Dalla giovanissima Minzy che il pubblico ha conosciuto con le 2NE1 all’artista che è oggi: in questa intervista esclusiva con TGK World, Minzy ripercorre 17 anni di carriera, parla della pressione di crescere sotto gli occhi del pubblico, del significato del palco e della libertà di creare musica che la rappresenti davvero.
A volte crescere significa guardare indietro e rendersi conto di quanto fosse giovane la persona che eravamo.
Per Minzy, quel confronto passa inevitabilmente attraverso i suoi 15 anni, l’età in cui ha iniziato la sua carriera musicale. Oggi, dopo 17 anni nell’industria, guarda a quella ragazza con tenerezza e con una consapevolezza diversa.
«A 15 anni pensavo di dover essere matura e composta per la mia età. Guardandomi oggi, penso che 15 anni siano davvero pochissimi. Avrei potuto lasciar andare un po’ del peso che portavo sulle spalle, invece cercavo di portare tutto da sola. Penso che mi spezzerebbe un po’ il cuore guardarla oggi».
Quella ragazza e la Minzy di oggi probabilmente farebbero fatica a riconoscersi. Eppure, in qualche modo, continuano a convivere.
Minzy ha trascorso gran parte della propria adolescenza sotto i riflettori, in un ambiente in cui essere straordinaria era diventato parte della quotidianità. Per questo, lontano dal lavoro, ha cercato negli anni di costruirsi una vita il più possibile normale.
«Quando ho del tempo libero, cerco di trascorrerne il più possibile con le persone che contano davvero per me: la mia famiglia, i miei amici e il mio cane. Avere tempo lontano dal lavoro e stare accanto a persone che mi sostengono e mi amano incondizionatamente mi aiuta a rimanere con i piedi per terra».
E forse proprio quella normalità che non ha potuto vivere pienamente da adolescente rimane una delle cose che ancora immagina per sé.
«A volte mi chiedo come sarebbe la mia vita se avessi avuto un’esistenza completamente normale. Forse passerei più tempo a uscire tranquillamente con amici della mia età, incontrerei qualcuno di speciale e costruirei semplicemente una vita felice insieme. (ride)»
Crescere mentre tutti ti guardano
Iniziare una carriera così presto significa anche crescere mentre il pubblico costruisce un’immagine di te. Nel caso di Minzy, quell’immagine è rimasta fortemente legata alla giovane performer dai capelli corti e dalle esibizioni intense che il pubblico ha conosciuto anni fa.
«Ogni volta che mi espongo, che pubblichi nuova musica o salga su un palco, sento sempre la pressione di dover dimostrare di nuovo chi sono».
Una sensazione che, dopo 17 anni, può sembrare quasi paradossale.
«Ci sono momenti in cui penso: “Non ho già dimostrato abbastanza? Faccio questo da 17 anni. Devo davvero dimostrarlo ancora?”. Ma con il tempo le persone tendono a dimenticare un po’. (ride)»
Minzy riconosce di essere una persona perfezionista e ammette che queste aspettative possono diventare pesanti. Allo stesso tempo, però, le considera anche un segnale del fatto che le persone continuano a interessarsi al suo percorso.
Oggi vorrebbe utilizzare ciò che ha imparato per lasciare qualcosa alle generazioni future.
«Voglio usare ciò che mi è stato dato per avere un’influenza positiva sulla prossima generazione e, spero, trasmettere qualcosa di significativo attraverso ciò che ho imparato».
Il palco come luogo in cui tutto cambia
Fuori dal palco, Minzy si descrive come una persona energica ma tranquilla. Sul palco, invece, quella stessa energia assume una forma completamente diversa.
Per spiegarlo utilizza un paragone curioso: Spider-Man.
«È come Spider-Man. Vive una vita normale, ma nel momento in cui indossa il costume diventa qualcuno che esce e salva le persone. Per me il palco è il luogo in cui tutta quell’energia improvvisamente viene fuori».
La sua ispirazione nasce anche dai momenti in cui è lontana dalle luci.
Film, musei, mostre, la chiesa e il tempo trascorso con la famiglia sono alcuni degli spazi in cui ritrova energia e creatività.
Questa sensibilità è entrata anche nel suo nuovo progetto musicale. Durante la preparazione di “CALLING”, Minzy ha voluto inserire un elemento particolare nella coreografia: la lingua dei segni.
«Volevo mostrare che la danza può essere un modo per connettersi e comunicare con chiunque. Volevo creare musica che tutti potessero apprezzare».
L’obiettivo era permettere anche a chi vive la musica in modo diverso di poter percepire quella stessa gioia e quell’energia positiva che lei porta sul palco.
Ciò che le 2NE1 hanno costruito
Guardando ai primi anni della sua carriera, tra i ricordi più importanti per Minzy ci sono inevitabilmente quelli legati alle 2NE1.
La cantante considera ciò che il gruppo ha costruito insieme una delle parti più significative della sua vita, soprattutto perché all’epoca il K-Pop non aveva ancora la diffusione globale che conosciamo oggi.
«Eravamo uno dei gruppi che hanno contribuito a plasmare la seconda generazione del K-Pop».
