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FánHuā Chinese Film Festival 2026: a Firenze cinque giorni dedicati al cinema cinese

Dall’14 al 18 ottobre, il Cinema La Compagnia ospita l’edizione numero sei della rassegna, con 11 film tra nuove produzioni, animazione e grandi classici. In programma la prima italiana di Dear You, la presenza del regista Xia Hao e la proiezione del Leone d’Oro Still Life di Jia Zhangke.

Firenze si prepara ad accogliere la sesta edizione del FánHuā Chinese Film Festival, in programma dal 14 al 18 ottobre al Cinema La Compagnia. Cinque giorni dedicati alla cinematografia cinese contemporanea e ai suoi grandi maestri, con un programma di 11 film che attraversa generi, generazioni e sensibilità differenti, offrendo uno sguardo sulla varietà di un panorama cinematografico in continua evoluzione.

Organizzato dall’Associazione FánHuā in collaborazione con Zhong Art International e sotto la direzione artistica di Paolo Bertolin, il festival si propone di mettere in dialogo opere recenti, nuovi talenti e classici della storia del cinema cinese, affiancando alle proiezioni incontri ed eventi dedicati anche all’arte contemporanea e alla cultura del Paese.

Dear You apre il festival con una storia di amore e memoria

Ad aprire la manifestazione, mercoledì 14 ottobre, sarà la prima italiana di Dear You di Lan Hongchun, film che ha conquistato il pubblico cinese superando i due miliardi di yuan al botteghino. La pellicola racconta il viaggio di un giovane sommerso dai debiti che parte per la Thailandia alla ricerca del nonno, finendo per riportare alla luce una storia d’amore rimasta nascosta per cinquant’anni.

Al centro della narrazione si trova anche la tradizione delle qiaopi, le lettere inviate dagli emigrati cinesi alle famiglie rimaste in patria, spesso accompagnate da rimesse di denaro. Un elemento storico e culturale che contribuisce a esplorare i legami familiari, la diaspora e il peso della memoria.

La serata inaugurale sarà preceduta, alle 20, da un concerto per pianoforte solo della compositrice e pianista Giulia Mazzoni. Il programma comprenderà uno speciale arrangiamento di Jasmine Flower, celebre melodia della tradizione cinese, e Hao, brano originale nato dal rapporto della musicista con il Paese e dedicato all’incontro tra culture diverse.

Undici film tra nuove voci e grandi autori

Il programma si articola in quattro sezioni: Sguardo al femminile, Nuovi Talenti, La varietà della Cina e Dal presente ai Grandi Classici. Un percorso che spazia dalle questioni sociali e familiari alle storie di emancipazione, passando per l’animazione, il cinema d’azione e le opere che hanno segnato la storia della settima arte cinese.

Tra i titoli contemporanei figura It’s OK di Yang Lina, commedia agrodolce che affronta l’emancipazione femminile e il rapporto tra madre e figlia. In Linka Linka, la regista tibetana Kangdrun esplora invece il legame con le proprie radici attraverso il ritorno a Lhasa di una giovane cineasta alle prese con una crisi creativa e con il rapporto irrisolto con il padre.

La selezione comprende anche The Absent di Lu Dan, ambientato nello Xinjiang e incentrato sull’incontro tra tre persone segnate da esperienze e inquietudini differenti, e Gold Life di Zhang Xin, ritratto di una donna che cerca di conciliare studio, lavoro e famiglia. Con Take Off, Peng Fei racconta la rincorsa ostinata di una coppia verso il sogno di volare, mentre Light Pillar, opera prima d’animazione di Xu Zao selezionata alla Berlinale, affronta la solitudine urbana e il bisogno di connessione.

A completare il programma sono Panda Plan di Zhang Luan, avventura rivolta anche al pubblico delle famiglie, e Blades of the Guardians di Yuen Woo-ping, wuxia ricco di combattimenti e inseguimenti, diretto da uno dei nomi più noti del cinema d’azione internazionale.

