Secondo un sondaggio del Pew Research Center l’opinione dei sudcoreani nei confronti degli Stati Uniti è peggiorata drasticamente, raggiungendo il livello più negativo degli ultimi due decenni.
Il 55% dei sudcoreani intervistati, infatti, ha oggi un’opinione sfavorevole degli USA, contro il 39% del 2025. Parallelamente, la quota di chi mantiene una visione positiva è scesa a un minimo storico del 45%.
Il dato arriva in un momento particolarmente delicato per le relazioni tra Seoul e Washington. Dall’inizio del secondo mandato di Donald Trump, i rapporti bilaterali sono stati segnati da tensioni su diversi fronti: dalla richiesta americana di una maggiore partecipazione sudcoreana ai costi della presenza militare USA, alla questione degli investimenti e dei dazi, fino alle divergenze sulla politica nei confronti dell’Iran e della Corea del Nord.
A pesare sull’opinione pubblica è anche il carattere sempre più transazionale percepito nella politica estera americana. Un sudcoreano intervistato ha spiegato che, ai suoi occhi, «l’America di oggi non è la stessa America di prima», descrivendo una maggiore centralità dell’interesse nazionale e della logica dell’“America First”.
Ma c’è un elemento particolarmente significativo: il peggioramento dell’immagine degli Stati Uniti non significa che i sudcoreani vogliano rinunciare all’alleanza. L’84% degli intervistati considera infatti gli USA il principale alleato della Corea del Sud, soprattutto per la loro importanza strategica e per il ruolo di deterrenza nei confronti della minaccia nucleare nordcoreana.
È proprio questa la contraddizione più interessante emersa dal sondaggio: i sentimenti verso gli Stati Uniti e la necessità strategica dell’alleanza sembrano viaggiare su due binari diversi.
C’è poi un altro dato importante: per la prima volta nel sondaggio Pew, la Cina è stata giudicata più positivamente degli Stati Uniti a livello globale, con 25 dei 36 Paesi analizzati che hanno espresso una valutazione migliore della Cina rispetto agli USA. La Corea del Sud rimane comunque tra i pochi Paesi in cui gli Stati Uniti conservano un giudizio complessivamente più positivo rispetto a Pechino.