La Corea del Sud punta a diventare il primo paese del G20 a offrire un’intelligenza artificiale pubblica e gratuita a tutta la popolazione. Il progetto governativo “Everyone’s AI”, il cui lancio è previsto entro la fine del 2026, metterà a disposizione un chatbot senza limiti d’uso e un assistente digitale capace di aiutare i cittadini ad accedere ai servizi pubblici, come sussidi, agevolazioni e bonus spesso poco conosciuti.
L’iniziativa nasce anche dalla forte dipendenza dei sudcoreani dalle piattaforme straniere: si stima che 23 milioni di persone utilizzino ChatGPT, ma meno di due milioni siano abbonati. Il governo vuole quindi ridurre questa dipendenza sviluppando un’infrastruttura nazionale basata prevalentemente su modelli IA coreani.
Anche le aziende che non dispongono di un proprio modello di IA potranno partecipare al programma, a condizione che utilizzino per almeno il 50% modelli sviluppati da altre aziende sudcoreane che soddisfino gli standard governativi. Inoltre, almeno il 30% delle funzionalità dovrà basarsi su modelli di altre imprese nazionali, favorendo così la collaborazione e la diversificazione del settore. L’impiego di modelli standard sarà consentito solo in casi limitati, ad esempio per capacità particolarmente avanzate come il ragionamento complesso o le funzioni multimodali.
Il Ministro della Scienza e delle ICT selezionerà due o tre aziende entro agosto, avvierà una fase beta a settembre e punta al lancio ufficiale del servizio entro dicembre. L’obiettivo a lungo termine è evolvere, dopo il 2027, verso un sistema di “un assistente IA per ogni cittadino”.
Le funzioni di base del chatbot e dell’assistente pubblico saranno gratuite e senza limiti di utilizzo. Tra i primi servizi previsti figurano l’individuazione automatica di bonus e sussidi spettanti ai cittadini, la verifica dei requisiti e il supporto nella compilazione delle domande amministrative. Le aziende potranno però offrire funzionalità premium a pagamento, integrando il servizio con le proprie piattaforme e sviluppando modelli di business sostenibili, purché non venga compromessa la natura pubblica del progetto.
Per sostenere lo sviluppo, il governo metterà a disposizione fino a 512 GPU Nvidia B200, suddivise tra le aziende selezionate, ma richiederà anche un cofinanziamento obbligatorio da parte delle imprese partecipanti. I contributi delle imprese partecipanti. I contributi pubblici saranno affiancati da investimenti privati, con incentivi per le aziende che investiranno maggiormente.
Il successo del programma non sarà valutato soltanto sulle prestazioni tecniche dei modelli, ma soprattutto sul numero di utenti e sul reale utilizzo del servizio. Le aziende che non riusciranno ad attirare un numero sufficiente di cittadini potranno perdere il sostegno governativo ed essere sostituite durante le valutazioni annuali.
Secondo il Ministero, circa dieci aziende sono interessate a partecipare all’iniziativa. Tra quelle presenti alla presentazione figurano importanti realtà del settore tecnologico e dell’intelligenza artificiale come Kakao, LG Uplus, Liner, Rebellions, ESTsoft, Skelter Labs e Saltlux, a conferma del forte interesse dell’industria per quello che potrebbe diventare uno dei più ambiziosi progetti pubblici di IA al mondo.
Naturalmente non mancano le critiche. Alcuni esperti temono che un’IA così strettamente collegata ai servizi pubblici possa sollevare problemi di privacy, di controllo dei dati e persino di censura, soprattutto se il governo avrà un ruolo nel definire le regole con cui il sistema risponde agli utenti.
Molti analisti ritengono che il progetto sudcoreano potrebbe diventare un caso di studio internazionale. Se funzionerà, altri Paesi potrebbero adottare modelli simili, soprattutto quelli che vogliono ridurre la dipendenza da aziende statunitensi come OpenAi, Google, o Anthropic e da colossi cinesi come Baidu e Alibaba. Per questo motivo, Everyone’s AI non è solo un progetto tecnologico, ma anche una scelta di politica industriale e di sovranità digitale: la Corea del Sud vuole assicurarsi che una tecnologia destinata a diventare essenziale per l’economia e la vita quotidiana rimanga, almeno in parte, sotto il controllo nazionale,
In sostanza, l’obiettivo di Seoul è trattare l’intelligenza artificiale come una nuova infrastruttura pubblica, al pari della scuola, della sanità e della rete Internet: non un semplice prodotto commerciale ma un servizio di base disponibile per tutti i cittadini.