Il 7 settembre 2026, a margine del Sommet Lumière di Saint-Paul-de-Vence, il ministro della Cultura italiano Alessandro Giuli e il ministro sudcoreano della Cultura, dello Sport e del Turismo Chae Hwi-young hanno firmato il primo accordo bilaterale in materia di coproduzione cinematografica tra Italia e Repubblica di Corea.
Un passo storico, ma non ancora operativo: l’accordo non permette di fare da un giorno all’altro qualcosa che prima fosse vietato, dato che collaborazioni produttive erano già possibili, ma introduce un quadro più strutturale in cui le coproduzioni riconosciute potranno essere equiparate alle opere nazionali nei due Paesi. Attenzione però: il trattato è stato firmato ma non è ancora in vigore, sono tuttora in corso le procedure necessarie, e per ora riguarda solo il cinema e non l’intero comparto audiovisivo. La sottosegretaria Lucia Borgonzoni ha già annunciato che il prossimo obiettivo è estenderlo anche alle serie tv.
L’Italia ha già stanziato per il 2026 cinque milioni di euro per il bando dedicato alle coproduzioni internazionali minoritarie, mentre la Corea del Sud ha creato per la prima volta il KoCo Fund, il nuovo fondo del Korean Film Council destinato alle coproduzioni internazionali.
Il legame tra i due Paesi ha radici lontane: già nel 2016 il film Twenty Again di Park Heung-sik era stato classificato ufficialmente come coproduzione Corea-Italia, girato tra Milano, Torino e la Toscana. E la relazione culturale corre da decenni su più binari : dai K-drama girati in Veneto e Toscana (da Only You nel 2004 fino a Come si dice “amore”? su Netflix) al remake coreano di Perfetti sconosciuti, diventato Intimate Strangers con oltre 5 milioni di spettatori nelle sale sudcoreane.
Fonte: https://www.panorama.it/attualita/politica/italia-corea-sud-cinema-kdrama-coproduzioni