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📰 Cina · News

La Cina dice addio al limite dei 40 episodi: i C-drama potranno finalmente raccontare storie più lunghe

La Cina si prepara a cambiare una delle regole che negli ultimi anni ha maggiormente condizionato la produzione televisiva. Il limite massimo di 40 episodi per i C-drama sarà formalmente abolito, aprendo la strada a serie più lunghe e permettendo soprattutto alle grandi produzioni storiche e ai kolossal di sviluppare le proprie storie senza essere costretti a tagliare intere parti della trama.

La decisione rappresenta un’importante inversione di rotta rispetto alla politica introdotta nel 2019, quando le autorità avevano stabilito un limite uniforme di 40 episodi. L’obiettivo principale era contrastare i cosiddetti water injected dramas (注水剧), ovvero serie accusate di allungare artificialmente le proprie storie per aumentare gli introiti pubblicitari e il valore dei diritti di distribuzione.

Nel frattempo, però, il mercato dei C-drama è cambiato profondamente.

Nell’agosto 2025 la National Radio and Television Administration aveva introdotto una nuova serie di misure, conosciute come “21 Items”. Sulla base di queste disposizioni, il limite dei 40 episodi viene ora eliminato.

Questo non significa però che le produzioni potranno semplicemente aggiungere episodi senza controlli.

Per i C-drama che supereranno i 40 episodi sarà necessario presentare alle autorità la sceneggiatura completa dell’intera serie e sottoporla a una revisione speciale prima dell’approvazione. In questo modo, le autorità puntano a permettere alle produzioni più ambiziose di avere lo spazio necessario per raccontare storie complesse, mantenendo però un controllo più severo contro gli episodi considerati superflui.

La modifica potrebbe avere un impatto particolarmente significativo sui drama storici e sulle grandi saghe.

Negli ultimi anni numerose produzioni hanno dovuto comprimere trame molto articolate all’interno del limite imposto. Un esempio è Zang Hai Chuan, il drama dello scorso anno diventato uno dei titoli più popolari, il cui regista aveva dichiarato apertamente che 40 episodi non erano sufficienti per raccontare l’intera storia.

Il problema non riguardava soltanto la quantità di materiale da eliminare. In diversi casi, le produzioni sono state costrette ad accelerare gli sviluppi narrativi e a comprimere i finali, sacrificando personaggi e sottotrame per rispettare il numero massimo di episodi.

La nuova normativa potrebbe quindi restituire maggiore libertà agli sceneggiatori e ai registi, soprattutto quando si tratta di storie caratterizzate da numerosi personaggi, intrighi politici e archi narrativi complessi.

Anche la gestione delle serie divise in più stagioni potrebbe cambiare.

In precedenza, le produzioni basate su più stagioni erano soggette alla regola secondo cui tra una stagione e l’altra doveva trascorrere almeno un anno. Una situazione che poteva creare problemi soprattutto per le serie fantasy e per i drama con trame fortemente interconnesse.

Lost You Forever, ad esempio, ha distribuito la prima stagione nel 2023 e la seconda nel 2024, rispettando la distanza prevista. La separazione in più stagioni aveva però alimentato discussioni sulla frammentazione della storia e sulla difficoltà di mantenere alta l’attenzione del pubblico durante le pause.

Con la nuova regolamentazione, le piattaforme streaming potranno avere maggiore flessibilità nel decidere quando distribuire le stagioni successive, tenendo conto anche della risposta del pubblico e dell’andamento commerciale della prima parte.

La decisione arriva inoltre in un momento delicato per l’industria audiovisiva cinese.

Negli ultimi anni i microdrama e gli short drama hanno conquistato una parte crescente del pubblico grazie a episodi brevi, ritmo veloce e fruizione pensata soprattutto per smartphone. Il successo di questo formato ha iniziato a mettere sotto pressione il modello tradizionale dei C-drama, caratterizzato da produzioni più lunghe e investimenti maggiori.

Parallelamente, il numero complessivo di drama prodotti in Cina è diminuito drasticamente rispetto a un decennio fa, con una contrazione che secondo i dati citati supera il 70%.

L’abolizione del limite dei 40 episodi può quindi essere interpretata anche come un tentativo di rafforzare ciò che distingue le grandi produzioni televisive dai contenuti brevi.

L’obiettivo non sarebbe semplicemente produrre serie più lunghe, ma permettere ai C-drama di costruire storie più elaborate, personaggi più approfonditi e mondi narrativi più complessi, soprattutto nei generi che richiedono tempi maggiori per svilupparsi.

La sfida sarà trovare il giusto equilibrio. Dopo anni di lotta contro le serie artificialmente allungate, le autorità cinesi dovranno evitare che l’abolizione del limite trasformi nuovamente alcuni drama in produzioni eccessivamente lunghe.

La nuova regola sembra quindi basarsi su un principio preciso: non più un limite numerico uguale per tutti, ma più libertà per chi ha davvero una storia da raccontare e controlli più severi per chi cerca semplicemente di aggiungere episodi.

Per il pubblico internazionale dei C-drama potrebbe significare una cosa molto semplice: nei prossimi anni potremmo finalmente vedere grandi saghe storiche e fantasy svilupparsi senza essere costrette a sacrificare la propria storia per rientrare nelle 40 puntate.

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