Sabato 17 ottobre, alle 18.30, sarà inoltre proiettato Number 23 di Xia Hao. Ispirato a una vicenda reale e ambientato durante le Olimpiadi di Pechino del 2008, il film racconta il rapporto tra una madre e suo figlio attraverso due dimensioni parallele, tra distanza, dipendenza e affetto. Il regista sarà presente in sala per incontrare il pubblico al termine della proiezione.

Da Spring in a Small Town a Still Life: il dialogo con i classici

La giornata conclusiva di domenica 18 ottobre sarà dedicata al dialogo tra il cinema contemporaneo e i grandi classici. Alle 19 è in programma Spring in a Small Town di Fei Mu, capolavoro del 1948 presentato in versione restaurata in 4K. La storia segue Yuwen, intrappolata in un matrimonio ormai spento, il cui equilibrio viene sconvolto dal ritorno dell’amore della giovinezza.

A chiudere la manifestazione, alle 21, sarà Still Life di Jia Zhangke, vincitore del Leone d’Oro alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2006. Ambientato nella regione delle Tre Gole, sullo sfondo delle trasformazioni provocate dalla costruzione della grande diga, il film segue due persone arrivate dallo Shanxi alla ricerca dei propri familiari. Le loro vicende personali si intrecciano con un paesaggio in continuo mutamento, restituendo il ritratto di vite individuali messe alla prova dai grandi cambiamenti della storia.

Arte contemporanea, gastronomia e incontri culturali

Accanto alle proiezioni, il FánHuā Chinese Film Festival propone un programma di appuntamenti che amplia il confronto tra Italia e Cina.

Venerdì 16 ottobre, presso Murate Art District, saranno presentate le opere video Songs and Cries (2023-2024) e The Banquet (2020) dell’artista cinese Li Yongzheng. La prima riflette sulle conseguenze emotive e sociali della pandemia attraverso memoria, spiritualità e condizione umana; la seconda indaga le relazioni, la fiducia e la distanza attraverso un incontro conviviale ambientato nello Xinjiang.

Prosegue inoltre fino al 17 ottobre, presso Rifugio Digitale, SYNCHRONIC, mostra personale dell’artista cinese Xu Xiaowei, curata da Gianni Zhang. Attraverso opere video che intrecciano luce, suono e memoria, l’esposizione propone un dialogo ideale tra Firenze e Shanghai.

Sabato 17 ottobre, la collaborazione con Cibrèo e Teatro del Sale porterà invece il pubblico alla scoperta della cultura gastronomica cinese, con una lezione di cucina dedicata ai ravioli, una cerimonia del tè accompagnata dalle melodie del guzheng e la presentazione di un libro di Sergio Basso dedicato a Mao Zedong.

Un festival tra Italia e Cina

A rappresentare questa sesta edizione è il manifesto 曳 – Scorrere, firmato dall’artista Wang Yi. L’immagine raffigura due cavalli al galoppo che trainano una carrozza lungo una strada simile a una pellicola cinematografica, richiamando simbolicamente il viaggio tra la cultura cinese e quella italiana.

Il nome FánHuā, traducibile come «una varietà di fiori che sbocciano», richiama la ricchezza e la diversità della produzione cinematografica cinese. Una pluralità che la rassegna intende portare sul grande schermo attraverso opere capaci di raccontare trasformazioni sociali, relazioni umane e nuove prospettive artistiche.

La sesta edizione del FánHuā Chinese Film Festival si svolgerà dal 14 al 18 ottobre 2026 al Cinema La Compagnia di Firenze, in via Cavour 50r. I biglietti per le proiezioni pomeridiane costano 5 euro, mentre quelli serali partono da 7 euro; sono disponibili riduzioni e abbonamenti giornalieri o per l’intera manifestazione.

Il programma completo e le informazioni sulle prenotazioni sono disponibili sul sito ufficiale fanhuafestival.com.

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