Con “<j.>”, Jacob apre una finestra più intima sul proprio percorso musicale. Il membro dei THE BOYZ presenta un progetto nato dal desiderio di condividere sonorità che aveva in mente da tempo, tra ricerca personale, collaborazioni e l’affetto costante di The B.
In questa intervista, Jacob parla dell’origine dell’album, della collaborazione con Sunwoo in “Back & Forth”, delle difficoltà incontrate durante le registrazioni e dell’emozione nel leggere le reazioni dei fan.
Ascoltando “<j.>”, sembra di sentire un lato molto personale di te. C’è stato un momento o una realizzazione precisa che ti ha fatto sentire pronto a raccontare questa storia, ora, come Jacob artista?
Risposta: Ho semplicemente pensato che questo fosse il momento perfetto per mostrare ai fan la musica che desideravo pubblicare da molto tempo. Credo di aver capito, più o meno a febbraio, che volevo davvero farlo: è stato allora che tutto è iniziato.
I grandi album spesso nascono da una domanda, più che da una risposta. Quale domanda cercavi di esplorare su te stesso mentre creavi “<j.>”? E alla fine del processo hai trovato una risposta?
Risposta: La mia domanda più grande era: “Quale sound voglio seguire come artista solista?”. Continuavo a chiedermi quale fosse la scelta migliore per il futuro, ma alla fine ho deciso di fare ciò che sentivo di poter fare meglio in questo momento. In futuro, quando ne avrò la possibilità, cercherò anche di provare cose nuove per i fan.
“Back & Forth” con Sunwoo mostra una chimica particolare tra voi due. Come si è sviluppata creativamente questa collaborazione? E ci sono artisti con cui sogni di lavorare in futuro?
Risposta: Gli ho chiesto di collaborare e ha accettato subito, quindi gli ho mandato il testo e la canzone. Aveva bisogno che il testo venisse tradotto, e io ero davvero pessimo in quello, ahah. Alla fine, però, ha scritto delle parole incredibili in coreano e ha reso il brano molto migliore di quanto fosse prima. Mi piacerebbe molto collaborare con Keshi o Tori Kelly, se mai dovesse presentarsi l’occasione.
C’è stata una canzone dell’album che ti ha messo maggiormente alla prova, dal punto di vista emotivo o creativo? Cosa l’ha resa più difficile da completare rispetto alle altre?
Risposta: Sicuramente “Slow Dancing”, perché è stata creata soprattutto da Kawca e Gemini. Durante la registrazione, all’inizio ho avuto difficoltà a trovare il tono giusto e ho dovuto registrare alcune parti più volte.
Dopo l’uscita, hai letto reazioni o messaggi dei fan che ti hanno davvero sorpreso o commosso? Sentire queste risposte ha cambiato il modo in cui guardi l’album oggi?
Risposta: The B è sempre così di supporto e affettuoso, qualunque cosa facciamo, e per questo sono davvero grato. Anche solo sapere che stanno apprezzando l’album mi emoziona e mi rende molto felice. Speravo che l’album avesse un sound facile da ascoltare nella loro vita quotidiana, e sento che sta riuscendo a fare proprio questo.