I NAZE sono un gruppo che ha debuttato con il loro primo mini album, NAZE. Composto da membri provenienti da Corea del Sud, Giappone e Thailandia, il gruppo fonde influenze culturali diverse in una visione artistica condivisa. Ancora prima del debutto ufficiale, i NAZE hanno iniziato a costruire la propria identità attraverso la partecipazione a colonne sonore (OST) e diversi progetti collaborativi.

Questa intervista è stata realizzata via e-mail tra il 20 e il 26 maggio 2026.
Di seguito alcuni estratti.
1) Avete pubblicato le OST “Wanderlust” e “Little Star” per Dream Stage. In che modo cambia il vostro approccio quando una canzone deve anche raccontare una storia attraverso le immagini?
YOUNKI: Quando ho lavorato a questi brani ho pensato al ruolo dei NAZE all’interno della storia. Mi sono concentrato sulle emozioni che avremmo trasmesso cantando e sul tipo di performance che avrebbe valorizzato le scene. Durante la registrazione immaginavo la recitazione e la messa in scena sullo schermo, adattando l’interpretazione di conseguenza.
TURN: Comprendere il concept e le emozioni di una canzone è sempre la cosa più importante. Non vale solo per le OST, ma anche per il nostro album di debutto. Prima di registrare ogni traccia ci siamo impegnati a comprenderne a fondo il significato. È anche per questo che abbiamo scelto NAZE come titolo del nostro primo mini album: rappresenta chi siamo.
Per i NAZE, lo storytelling è parte integrante del processo creativo, sia quando interpretano brani legati a una narrazione sia quando lavorano alla propria musica originale.
2) Siete un gruppo composto da membri provenienti da Corea, Giappone e Thailandia. In che modo le vostre diverse culture influenzano il vostro sound e la vostra identità?
KAISEI: Credo che i nostri diversi background culturali abbiano contribuito a creare il fascino e l’identità dei NAZE. Il nostro sound nasce dalla fusione dell’individualità di ciascun membro.
ATO: Proveniamo da Paesi e realtà diverse, ma proprio per questo le nostre personalità si completano a vicenda. Le nostre differenze ci permettono di rafforzare il legame, valorizzando i punti di forza di ognuno e sostenendoci nei momenti di difficoltà.
Per i NAZE, la diversità culturale non rappresenta un ostacolo, ma uno dei loro maggiori punti di forza, capace di definire sia il loro stile musicale sia la dinamica interna del gruppo.
3) Molti di voi sono cresciuti ispirandosi ad artisti come BTS e BIGBANG. Ora che avete debuttato, che tipo di artisti desiderate diventare per la nuova generazione?
YUYA: Vogliamo impegnarci per diventare artisti simili a quelli che ammiriamo. Ci rende felici quando le persone riconoscono ognuno di noi individualmente, ma speriamo soprattutto che ricordino la chimica che esiste tra tutti e sette e la spontaneità che emerge quando siamo insieme come NAZE.
DOHYEOK: Abbiamo tratto grande ispirazione dai nostri senior. Vogliamo esibirci con libertà, godendoci ogni palco, e allo stesso tempo costruire un colore musicale e un’identità che appartengano solo a noi.
Per il gruppo, gli artisti che li hanno preceduti rappresentano un punto di partenza e non un limite: un’ispirazione che li accompagna nella ricerca della propria voce.
4) State debuttando con il vostro primo mini album, NAZE. Che cosa rappresenta questo progetto per voi, al di là della musica?
KIMKUN: Il fatto che il nostro album di debutto porti lo stesso nome del gruppo rende questo momento ancora più speciale. Racchiude il periodo che stiamo vivendo oggi, insieme ai nostri pensieri e alle nostre emozioni.
KAISEI: Grazie a questo album sento di essere cresciuto molto, non solo come artista ma anche come persona. Anche se i ritmi sono spesso impegnativi, provo una grande gratitudine e continuo a spingermi sempre oltre.
L’album di debutto rappresenta una fotografia del presente dei NAZE, raccontando sia la direzione artistica del gruppo sia il percorso di crescita personale dei suoi membri.
5) Vivere insieme crea inevitabilmente un legame. Qual è stata la sfida più grande nel diventare non solo compagni di squadra, ma una vera famiglia?
TURN: All’inizio le differenze linguistiche e culturali rendevano tutto più complicato. Con il tempo, però, abbiamo imparato a comprenderci anche senza parole. Oggi siamo diventati come fratelli e grandi amici.
Il loro percorso racconta la trasformazione di sette individui in un gruppo unito, costruito sulla fiducia reciproca e sulla comprensione.
6) Se doveste descrivere il vostro debutto del 4 maggio con una sola parola o una sensazione, quale scegliereste? E perché?
YOUNKI: Direi “naturalezza”, perché è il nostro punto di forza. Il 4 maggio è stato un giorno speciale: finalmente abbiamo potuto mostrare al pubblico chi siamo davvero.
DOHYEOK: Per me la parola è “attesa”. Alcuni membri erano più nervosi, ma io ero soprattutto emozionato e impaziente di mostrare il nostro palco di debutto e la nostra musica ai fan che ci aspettavano da tanto tempo.
Con il loro debutto, i NAZE aprono ufficialmente un nuovo capitolo della loro carriera, presentandosi come un gruppo che fa dell’autenticità, dello storytelling emozionale e di un’identità costruita sulla diversità i propri valori fondamentali.