A pochi mesi dalla scadenza del suo contratto con la JYP Entertainment, Tzuyu, celebre membro taiwanese del gruppo K-pop TWICE, si trova di nuovo al centro di un delicato intreccio tra spettacolo e geopolitica.
Secondo quanto svelato dai media di Taiwan, l’entourage della cantante sarebbe stato avvicinato da emissari cinesi per concordare una dichiarazione pubblica a favore del principio della “Unica Cina”, in cambio del via libera per l’ingresso nel ricchissimo mercato dell’intrattenimento di Pechino.
L’indiscrezione, lanciata dal quotidiano Mirror Media, traccia contorni definiti: un’organizzazione vicina agli affari taiwanesi del governo cinese avrebbe individuato nell’artista un target strategico, contattando la sua famiglia tramite il noto manager discografico Zhao Shaowei.
La proposta sul piatto avrebbe garantito a Tzuyu contratti d’oro, promozioni televisive e tour nei palazzetti della Cina continentale, opportunità da tempo precluse a molti artisti di Taiwan e Hong Kong, a patto di dichiarare pubblicamente che “i taiwanesi sono cinesi”.
La risposta dei diretti interessati non si è fatta attendere. Zhao Shaowei ha confermato l’esistenza di contatti con la famiglia dell’artista, precisando tuttavia che nessun contratto è stato siglato e che ogni trattativa è attualmente congelata in attesa di capire l’esito dei negoziati per il rinnovo tra Tzuyu e la JYP Entertainment.
Il manager ha respinto con fermezza le accuse di ingerenza politica, posizione ribadita anche da suo fratello Zhao Shaokang, figura di spicco dei media taiwanesi, che ha liquidato le notizie come mere speculazioni giornalistiche.
L’intera vicenda si inserisce in un momento di profonda transizione per la carriera dell’artista. Con il contratto in scadenza a fine anno e la JYP impegnata in complesse trattative per il rinnovo dell’intero gruppo, la madre di Tzuyu ha fondato nel novembre 2025 la Weihai Entertainment a Taiwan.
Una mossa che gli esperti del settore interpretano come la creazione di una struttura indipendente pronta a gestire le future attività dell’artista nella regione della Grande Cina.
Per Tzuyu non si tratta purtroppo del primo scontro con le dinamiche geopolitiche tra Pechino e Taipei. Già nel 2015, ad appena 16 anni, la cantante scatenò una bufera mediatica per aver sventolato la bandiera di Taiwan durante una trasmissione televisiva coreana.
La violenta reazione del pubblico cinese la costrinse a pubblicare un video d’apologia ufficiale in cui recitava la formula della “Unica Cina”, un episodio rimasto nella memoria collettiva come uno dei casi più evidenti di pressione politica sull’industria del K-pop.
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