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Caso Joo Hak-nyeon, il giornalista a processo: «La fonte era il presidente della sua agenzia»

Nuovo capitolo nel caso che nel 2025 portò Joo Hak-nyeon, ex membro dei THE BOYZ, a lasciare il gruppo dopo la diffusione di accuse secondo cui avrebbe avuto un rapporto sessuale a pagamento in Giappone. Il giornalista che pubblicò quelle informazioni è ora a processo per diffamazione e, durante la prima udienza, ha respinto le accuse sostenendo di aver verificato la notizia direttamente con Cha Ga-won, presidente di One Hundred Label, l’agenzia che all’epoca rappresentava l’artista.

Il 22 settembre, la settima sezione penale del Tribunale distrettuale occidentale di Seul ha tenuto la prima udienza nei confronti del giornalista, identificato con il cognome Choi, 40 anni, accusato di diffamazione ai sensi della normativa sudcoreana sulle reti di informazione e comunicazione.

La difesa ha riconosciuto che Choi pubblicò l’articolo contestato, ma ha negato la responsabilità penale. Secondo i suoi legali, il giornalista non era consapevole della presunta falsità delle informazioni, non avrebbe avuto intenzione di diffamare Joo Hak-nyeon e non avrebbe agito con lo scopo di danneggiarlo.

La difesa: «Il fact-checking fu fatto con Cha Ga-won»

È proprio l’identità della fonte indicata dalla difesa a rappresentare uno degli elementi più rilevanti emersi dalla prima udienza.

L’avvocato di Choi ha dichiarato che durante le indagini il giornalista non aveva rivelato con chi avesse verificato le informazioni prima della pubblicazione. In tribunale, la difesa ha invece indicato esplicitamente Cha Ga-won, presidente di One Hundred Label.

«La persona con cui l’imputato effettuò il fact-checking prima di pubblicare l’articolo, informazione che non aveva rivelato durante le indagini, era il presidente di One Hundred Label Cha Ga-won», ha dichiarato il legale.

Secondo la difesa, Choi avrebbe quindi pubblicato la notizia soltanto dopo aver effettuato questa verifica e avrebbe adempiuto ai propri obblighi professionali come giornalista. Su questa base, i suoi avvocati sostengono che debba essere assolto.

La versione dovrà ora essere verificata nel corso del processo. La Procura ha infatti chiesto che anche Cha Ga-won venga ascoltato come testimone.

Cosa contesta la Procura

La ricostruzione dell’accusa è differente.

Secondo la Procura, nel giugno 2025 Choi pubblicò un articolo sostenendo che Joo Hak-nyeon avesse avuto un rapporto sessuale a pagamento e che, dopo essere stato messo davanti a prove concrete dalla propria agenzia, avesse infine ammesso i fatti.

Per i pubblici ministeri, però, Joo Hak-nyeon non avrebbe né avuto un rapporto sessuale a pagamento né ammesso alla propria agenzia di averlo fatto.

L’accusa ritiene quindi che il giornalista abbia diffuso attraverso internet informazioni false con l’obiettivo di danneggiare la reputazione dell’artista.

Si tratta della tesi della Procura e non ancora di una conclusione definitiva del tribunale: il procedimento è appena iniziato e sarà il processo a stabilire le eventuali responsabilità penali.

Le accuse che portarono all’uscita dai THE BOYZ

La vicenda esplose nel giugno 2025, quando venne riportato che Joo Hak-nyeon aveva incontrato a Tokyo Kirara Asuka, ex attrice giapponese di film per adulti.

Il giornalista Choi pubblicò successivamente un articolo secondo cui tra i due ci sarebbe stato un rapporto sessuale a pagamento. Nello stesso articolo si sosteneva che l’artista avesse ammesso la prostituzione dopo che la sua agenzia gli avrebbe mostrato delle prove.

Joo Hak-nyeon riconobbe di essere stato presente a un incontro insieme a Kirara Asuka, ma negò categoricamente di aver pagato per avere rapporti sessuali.

Nel pieno della controversia, One Hundred annunciò l’uscita dell’artista dai THE BOYZ e la risoluzione del suo contratto esclusivo, sostenendo che la questione relativa alla sua vita privata avesse reso difficile mantenere il rapporto di fiducia necessario per proseguire le attività come artista.

Joo Hak-nyeon contestò successivamente la ricostruzione circolata sui media e denunciò il giornalista alla stazione di polizia di Eunpyeong, a Seul, sostenendo che l’articolo contenesse informazioni false.

Nel marzo 2026 la polizia ha trasmesso il caso alla Procura. Durante le indagini, secondo quanto riportato dalla stampa sudcoreana, Choi avrebbe sostenuto di non sapere che le informazioni fossero false.

Joo Hak-nyeon sarà chiamato a testimoniare

La Procura ha chiesto l’audizione di tre persone, tra cui lo stesso Joo Hak-nyeon e Cha Ga-won.

La prossima udienza è stata fissata per il 12 novembre alle 16:00. In quella sede saranno interrogati Joo Hak-nyeon e un altro testimone, mentre l’audizione di Cha Ga-won è prevista separatamente.

Proprio la testimonianza del presidente di One Hundred potrebbe assumere un ruolo centrale nel procedimento. Da una parte, infatti, la difesa sostiene che fosse lui la fonte utilizzata dal giornalista per verificare la notizia; dall’altra, la Procura contesta la veridicità della ricostruzione secondo cui Joo Hak-nyeon avrebbe ammesso alla propria agenzia di aver avuto un rapporto sessuale a pagamento.

Il processo dovrà quindi chiarire non soltanto se le informazioni pubblicate fossero false, ma anche quali informazioni siano state effettivamente fornite al giornalista prima della pubblicazione e se quest’ultimo avesse ragionevoli motivi per considerarle attendibili.

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