MILAN LOVES SEOUL CHIUDE LA SUA EDIZIONE DI SEOUL 2026 CON OLTRE 1.500 PARTECIPANTI E UN CRESCENTE INTERESSE PER “IL NUOVO MADE IN ITALY” DELLA MODA
Dal 3 al 19 settembre 2026, la capitale della Corea del Sud è tornata a essere il palcoscenico d’eccezione per Milan Loves Seoul, confermandosi uno dei laboratori creativi più vivaci e influenti del panorama internazionale.
In una città che ha smesso di seguire le tendenze per cominciare ad anticiparle e a crearle, dove tecnologia, beauty, design e cultura pop convivono in un ecosistema in continua evoluzione, il progetto ha tracciato un percorso di oltre due settimane volto a celebrare e raccontare il “nuovo Made in Italy”.
L’apertura nel segno del noir e dell’alta sartoria
Il programma ha preso ufficialmente il via il 3 settembre con l’esclusivo Fashion Show & Afterparty ospitato al CAVEHOUSE, nel dinamico quartiere di Itaewon. Per l’occasione, i riflettori si sono accesi sul concept “The Italian Noir Club”, un’atmosfera suggestiva che ha saputo fondere l’eleganza senza tempo e il mistero del cinema noir italiano con la sensibilità estetica contemporanea di Seoul.
Sulla passerella sfilate di grande impatto hanno visto protagoniste sei realtà d’eccellenza della moda italiana: Ludovica Gualtieri, Lorena Antoniazzi, Denisa Rad, Angela Lasalandra, Bottega Bernard e Marbell. Dal womenswear agli accessori, passando per la scrupolosa ricerca dei materiali, le collezioni hanno messo in luce diverse sfumature della creatività tricolore.


Credit: Milan Loves Seoul
La serata è poi proseguita con un afterparty arricchito dalla partecipazione di glow in qualità di Main Skincare Sponsor, e dai partner italiani Portofino Gin e Consorzio Tutela Prosecco DOC, che hanno portato nel cuore della Corea un tocco inconfondibile di lifestyle e convivialità.
Incontri professionali e sinergie commerciali
Il viaggio del Made in Italy è proseguito il 5 settembre spostando il focus sul business e sulle relazioni professionali. Il Press Day & Buyer Showcase, allestito presso il Seoul Jewelry Showroom, ha rappresentato il punto d’incontro ideale tra i brand italiani, la stampa locale, i buyer, gli showroom e i principali operatori del mercato coreano.
All’appuntamento hanno preso parte marchi affermati come Ludovica Gualtieri, Lorena Antoniazzi, Denisa Rad, Angela Lasalandra, Bottega Bernard, Marbell, Sacramento, Bootei, Francesca Cottone, Sandia, The M Venezia, The L. Code, The Line, Blu Vele e Nobile 1942, affiancati dalle selezioni di Milano Fashion & Jewels e dello storico showroom milanese The Parlor.
Questa fitta rete di scambi riflette una crescente interconnessione globale: non a caso, nel 2026 la stessa Seoul ha portato cinque brand emergenti della propria fashion week direttamente nel cuore di Milano, consolidando un dialogo bidirezionale che unisce stabilmente le due capitali della moda.
Il Pop-up Store di Gangnam e il dialogo con la creatività locale
Dal 12 al 19 settembre, l’esperienza si è trasferita al ME SPACE nel cuore di Gangnam con un Pop-up Store immersivo, pensato per avvicinare direttamente il pubblico coreano e gli appassionati alle collezioni italiane di fashion, gioielleria, profumeria e lifestyle (tra cui Lorena Antoniazzi, Denisa Rad, Bottega Bernard, Sacramento, Bootei, Francesca Cottone, Sandia, The M Venezia, The L. Code, Polina Firenze, The Line, Blu Vele, Nobile 1942, Linea Daria e Chepresammale).

Il vero valore aggiunto dell’iniziativa risiede nella collaborazione con Yongdae, la piattaforma dedicata alla valorizzazione dei designer coreani emergenti: grazie a questa sinergia, lo spazio ha ospitato anche una selezione di talenti locali, trasformandosi in un luogo di contaminazione e conversazione autentica tra i due mondi.
In un momento in cui la Seoul Fashion Week continua a macinare record, come dimostrano i dati della recente edizione FW 2026, con oltre 102 brand e 99 buyer da 23 Paesi e milioni di dollari di ordini generati, Milan Loves Seoul dimostra come la moda italiana in Asia non debba essere considerata un semplice prodotto da esportare, ma una voce viva da mettere in ascolto e in costante dialogo con la straordinaria energia creativa della Corea del Sud.