Essere tra coloro che hanno dovuto affrontare per primi determinate sfide ha significato anche imparare insieme, crescere insieme e costruire qualcosa che all’epoca non aveva ancora una strada già tracciata.
«Attraversare quelle difficoltà insieme agli altri membri, crescere insieme e avere la sensazione di stare costruendo qualcosa insieme mi ha dato un incredibile senso di orgoglio e soddisfazione».
Ma non tutto ciò che Minzy ha lasciato indietro appartiene al passato.
I suoi genitori le hanno sempre ricordato una cosa: non dimenticare mai da dove è partita.
«Che sia nel modo in cui tratto le persone o nel modo in cui affronto il mio lavoro, ho sempre cercato di tenerlo a mente. Quando si tratta delle persone e delle cose che contano davvero per me, cerco di non perdere la sincerità e l’attenzione che avevo all’inizio».
Per Minzy, ricordare le proprie origini è diventato quasi un’abitudine.
Non dimostrare più, ma essere
C’è stato un momento in cui Minzy sentiva di dover continuamente trovare un punto d’incontro tra l’artista che il pubblico si aspettava e quella che sentiva di essere realmente.
Oggi quella necessità è cambiata.
«A un certo punto ho capito che non era questo ciò che contava di più. Mi sento veramente me stessa quando faccio musica che mi rende sinceramente felice, musica che posso davvero apprezzare e con cui posso entrare in connessione».
Non si tratta più, quindi, di dimostrare qualcosa.
«Preferisco semplicemente mostrare alle persone chi sono quando faccio ciò che amo davvero. Alla fine della giornata, sono semplicemente una persona che ama sinceramente la musica, e penso che sia questo il lato di me che voglio condividere maggiormente adesso».
E non sente nemmeno il bisogno che tutti la comprendano.
«Anche quando le persone guardano esattamente la stessa cosa, possono interpretarla in modi completamente diversi. Non sento quindi il bisogno che tutti mi capiscano».
Per lei, alcune persone semplicemente si trovano sulla stessa lunghezza d’onda.
E non hanno bisogno di spiegazioni.
La Minzy che resta quando il palco si spegne
Se un giorno non potesse più cantare o ballare professionalmente, c’è una parte di Minzy che non cambierebbe: la sua sincerità e la sua dedizione.
Da sempre sente il desiderio di fare qualcosa che possa aiutare gli altri. All’università aveva inizialmente fatto domanda per studiare assistenza sociale, prima di scegliere teologia.
«Se c’è qualcosa di me che rimane nelle persone, spero sia quel senso di calore che nasce dalla sincerità e dalla dedizione».
Anche lontano dal palco, sono i momenti più semplici a permetterle di ricaricarsi.
Dopo il lavoro, ama stare con la famiglia e gli amici. È soprattutto in quei momenti che riesce a sentirsi più spontanea.
«Sono così felice che riesco a essere completamente sulla stessa lunghezza d’onda di mio nipote. (ride)»
Quella semplicità, quella familiarità e quel senso di innocenza sono ciò che le restituiscono energia.
“CALLING” e il futuro
Se la sua carriera fosse una canzone invece di una linea temporale, oggi Minzy sceglierebbe proprio “CALLING”.
«Quando mi sento persa o non sono sicura della direzione da prendere, credo che la chiamata di qualcuno e quella che mi è stata affidata mi guideranno nuovamente verso il percorso che sono destinata a seguire».
Ma c’è qualcosa che non vuole perdere con il passare degli anni: la capacità di sognare.
«Non importa quanti anni avrò, voglio continuare a essere una persona che sogna».
Ogni volta che incontra uno di quei sogni lungo il percorso, spera di poter provare nuovamente quella sensazione di essere viva.
Guardando al futuro, Minzy non pensa necessariamente di dover diventare un’artista completamente diversa. Piuttosto, vuole spingersi oltre.
Ha raccontato di essere stata ispirata dalla storia di Michael Jackson e dal suo desiderio di superare persino le persone che ammirava.
«Voglio avere quella stessa fiducia in me stessa: credere di poter realizzare le cose che sogno, andare oltre persino le persone che ammiro e continuare a spingermi più avanti».
Il suo sogno è diventare una persona capace di creare e guidare qualcosa di potente, positivo e bello, quasi come l’energia di un supereroe.
Un messaggio ai fan italiani
E se oggi un fan italiano scoprisse Minzy per la prima volta, cosa vorrebbe che vedesse oltre il palco, la musica e tutto ciò che ha già mostrato?
La risposta torna al punto da cui è iniziata questa conversazione: la passione.
«Spero che le persone possano vedere che, anche dopo 17 anni, sono ancora una persona che ama la musica con la stessa passione e sincerità che avevo quando ho iniziato».
Nonostante il tempo passato, Minzy sente ancora lo stesso desiderio di creare una connessione autentica attraverso la musica.
«Sono un’artista che vuole davvero connettersi con le persone e condividere qualcosa di reale attraverso la propria musica».
Dopo 17 anni, forse è proprio questa la parte di Minzy che non è mai cambiata.