Megabox Busan Theater di Nampodong per un “master talk” dedicato al film d’esordio “Waikiki Brothers”, affiancato dalla regista Im Soon-rye. In un’atmosfera relativamente riservata, lontana dai riflettori principali del Busan International Film Festival, Park ha condiviso riflessioni e aggiornamenti con i fan, scegliendo di mantenere un profilo basso rispetto al clamore mediatico che circonda il suo ultimo lavoro.
Nel frattempo, nella mattinata di ieri, un gruppo di venti personalità del cinema, tra cui i celebri registi Chung Ji-young, Lee Myung-se e Kim Hong-joon, insieme a critici ed esperti del settore, ha tenuto una conferenza stampa d’urgenza presso l’Haeundae Event Square.

Nel comunicato congiunto letto durante l’incontro, i cineasti hanno espresso profonda preoccupazione per la deriva politica assunta dalla vicenda, sottolineando che se il dibattito critico e l’interpretazione storica sono legittimi, la pressione si è spinta oltre misura, estendendosi a boicottaggi, critiche agli attori e tentativi di limitare la proiezione dell’opera in teatri, scuole e festival internazionali.
“Lasciate che siano gli spettatori a giudicare il film con i propri occhi”, è stato l’appello lanciato dal mondo del cinema, ammonendo contro il rischio di trasformare le opere artistiche in strumenti di lotta politica.
Al centro del caso c’è il film “Assassins”, diretto da Hur Jin-ho e uscito nelle sale lo scorso 23 settembre. La pellicola affronta il delicato e drammatico attentato del 1974 costato la vita alla First Lady Yuk Young-su (madre dell’ex presidente Park Geun-hye), proponendo ipotesi narrative alternative rispetto alla ricostruzione ufficiale storica.
Il contenuto ha immediatamente scatenato un acceso scontro politico e un’ondata di critiche dirette anche al cast, tra cui l’attore Yoo Hae-jin. Di fronte alla crescente tensione e alle minacce di boicottaggio, il regista e i protagonisti avevano già deciso di cancellare la loro partecipazione alla cerimonia d’apertura del festival e ai tradizionali saluti sul palco all’aperto.
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