Due giorni di celebrazioni a Seul, tra fan, attori e creativi, per ripercorrere un decennio di successi e scoprire il futuro dell’intrattenimento coreano. Dall’impatto globale di Squid Game alle nuove produzioni in arrivo, Netflix festeggia dieci anni di collaborazione con l’industria audiovisiva coreana.
Dieci anni di storie, volti e universi narrativi capaci di superare ogni confine. Il 24 e 25 ottobre, Seul ha ospitato “Netflix Janchi”, il festival organizzato per celebrare il decimo anniversario di Netflix in Corea del Sud, riunendo fan, attori, registi e professionisti dell’industria audiovisiva in un’occasione dedicata al percorso compiuto dalla piattaforma insieme ai creativi coreani.

Più che una celebrazione aziendale, l’evento ha rappresentato un momento per ripercorrere l’evoluzione di un’intera industria e il modo in cui le sue produzioni sono riuscite a entrare nella quotidianità degli spettatori di tutto il mondo. Nel corso dell’ultimo decennio, serie, film e programmi coreani hanno conquistato un pubblico internazionale sempre più ampio, trasformando storie nate in un contesto locale in fenomeni culturali globali.
Tra i protagonisti delle celebrazioni c’è stato Ted Sarandos, co-CEO di Netflix, che ha ricordato il ruolo centrale della Corea nel percorso della piattaforma e ha presentato un’anteprima di alcuni dei titoli in arrivo, tra cui Possible Love, Tantara, All of Us Are Dead 2 e Solo Leveling.
«Per Netflix, la Corea è più di un mercato. È il luogo in cui abbiamo scoperto nuove possibilità e dove abbiamo imparato fin dove può arrivare una storia», ha dichiarato Sarandos, sottolineando l’importanza della collaborazione con i professionisti locali anche in vista dei progetti futuri.
Da Squid Game a un successo globale senza precedenti
Nel ripercorrere questi dieci anni, è impossibile non soffermarsi sull’impatto che le produzioni coreane hanno avuto sulla cultura pop internazionale. I numeri raccontano una crescita straordinaria: dal lancio della Top 10 globale di Netflix, nel giugno 2021, oltre 200 titoli coreani sono entrati nelle classifiche.
Tra questi, la prima stagione di Squid Game continua a detenere un risultato significativo, con 32 settimane consecutive nella Top 10 globale, di cui nove al primo posto. Anche Teach You a Lesson si è affermata tra i titoli più visti, diventando la seconda serie coreana più popolare nella storia della piattaforma, dietro soltanto a Squid Game.

Oggi i contenuti coreani rappresentano una componente fondamentale dell’offerta internazionale di Netflix: sono i titoli non in lingua inglese più visti sulla piattaforma e oltre l’80% degli abbonati nel mondo ha guardato almeno una produzione coreana.
Un successo che non riguarda soltanto le serie di maggiore richiamo, ma un panorama creativo sempre più diversificato, capace di spaziare dall’horror al thriller, dal romanticismo ai programmi di competizione, fino all’animazione.
Dietro le storie, i talenti che fanno crescere l’industria
Uno degli aspetti più significativi del decennio celebrato a Seul riguarda le persone che lavorano dietro le quinte. Registi, sceneggiatori, tecnici e professionisti dell’immagine hanno contribuito a costruire produzioni sempre più ambiziose, trovando nuove opportunità di crescita attraverso la collaborazione con Netflix.
Tra il 2024 e il 2026, più di un terzo dei titoli coreani della piattaforma è stato realizzato da registi o sceneggiatori alla loro prima esperienza. Un dato che mette in evidenza l’importanza di investire sulle nuove generazioni e di offrire spazio a voci emergenti.
È il caso di Park Yoonseo, che dopo aver lavorato come assistente alla regia nella seconda stagione di Kingdom ha esordito alla regia con la serie horror young adult If Wishes Could Kill. Per il progetto, il regista ha voluto coinvolgere esclusivamente attori esordienti, con l’intenzione di offrire anche a loro un’opportunità per mettersi in luce.
Un percorso simile è quello di Baek Seung-min, oggi direttore della fotografia per le luci di All of Us Are Dead 2, che aveva iniziato la propria carriera come secondo assistente della squadra luci proprio su Kingdom. La sua esperienza testimonia come la crescita delle produzioni coreane abbia aperto nuove prospettive anche alle maestranze tecniche.
Anche il lavoro sul colore e sulla resa visiva ha avuto un ruolo fondamentale. Il colorist Park Jin-young, coinvolto in produzioni come Possible Love e Good News, ha ricordato come l’introduzione della tecnologia HDR abbia ampliato enormemente le possibilità creative, permettendo ai professionisti di sperimentare con una gamma visiva più ricca e dettagliata.
Sono storie che mostrano come il successo internazionale delle produzioni coreane non dipenda soltanto dalla popolarità degli attori o dalla forza delle sceneggiature, ma anche dalla crescita di un’intera rete di professionisti.
Storie coreane, accessibili in tutto il mondo
Per raggiungere un pubblico globale, però, non basta raccontare storie capaci di emozionare: è necessario renderle accessibili a spettatori che parlano lingue diverse e hanno esigenze differenti.
Netflix collabora attualmente con 122 partner di localizzazione nel mondo, tra cui 119 studi di doppiaggio, per consentire al pubblico internazionale di seguire le produzioni coreane nella propria lingua. Il lavoro comprende anche sottotitoli per persone sorde o con difficoltà uditive e audiodescrizioni per gli spettatori ciechi o ipovedenti.
La localizzazione riguarda anche le sfumature culturali e linguistiche. Tradurre un titolo, un’espressione o un riferimento specifico significa preservare il significato originale e, allo stesso tempo, renderlo comprensibile a pubblici diversi. Un processo che contribuisce a far sì che gli spettatori possano condividere le stesse emozioni e conversazioni, indipendentemente dal Paese in cui si trovano.
L’impatto di Netflix oltre lo schermo
Il decimo anniversario è stato anche l’occasione per riflettere sulle ricadute economiche e professionali della produzione audiovisiva. Tra il 2016 e il 2025, Netflix ha collaborato con oltre 80 società di produzione in Corea. Le produzioni realizzate o co-prodotte nel periodo hanno coinvolto più di 25.000 attori e professionisti del settore, oltre a circa 70.000 comparse e lavoratori giornalieri.
Tra i casi citati figura When Life Gives You Tangerines, che ha coinvolto quasi 4.000 fornitori e circa 600 tra attori e membri delle maestranze, contribuendo all’economia coreana per oltre 90 miliardi di won.
L’influenza delle produzioni si estende inoltre al turismo, alla gastronomia e all’apprendimento della lingua. Secondo i dati presentati in occasione dell’anniversario, il 72% degli abbonati che hanno guardato contenuti coreani dichiara di essere molto più interessato a visitare la Corea del Sud.
Anche i luoghi delle riprese possono trasformarsi in mete turistiche: nel 2025, anno di uscita di When Life Gives You Tangerines, Jeju ha registrato circa 2,24 milioni di visitatori stranieri, mentre le visite alla spiaggia di Gimnyeong, location della serie, sono aumentate di circa il 96%.
La gastronomia ha beneficiato a sua volta della popolarità dei programmi dedicati alla cucina. Dopo le stagioni di Culinary Class Wars, il ristorante CHOI dello chef Choi Hyun-seok ha registrato un incremento delle vendite del 300%, mentre le prenotazioni nei ristoranti degli altri concorrenti sono aumentate del 303% dopo la seconda stagione.

