La penisola coreana si trova a un passo da un’escalation militare inarrestabile. A lanciarne il drammatico monito è stato Kyrylo Budanov, capo dell’ufficio presidenziale ucraino, che in un’intervista ai media internazionali ha dichiarato che un nuovo conflitto armato tra le due Coree è ormai “solo una questione di tempo”.
A supporto della sua tesi, il funzionario di Kiev ha citato il recente e controverso incidente esplosivo avvenuto nella Zona Demilitarizzata (DMZ), legandolo all’imponente potenziamento bellico che Pyongyang sta portando avanti grazie al supporto di Mosca.
Secondo la ricostruzione di Budanov, l’invio di truppe nordcoreane sul fronte ucraino e la cooperazione militare con la Russia stanno permettendo al regime di Kim Jong-un di ammodernare i propri armamenti e acquisire un’esperienza sul campo fondamentale.
Pyongyang avrebbe già sviluppato sistemi di produzione di massa per droni kamikaze e acquisito tecnologie belliche di fabbricazione russa: “Tutti gli sforzi militari della Corea del Nord sono finalizzati a preparare le proprie forze per un reale scontro bellico nella penisola. La situazione sta peggiorando di giorno in giorno e l’innesco di un conflitto fuori controllo è imminente”.
Le pesanti dichiarazioni giungono in un momento di estrema tensione diplomatica tra Seul e Kiev. I due governi sono infatti ai ferri corti dopo che il presidente Volodymyr Zelensky ha rivelato pubblicamente durante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il trasferimento segreto in Corea del Sud di due prigionieri di guerra nordcoreani catturati dall’esercito ucraino.
La fuga di notizie ha provocato la durissima reazione del presidente sudcoreano Lee Jae-myung per la violazione degli accordi di riservatezza, scatenando un botta e risposta di smentite tra la Casa Blu e la presidenza ucraina, con Seul che ha preteso scuse ufficiali da Kiev.

A confermare la gravità del quadro strategico interviene anche un’analisi del Wall Street Journal, secondo cui la Corea del Nord ha iniziato a testare una nuova tattica che combina attacchi a sciame di droni e missili balistici a capacità nucleare, sfruttando le lezioni apprese dai conflitti in Ucraina e Medio Oriente.
Una combinazione d’attacco pensata per saturare i sistemi di difesa aerea statunitensi e sudcoreani, alterando radicalmente i precari equilibri militari della regione.
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