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Lee Chang-dong torna dopo otto anni: Possible Love conquista Venezia e arriva in Corea del Sud

Dopo otto anni di attesa, Lee Chang-dong torna sul grande schermo con un nuovo film e lo fa con uno dei riconoscimenti più importanti della sua carriera.

Possible Love (가능한 사랑) ha conquistato il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, segnando il ritorno alla regia del cineasta sudcoreano dopo Burning del 2018.

Il film arriva ora anche nelle sale sudcoreane: sarà distribuito nei cinema dal 23 settembre, mentre dal 6 novembre sarà disponibile a livello globale su Netflix.

Due coppie, due mondi

Possible Love racconta l’incontro tra due coppie appartenenti a realtà molto diverse.

Da una parte ci sono una coppia di lavoratori licenziati, interpretati da Sol Kyung-gu e Jeon Do-yeon.

Dall’altra un’altra coppia, formata da Jo In-sung e Jo Yeo-jeong, impegnata nella realizzazione di un documentario sulla loro storia.

Il progetto cinematografico diventa progressivamente qualcosa di più complesso: i quattro protagonisti iniziano a confrontarsi con le proprie vite, le proprie differenze sociali e desideri che fino a quel momento erano rimasti nascosti.

Ma, come ha spiegato lo stesso Lee Chang-dong durante la conferenza stampa organizzata dopo il ritorno da Venezia, il film non vuole essere semplicemente una storia sul conflitto tra classi sociali.

«Volevo guardare il mondo da diversi livelli», ha spiegato il regista.

Secondo Lee, Possible Love può essere letto come una storia sulle differenze di classe, ma anche come una riflessione sull’etica e sull’atteggiamento di chi realizza cinema e, più in generale, sulle relazioni tra le persone.

Il ritorno di Lee Chang-dong

Il nuovo film rappresenta il primo lavoro cinematografico di Lee Chang-dong dopo Burning, presentato a Cannes nel 2018.

Il regista ha raccontato di essere rimasto particolarmente colpito dalla reazione del pubblico veneziano.

«Non è un film semplice o costruito per provocare, ma il pubblico di Venezia ha percepito bene le domande che il film voleva porre. Sono stato molto felice», ha raccontato.

Il riconoscimento ricevuto alla Mostra di Venezia rappresenta quindi un ritorno particolarmente significativo per uno dei registi più importanti del cinema sudcoreano contemporaneo.

Jeon Do-yeon torna a lavorare con il regista di Secret Sunshine

Tra gli elementi più discussi dopo la première veneziana ci sono state anche le interpretazioni del cast.

Particolare attenzione è stata dedicata a Jeon Do-yeon, che interpreta Mi-ok, la moglie del lavoratore licenziato.

La collaborazione con Lee Chang-dong ha per lei un significato particolare: i due avevano già lavorato insieme in Secret Sunshine (Miryang) nel 2007, film che valse all’attrice il premio come migliore attrice al Festival di Cannes.

Dopo Venezia, alcune valutazioni della stampa internazionale hanno già iniziato a indicare Jeon Do-yeon tra le possibili candidate alla prossima stagione dei premi cinematografici internazionali.

Al momento, tuttavia, si tratta di previsioni e discussioni della stampa, non di una candidatura ufficiale agli Oscar.

«Questa volta il regista mi ha detto più spesso OK»

Durante l’incontro con la stampa a Seoul, Jeon Do-yeon ha anche ricordato le differenze tra lavorare con Lee Chang-dong ai tempi di Secret Sunshine e farlo nuovamente quasi vent’anni dopo.

L’attrice ha raccontato che durante il primo film aveva avuto la sensazione che il regista avesse una risposta precisa, ma non volesse rivelargliela.

Questa volta, invece, il rapporto sul set sarebbe stato diverso.

Lee Chang-dong ha spiegato che durante le riprese di Secret Sunshine tendeva deliberatamente a non dire «OK» agli attori, perché considerava questo atteggiamento parte del proprio modo di concepire il cinema.

«Pensavo: dove esiste un vero OK nel mondo?», ha raccontato il regista.

Con il tempo, però, il suo approccio sarebbe cambiato, anche grazie all’esperienza maturata durante la lavorazione di Poetry, il film del 2010 interpretato dalla compianta Yoon Jeong-hee.

Jo In-sung e il curioso episodio dei giornalisti a Venezia

A Venezia c’è stato anche un momento più insolito raccontato da Jo In-sung.

Durante la conferenza stampa ufficiale di Possible Love, al termine dell’incontro diversi giornalisti presenti in sala si sarebbero avvicinati al palco con carta e penna per chiedere autografi.

L’attore ha raccontato di essere rimasto sorpreso dalla scena.

«Pensavamo di aver fatto qualcosa di sbagliato», ha scherzato, spiegando che non si aspettava una reazione simile durante una conferenza stampa ufficiale.

Jo In-sung ha aggiunto di aver interpretato quell’episodio come un segnale dell’interesse internazionale nei confronti di Lee Chang-dong e del cinema sudcoreano.

Dal festival al pubblico

Dopo il successo veneziano, Possible Love affronta ora la prova più importante: l’incontro con il pubblico.

Il film debutterà nelle sale sudcoreane il 23 settembre, inizialmente con una distribuzione cinematografica limitata.

Successivamente, dal 6 novembre, arriverà su Netflix con una distribuzione internazionale.

Il percorso del film segna così due momenti distinti: prima il riconoscimento ottenuto nel circuito dei festival internazionali, poi l’arrivo davanti a un pubblico molto più ampio attraverso lo streaming.

A otto anni da Burning, Lee Chang-dong torna quindi con un’opera che non cerca soltanto di raccontare un conflitto sociale, ma mette in discussione anche il modo in cui osserviamo gli altri, il rapporto tra chi filma e chi viene filmato e le relazioni che nascono quando persone appartenenti a mondi diversi si incontrano.

E dopo il premio ottenuto a Venezia, Possible Love si prepara ora a essere giudicato non più soltanto dalla critica internazionale, ma direttamente dagli spettatori.

Source: 1 , 2

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