La diffusione della cultura coreana si riflette anche nell’interesse per la lingua: negli Stati Uniti, i nuovi studenti di coreano su Duolingo sono aumentati del 37% durante la settimana di uscita della terza stagione di Squid Game. Nel frattempo, le iscrizioni all’esame di competenza linguistica TOPIK in Corea hanno superato le 550.000 unità nel settembre 2025, oltrepassando il totale dell’intero anno precedente.
Da Physical: 100 al futuro delle produzioni coreane
Il successo internazionale non riguarda soltanto le serie sceneggiate. Physical: 100 ha fatto storia diventando il primo programma unscripted non in lingua inglese a raggiungere il primo posto nella Top 10 globale di Netflix.
Il format ha poi superato i confini della Corea, ispirando adattamenti internazionali, tra cui quello italiano, che ha trascorso cinque settimane nella Top 10 delle serie più viste nel Paese. Sono inoltre previste versioni statunitense, francese e svedese, a dimostrazione di come i format coreani possano essere reinterpretati per pubblici differenti.
Tra aprile 2025 e marzo 2026, i contenuti coreani hanno totalizzato oltre 12 miliardi di ore di visione su Netflix, posizionandosi al secondo posto tra i contenuti suddivisi per Paese di produzione, dietro soltanto a quelli statunitensi. L’interesse si è esteso anche alle opere originali da cui alcune produzioni sono tratte: i diritti del webtoon Hellbound, per esempio, sono stati venduti in 11 Paesi dopo l’uscita della serie.
Per celebrare questo percorso, Netflix ha inoltre lanciato un sito dedicato al decimo anniversario, che raccoglie persone, luoghi e risultati legati a dieci anni di produzioni coreane.
Dieci anni di storie, un nuovo capitolo da scrivere
Il festival Netflix Janchi ha celebrato un decennio di collaborazioni, successi e trasformazioni, ma soprattutto il lavoro dei creativi che hanno contribuito a portare le storie coreane al centro della cultura pop internazionale.
Dall’esplosione globale di Squid Game alla crescita dei programmi di intrattenimento, passando per le opportunità offerte ai nuovi talenti e l’impatto sul turismo e sulla gastronomia, questi dieci anni dimostrano quanto una storia nata in un contesto locale possa raggiungere pubblici molto lontani.
Il prossimo capitolo è già in costruzione, con nuove produzioni e nuove voci pronte a emergere. E se il percorso compiuto finora è un’indicazione di ciò che verrà, le storie coreane continueranno ad avere un ruolo importante nel modo in cui il mondo guarda, ascolta e scopre la Corea del Sud.