L’estate avrebbe dovuto rappresentare, ancora una volta, uno dei momenti più importanti dell’anno per la televisione cinese. Con milioni di giovani spettatori lontani da scuole e università, la stagione estiva è tradizionalmente considerata una delle finestre più favorevoli per il lancio dei grandi C-Drama.
Il 2026, tuttavia, sembra raccontare una storia molto diversa.
Secondo un’analisi pubblicata dal media cinese 163, oltre 20 drama trasmessi durante l’estate avrebbero faticato a lasciare un segno sul pubblico, con una quota vicina al 90% delle produzioni considerate incapace di ottenere risultati realmente significativi.
Il dato più preoccupante non sarebbe però soltanto quello degli ascolti. A cambiare sarebbe soprattutto il rapporto degli spettatori con le nuove produzioni.
Una fonte citata dall’analisi ha descritto una situazione particolarmente difficile: il pubblico non si limita più a criticare i drama considerati mediocri, ma sembra semplicemente perdere interesse. Il problema, quindi, non sarebbe più soltanto la qualità di una singola serie, ma la crescente difficoltà dell’industria nel convincere gli spettatori a investire tempo e attenzione in nuovi titoli.
Un’unica grande eccezione
Nel panorama estivo, Mystic Nine, con William Chan, Joseph Zeng e Chen Yao, sarebbe riuscito a distinguersi più degli altri. Secondo i dati riportati da 163, la serie avrebbe superato una quota di ascolto del 34%, risultando l’unico drama dell’estate ad aver oltrepassato la soglia del 30%.
Il dato diventa ancora più significativo considerando quanti nomi importanti della nuova generazione abbiano avuto una produzione in onda nello stesso periodo.
Zhang Linghe, Tian Xiwei, Yu Shuxin, Wang Churan, Wu Jinyan, Ding Yuxi e Ao Ruipeng hanno tutti avuto nuovi progetti durante quella che dovrebbe essere una delle stagioni più favorevoli dell’anno. Eppure, secondo 163, nessuno di questi titoli sarebbe riuscito a raggiungere una quota del 20%.
Il contrasto è particolarmente evidente nel caso di Zhang Linghe e Tian Xiwei. I due avevano ottenuto risultati molto positivi all’inizio del 2026 con Pursuit of Jade, che avrebbe raggiunto una media di circa 88 milioni di visualizzazioni per episodio, diventando il drama cinese con le migliori performance degli ultimi tre anni secondo i dati citati dalla stampa cinese.
Il progetto successivo di Zhang Linghe, Overdo, avrebbe invece registrato poco più di 17 milioni di visualizzazioni per episodio.
Il messaggio per l’industria è difficile da ignorare: la popolarità di un attore non sembra più essere sufficiente per garantire il successo di una serie.
Quando anche gli investitori iniziano a tirarsi indietro
La crisi degli ascolti avrebbe inoltre conseguenze dirette sul modello economico delle produzioni.
Un esempio citato da 163 è Blossoms of Power, con Meng Ziyi e He Yu. Il drama era arrivato sul mercato con aspettative elevate, sostenuto dalla popolarità del romanzo originale e dalla presenza dei due protagonisti.
Nelle prime cinque puntate sarebbero comparsi più di venti annunci pubblicitari. Ma dopo appena una settimana la reputazione della serie avrebbe iniziato a deteriorarsi e gli inserzionisti avrebbero progressivamente ridotto il proprio investimento.
Il risultato è un problema che va ben oltre le visualizzazioni: quando il pubblico perde interesse, anche il valore commerciale della produzione diminuisce.
Secondo l’analisi, situazioni simili si sarebbero verificate con diversi altri titoli, aumentando le difficoltà economiche per produttori e investitori.
Il problema non è soltanto il genere storico
Per anni i drama in costume sono stati uno dei pilastri dell’industria televisiva cinese. Le grandi produzioni storiche e fantasy hanno spesso attirato un pubblico particolarmente ampio, ma anche questo genere sembra ora fare più fatica.
The Legend of Rosy Clouds, con Li Yitong e Joseph Zeng, avrebbe ricevuto appena 3,8 punti su Douban. Ashes to Crown è stato invece criticato per una sceneggiatura considerata poco coerente e per dinamiche politiche giudicate troppo semplicistiche.
Anche titoli come The Road to Splendor, Pull Strings, Key to the Phoenix Heart e Royal Betrothal non sarebbero riusciti a soddisfare le aspettative iniziali.
Ma la difficoltà riguarda anche i drama contemporanei.
