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FIESTA: «Posso battere qualsiasi giocatore»: il mid laner dei Team Vitality racconta il suo arrivo in Europa

Dalla Corea all’Europa, passando per la Turchia, FIESTA è arrivato nel Team Vitality con una convinzione precisa: non avere paura di nessuno.

Il nuovo mid laner della squadra francese ha parlato con TGKWorld del suo approccio alla LEC, dell’adattamento alla vita europea, delle prime difficili sfide contro Karmine Corp e G2 Esports e del confronto con uno dei nomi più importanti nella storia competitiva di League of Legends, Caps.

Per FIESTA, l’arrivo in Europa non è stato accompagnato da particolare tensione. Il giocatore aveva già avuto modo di vivere l’esperienza LEC e, entrando nel roster dei Vitality, ha trovato fin da subito compagni disponibili ad avvicinarsi a lui.

«È passato un po’ di tempo dall’ultima volta che ho giocato in una top tier league», ha raccontato. «Pensavo che la vita in Corea e quella in Europa fossero molto diverse, ma ora mi sembrano abbastanza simili. Sto facendo quello che facevo prima».

L’adattamento, quindi, sembra procedere senza particolari difficoltà. Anche il rapporto con i compagni di squadra ha contribuito a rendere più naturale il passaggio a un nuovo ambiente competitivo.

Le prime settimane in LEC, però, non sono state semplici.

Il calendario ha messo FIESTA immediatamente davanti a due delle squadre più competitive del campionato, Karmine Corp e G2 Esports. Una situazione che ha rappresentato un test importante per un giocatore ancora alle prese con l’adattamento alla nuova squadra.

FIESTA ha spiegato di non aver avvertito particolare pressione prima dell’inizio delle partite, ma di averla percepita una volta entrato effettivamente in campo, soprattutto davanti a un pubblico numeroso.

«Non ero nervoso fino a quando è iniziata la partita», ha raccontato. «Contro i K.C. ho sentito un po’ di pressione».

Quelle prime sfide, tuttavia, gli hanno permesso di acquisire maggiore fiducia. Dopo aver affrontato immediatamente due avversari considerati tra i più forti, FIESTA ha avuto l’opportunità di adattarsi progressivamente al nuovo ambiente e alle diverse situazioni di gioco.

Il risultato è stato quello che lui stesso definisce una sorta di winning mentality.

«Ho potuto adattarmi meglio e penso di aver acquisito una mentalità vincente», ha spiegato.

Il suo arrivo arriva inoltre in un momento particolare per i Team Vitality. La squadra aveva chiuso la regular season dello split precedente al primo posto, con Humanoid al centro della formazione, ma non era riuscita a mantenere lo stesso livello durante i playoff.

FIESTA non vuole però concentrarsi troppo sul confronto con il suo predecessore.

«Non so come Humanoid guidasse la squadra», ha ammesso. «Io penso a come posso fare bene».

Il suo approccio sembra essere basato soprattutto sulla creatività. Il giocatore ha spiegato di voler cercare play creativi e di essere convinto di poter rendere ancora meglio quando la pressione aumenta e il palcoscenico diventa più importante.

Una caratteristica che, secondo FIESTA, potrebbe permettere ai Vitality di cambiare qualcosa proprio nei momenti decisivi della stagione.

Anche il confronto tra i diversi ambienti competitivi che ha vissuto in carriera non sembra aver evidenziato differenze radicali.

Dopo aver giocato in Corea e in Turchia, FIESTA non considera l’ambiente dei Vitality profondamente diverso da quello coreano.

C’è però una caratteristica che ha notato.

«Penso di essere diventato più attivo e di aver cercato di pensare in modo più positivo».

E poi c’è stato Caps.

Durante il suo primo weekend in LEC, FIESTA ha avuto l’occasione di affrontare il giocatore che rappresenta da anni uno dei punti di riferimento assoluti della scena europea. Un confronto arrivato inoltre in un momento particolarmente significativo, con Caps appena entrato nella Hall of Legends.

Per FIESTA, però, il rispetto per l’avversario non significa sentirsi inferiori.

«Penso sempre di poter battere qualsiasi giocatore», ha detto.

Una frase che riassume forse meglio di qualsiasi altra il suo approccio competitivo. FIESTA riconosce il peso della carriera di Caps e il suo posto nella storia di League of Legends, ma non sembra intenzionato a lasciarsi intimidire dal nome che ha davanti.

«Lo rispetto perché ha un nome nella storia di League of Legends».

Fuori dal gioco, invece, il legame con la Corea rimane soprattutto attraverso una delle cose più semplici e universali: il cibo.

Alla domanda se gli mancasse la Corea, FIESTA non ha esitato troppo.

«Mi manca il cibo coreano».

Niente K-Pop o K-Drama, quindi. Per il giocatore dei Vitality, almeno per ora, il vero pezzo di Corea che manca nella sua nuova vita europea è la cucina.

Prima di concludere l’intervista, FIESTA ha però voluto lasciare un messaggio ai fan italiani che seguono League of Legends.

«Non vi ho ancora mostrato il mio lato migliore, ma farò del mio meglio per mostrarvelo, così potrete riconoscermi e apprezzarmi».

È una promessa che arriva in un momento in cui il suo percorso europeo è ancora agli inizi.

FIESTA è arrivato in LEC con una nuova squadra, un nuovo Paese e un ambiente competitivo diverso da quelli vissuti in precedenza. Le prime sfide sono state immediatamente impegnative, ma il giocatore sembra avere già individuato la propria direzione: adattarsi, giocare con maggiore libertà e, soprattutto, non considerare nessun avversario imbattibile.

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