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Lee Jae Myung punta sui giovani: il governo svela in anticipo il maxi piano da 43,3 trilioni di won

Per la prima volta nella storia dei governi sudcoreani, una parte delle politiche giovanili è stata presentata al pubblico prima dell’annuncio ufficiale della legge di bilancio. Il presidente Lee Jae Myung ha scelto un formato insolito, quello di un vero e proprio “unboxing”, per illustrare alcune delle misure previste per il 2027 e raccogliere direttamente le opinioni dei giovani.

Il 28 agosto, alla Casa Blu, si è tenuto l’evento “Youth Budget Unboxing 2027”, durante il quale il governo ha annunciato l’intenzione di portare il budget destinato alle politiche giovanili a 43,3 trilioni di won, circa 27 miliardi di euro. Si tratta di un aumento del 53,5% rispetto all’anno precedente, descritto dall’amministrazione come il più grande stanziamento mai previsto per questo settore.

L’obiettivo dell’iniziativa non è soltanto presentare le nuove misure, ma verificarne l’effettiva utilità prima che vengano formalizzate. Il governo vuole infatti capire se le politiche elaborate a livello istituzionale corrispondano realmente alle necessità delle nuove generazioni e lasciare spazio alle osservazioni dei diretti interessati.

A differenza delle tradizionali presentazioni governative, inoltre, questa volta non sono stati soltanto i ministri a illustrare i provvedimenti. A spiegare concretamente le nuove politiche sono stati anche i funzionari che hanno partecipato alla loro progettazione.

Lee Jae Myung ha sottolineato proprio l’importanza di questo approccio, osservando che politici e funzionari di generazioni più anziane possono avere difficoltà a comprendere pienamente le esigenze dei giovani. «Dobbiamo chiederci se le politiche giovanili siano davvero nate dalle necessità dei giovani o se siano state progettate secondo la comodità del governo», ha dichiarato il presidente.

Tra gli esempi presentati durante l’evento figura anche una stima particolarmente significativa. Per un giovane nato in una delle aree che beneficiano delle misure di sostegno territoriale e appartenente a una famiglia con un reddito pari o inferiore al 100% del reddito mediano nazionale, il primo figlio potrebbe ricevere, considerando tutte le agevolazioni previste, un beneficio complessivo stimato fino a 195,82 milioni di won entro i 34 anni.

L’iniziativa arriva però in un momento delicato per il rapporto tra il governo e l’elettorato più giovane. Negli ultimi mesi, infatti, il sostegno a Lee Jae Myung tra le fasce più giovani della popolazione ha registrato un calo significativo.

Secondo un sondaggio di Gallup Korea, condotto dal 25 al 27 agosto su 1.001 elettori maggiorenni e pubblicato il 28 agosto, il 42% degli intervistati ha espresso una valutazione positiva dell’operato presidenziale, mentre il 50% ha espresso un giudizio negativo. Rispetto alla settimana precedente, il consenso è diminuito di 3 punti percentuali, mentre il dissenso è aumentato di 5 punti.

Il dato è ancora più marcato tra i giovani. Tra gli elettori tra i 18 e i 29 anni, il consenso nei confronti del presidente si è fermato al 31%, mentre nella fascia tra i 30 e i 39 anni è arrivato al 35%. Si tratta delle percentuali più basse registrate tra tutte le fasce d’età.

Il confronto con i dati raccolti poco dopo l’insediamento di Lee è significativo: nel giugno dello scorso anno il consenso tra i 18 e i 29 anni era al 53%, mentre tra i trentenni raggiungeva il 65%. Il calo è quindi rispettivamente di 22 e 30 punti percentuali.

A pesare sul rapporto con una parte dell’elettorato giovane ci sono anche le recenti discussioni sulla sicurezza e sulla riforma del sistema investigativo. In particolare, alcune vicende di cronaca che hanno coinvolto la polizia hanno alimentato interrogativi sulla capacità delle autorità di gestire i casi di persone scomparse e garantire adeguati livelli di sicurezza.

Lo stesso Lee Jae Myung ha affrontato il problema durante una riunione del Consiglio dei ministri il 25 agosto, parlando di una situazione seria legata alla disciplina interna della polizia e alla responsabilità nel garantire la sicurezza pubblica. Il presidente ha quindi ordinato la creazione di un organismo dedicato alla riforma della polizia.

Il tema della riforma investigativa sembra inoltre avere una particolare rilevanza tra i giovani. In un precedente sondaggio di Gallup Korea, soltanto il 10% degli intervistati tra i 18 e i 29 anni e il 15% dei trentenni aveva giudicato positivamente l’abolizione del potere della procura di condurre indagini supplementari, contro il 27% registrato nella popolazione complessiva.

È in questo scenario che l’amministrazione Lee sta cercando di rafforzare il dialogo con le nuove generazioni. L’evento alla Casa Blu non rappresenta quindi soltanto una nuova modalità di comunicazione delle politiche pubbliche, ma anche un tentativo di riportare il governo più vicino a una fascia di elettorato che negli ultimi mesi ha mostrato una crescente distanza.

Il presidente aveva già incontrato esperti di politiche giovanili il 14 agosto, convocando alla Casa Blu una riunione dedicata a una “svolta nelle politiche per i giovani”. Con il nuovo appuntamento, l’amministrazione ha scelto di fare un ulteriore passo: presentare le misure prima ancora che il bilancio venga ufficialmente svelato e chiedere ai giovani se siano davvero quelle di cui hanno bisogno.

La sfida, ora, sarà capire se i 43,3 trilioni di won annunciati per il 2027 riusciranno non soltanto a tradursi in interventi concreti, ma anche a ricostruire la fiducia di una generazione che, almeno secondo gli ultimi sondaggi, sembra essersi progressivamente allontanata dal presidente.

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