Genius Girlfriend, Overdo, Never-Ending Summer e Her Fated Boy avrebbero registrato risultati deludenti, con diverse produzioni incapaci di raggiungere persino i 10 milioni di visualizzazioni per episodio.
Il pubblico sembra stanco delle stesse storie
Secondo 163, uno dei problemi principali sarebbe proprio la ripetitività delle formule narrative.
Matrimoni combinati, coppie che iniziano odiandosi, protagonisti maschili apparentemente freddi ma segretamente innamorati, incomprensioni costruite per prolungare il romance: elementi che hanno funzionato per anni, ma che oggi sembrano avere sempre meno capacità di attirare il pubblico.
Il problema non sarebbe necessariamente l’utilizzo di questi tropi in sé, quanto il modo in cui vengono riproposti senza sufficiente originalità o realismo.
Quando una storia appare costruita esclusivamente per raggiungere determinati indicatori di popolarità, diventa più difficile per il pubblico sviluppare un vero coinvolgimento emotivo.
Anche la recitazione della nuova generazione sarebbe finita sotto osservazione. Alcuni spettatori lamentano interpretazioni percepite come artificiali e una crescente distanza tra gli attori e i personaggi che dovrebbero rappresentare.
Il risultato è una sorta di circolo vizioso: le produzioni cercano di replicare ciò che in passato ha funzionato, il pubblico riconosce immediatamente la formula e perde interesse, gli ascolti diminuiscono e gli investitori diventano più prudenti.
E ora anche gli attori faticano a trovare lavoro
La situazione non riguarda soltanto le serie già trasmesse. Il rallentamento del mercato sta iniziando a colpire direttamente anche gli interpreti.
Secondo i dati riportati da 163, quasi 60 attori conosciuti avrebbero trascorso più di 100 giorni senza entrare in una nuova produzione. Tra i nomi citati figurano Deng Wei, Luo Yunxi, Bai Lu, Bai Yu, Wu Xuanyi, Jiang Yiyi, Jing Tian, Wang Junkai, Hu Yitian, Li Gengxi e Ren Jialun.
Anche interpreti affermati stanno affrontando periodi di inattività.
Song Jia avrebbe ammesso di essere da tempo alla ricerca di un progetto convincente. Liu Yifei sarebbe rimasta circa tre anni senza girare una nuova produzione, mentre Wang Yibo avrebbe trascorso circa 800 giorni lontano dai set nonostante le candidature ottenute in importanti premi cinematografici cinesi. Zhao Liying, invece, avrebbe avuto un periodo di inattività di circa 15 mesi tra un progetto e l’altro.
Ancora più emblematico sarebbe il caso di Dong Zijian, considerato tradizionalmente un attore con solide connessioni all’interno dell’industria. Nonostante questo, secondo 163, anche lui starebbe incontrando difficoltà nel trovare nuovi progetti.
Il problema, dunque, non sembra riguardare soltanto gli esordienti o gli attori meno conosciuti.
Un’industria costretta a ripensarsi
La crisi arriva in un momento in cui la televisione tradizionale cinese deve inoltre confrontarsi con la crescita dei drama brevi e, più recentemente, con l’arrivo dei contenuti generati attraverso l’intelligenza artificiale.
Secondo Yang Tianzhen, manager di grande esperienza nel settore, la percentuale di progetti cinematografici e televisivi effettivamente destinati a entrare in produzione nel 2026 potrebbe rappresentare soltanto circa il 30% del livello registrato nel 2025.
In alcuni casi, gli attori avrebbero già firmato i contratti prima che gli investitori decidessero di ritirare i finanziamenti, lasciando le produzioni definitivamente bloccate.
Il dato più significativo, però, potrebbe essere un altro: la fama degli attori non sembra più sufficiente a garantire un pubblico.
Il caso di Pursuit of Jade e del successivo Overdo rappresenta perfettamente questa trasformazione. Un interprete può partecipare a una delle produzioni più viste dell’anno e, pochi mesi dopo, trovarsi al centro di un progetto che registra numeri decisamente inferiori.
Per l’industria cinese potrebbe essere arrivato quindi il momento di interrogarsi non soltanto su chi mettere davanti alla macchina da presa, ma soprattutto su quali storie raccontare.
Perché se il pubblico ha davvero iniziato a stancarsi delle formule già viste, continuare a produrre drama costruiti sugli stessi meccanismi potrebbe non essere più sufficiente.
E il vero problema per i C-Drama potrebbe non essere la mancanza di stelle, ma la mancanza di storie capaci di convincere il pubblico a restare.