Due soldati nordcoreani catturati dalle forze ucraine mentre combattevano al fianco della Russia sono stati trasferiti in Corea del Sud, dopo circa un anno e otto mesi dalla loro cattura. La notizia è stata resa pubblica dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante il suo intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 23 settembre.
Secondo quanto riferito da Yoo Yong-won, deputato del People Power Party, i due uomini sarebbero arrivati in Corea del Sud alcuni giorni fa, dopo aver lasciato l’Ucraina lo scorso fine settimana e aver fatto scalo in un Paese terzo. Il deputato ha dichiarato di essere stato a conoscenza del loro ingresso nel Paese, ma di aver mantenuto riservata la notizia per ragioni legate alla loro sicurezza e all’interesse nazionale.
La Corea del Sud non ha fornito dettagli sul trasferimento, sulla rotta utilizzata o sull’attuale luogo in cui si trovano i due ex prigionieri. Il ministero degli Esteri ha però confermato di aver mantenuto i contatti necessari con l’Ucraina e con gli organismi interessati, ribadendo che la questione deve essere affrontata rispettando la volontà degli interessati, il diritto internazionale e i principi umanitari.
Il governo di Seoul ha inoltre evitato di confermare pubblicamente i dettagli operativi del trasferimento, compresi tempi, modalità e contenuti degli accordi con Kiev. La posizione ufficiale, quindi, è rimasta volutamente prudente, senza tuttavia smentire quanto dichiarato da Zelensky.
Catturati nella regione di Kursk
I due nordcoreani erano stati catturati dalle forze ucraine nel gennaio 2025, nella regione russa di Kursk, dove unità nordcoreane erano state dispiegate a sostegno delle forze russe impegnate nella guerra contro l’Ucraina. La loro presenza era stata resa pubblica proprio da Zelensky, che aveva diffuso immagini dei due uomini dopo la cattura.
Nel corso della loro permanenza in Ucraina, entrambi avevano manifestato attraverso lettere e contatti con organizzazioni di disertori nordcoreani il desiderio di trasferirsi in Corea del Sud. La questione era diventata quindi particolarmente delicata, anche perché Seoul considera i nordcoreani cittadini della Repubblica di Corea secondo la propria Costituzione e aveva dichiarato la propria disponibilità ad accoglierli qualora avessero espresso liberamente questa volontà.
Mesi di trattative tra Seoul e Kiev
Il trasferimento sarebbe stato preceduto da mesi di contatti riservati tra Corea del Sud e Ucraina.
Secondo Yoo Yong-won, i due Paesi avrebbero raggiunto un’intesa di principio sul trasferimento già nel giugno 2026. Il deputato ha riferito che successivamente la questione sarebbe stata nuovamente discussa attraverso i canali diplomatici e durante gli incontri tra i rappresentanti dei due governi. Ha inoltre sostenuto che l’Ucraina avrebbe deciso di procedere al trasferimento senza condizioni, ma ha precisato di non avere informazioni su eventuali contropartite offerte da Seoul a Kiev.
Il governo sudcoreano ha invece evitato di entrare nei dettagli delle trattative, sottolineando soltanto che i contatti con l’Ucraina sono proseguiti sulla base del rispetto della volontà dei prigionieri e dei principi del diritto internazionale e umanitario.
Un ulteriore passaggio era avvenuto l’8 luglio, quando il presidente sudcoreano Lee Jae-myung aveva incontrato Zelensky ad Ankara, a margine del vertice NATO. Secondo Seoul, i due leader avevano concordato che la questione dei prigionieri nordcoreani dovesse essere risolta rispettando la loro libera volontà e in conformità con il diritto internazionale e i principi umanitari. Già a marzo, i ministri degli Esteri dei due Paesi avevano discusso della necessità di cooperare sulla questione.
Le parole di Zelensky
Nel suo discorso alle Nazioni Unite, Zelensky ha utilizzato il trasferimento dei due prigionieri anche per criticare il coinvolgimento della Corea del Nord nella guerra in Ucraina.
Il presidente ucraino ha raccontato che uno dei due soldati avrebbe tentato di togliersi la vita quando si era reso conto che stava per essere catturato. Zelensky ha inoltre sostenuto che la Corea del Nord privi i propri cittadini della libertà e della possibilità di scegliere il proprio destino, accusando Kim Jong-un di utilizzare i soldati nordcoreani come strumento per ottenere vantaggi dalla Russia.
Queste dichiarazioni rappresentano però la posizione del presidente ucraino sul coinvolgimento nordcoreano nel conflitto. Il trasferimento dei due uomini in Corea del Sud, invece, è stato confermato nei suoi elementi essenziali attraverso le dichiarazioni di Zelensky e la successiva posizione del governo sudcoreano.
Per i due ex prigionieri, il viaggio rappresenta la conclusione di una vicenda iniziata con la cattura nella regione di Kursk nel gennaio 2025. Ora, secondo quanto riportato dalle autorità sudcoreane, la priorità resta la loro sicurezza e la gestione della loro situazione nel rispetto della loro volontà.
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