La ricorrenza, conosciuta come National Foundation Day, affonda le proprie radici nel mito di Dangun e nella fondazione tradizionale di Gojoseon. Una storia che nel tempo è diventata parte dell’identità nazionale coreana
Il 3 ottobre in Corea del Sud si celebra il Gaecheonjeol (개천절), conosciuto a livello internazionale come National Foundation Day, la giornata nazionale dedicata alla fondazione della Corea. È una delle ricorrenze ufficiali del Paese e rappresenta un momento in cui storia, mito e identità nazionale si incontrano.
La festa è legata alla fondazione di Gojoseon, considerato nella tradizione coreana il primo regno della penisola, e alla figura di Dangun Wanggeom, il leggendario fondatore. Secondo il racconto tradizionale, Gojoseon sarebbe stato fondato nel 2333 a.C.. Si tratta però di una data appartenente alla tradizione mitologica e non di una datazione storica documentata: proprio la distinzione tra racconto fondativo e ricostruzione storica è essenziale per comprendere il significato della ricorrenza.
Il mito di Dangun e l’“apertura del cielo”
Il termine Gaecheonjeol può essere tradotto come “giorno dell’apertura del cielo”. Il riferimento è alla leggenda di Hwanung, figlio del dio celeste Hwanin, che secondo il mito sarebbe sceso dal cielo sulla Terra per vivere tra gli esseri umani.
Il racconto prosegue con l’incontro tra Hwanung, una tigre e un’orsa, entrambe desiderose di diventare umane. Le due creature ricevono una prova: devono rimanere in una grotta per cento giorni nutrendosi soltanto di aglio e artemisia e senza esporsi alla luce del sole.
La tigre abbandona la prova, mentre l’orsa riesce a portarla a termine e si trasforma in una donna, Ungnyeo. Dalla sua unione con Hwanung nasce Dangun, destinato, secondo la leggenda, a fondare Gojoseon.
È una delle narrazioni più conosciute della tradizione coreana e costituisce il nucleo simbolico della festività del 3 ottobre. Il National Folk Museum of Korea descrive il Gaecheonjeol proprio come la festività nazionale che commemora la fondazione di Gojoseon da parte di Dangun.
Gojoseon e la nascita simbolica della Corea
Gojoseon non deve essere confuso con la dinastia Joseon, che governò la penisola molti secoli più tardi, dal XIV al XIX secolo. Il prefisso “Go”, che significa “antico”, viene utilizzato per distinguere il regno tradizionalmente associato a Dangun dalla successiva dinastia Joseon.
La figura di Dangun, nel corso dei secoli, ha assunto un significato che va oltre il semplice racconto mitologico. La sua storia è stata utilizzata per rappresentare l’idea di un’origine comune del popolo coreano e di una continuità storica molto antica.
La tradizione di Dangun ha infatti avuto una particolare importanza anche nei periodi più recenti della storia della penisola. Durante il periodo della dominazione giapponese, il mito venne collegato al rafforzamento della coscienza nazionale e alla ricerca di una storia comune. Secondo le fonti storiche sudcoreane, il movimento religioso Daejonggyo iniziò a celebrare il 3 ottobre come Gaecheonjeol all’inizio del XX secolo, mentre nel 1919 il Governo provvisorio della Repubblica di Corea lo riconobbe come festa nazionale.
Da celebrazione tradizionale a festività nazionale
La ricorrenza non nacque quindi nella forma attuale come una semplice festa statale. La sua trasformazione è legata anche alla storia politica e culturale della Corea del XX secolo.
Nel 1919, anno del Movimento del 1° marzo contro il dominio coloniale giapponese, il Governo provvisorio coreano riconobbe il Gaecheonjeol come giornata nazionale. Dopo la nascita della Repubblica di Corea, la festività venne mantenuta e nel 1949 la data fu fissata secondo il calendario solare: il 3 ottobre. In precedenza, infatti, la ricorrenza era legata al 3 ottobre del calendario lunare.
La scelta di conservare la festività nel calendario nazionale mostra come il racconto di Dangun sia progressivamente diventato parte di una memoria collettiva più ampia, non limitata alla dimensione religiosa o mitologica.
Il significato di Hongik Ingan
Al mito di Dangun è inoltre associato il concetto di Hongik Ingan (홍익인간), generalmente tradotto come “beneficiare ampiamente l’umanità”.
L’espressione rappresenta uno degli elementi simbolici legati alla narrazione delle origini della Corea e viene richiamata nelle celebrazioni ufficiali del Gaecheonjeol. Nel corso degli anni, le cerimonie nazionali hanno utilizzato questo principio come riferimento ideale per collegare la tradizione delle origini con la società contemporanea.
Il suo significato, quindi, non riguarda soltanto la fondazione di uno Stato antico, ma anche l’idea di una società orientata al bene collettivo.
Una festa che continua nella Corea contemporanea
Oggi il Gaecheonjeol è una festività nazionale della Corea del Sud. Il 3 ottobre vengono organizzate cerimonie ufficiali e iniziative culturali, mentre la ricorrenza viene ricordata anche dalle rappresentanze diplomatiche coreane all’estero.
Nel 2026 il 3 ottobre cade di sabato e il 5 ottobre è previsto come giorno festivo sostitutivo. La festività continua così a essere parte del calendario civile del Paese, accanto ad altre ricorrenze nazionali come il Gwangbokjeol, che celebra la liberazione dal dominio coloniale giapponese, e l’Hangeulnal, dedicato alla scrittura coreana.
Anche oggi, dunque, il Gaecheonjeol conserva una funzione che va oltre la celebrazione di un evento collocato, secondo la tradizione, oltre quattromila anni fa. La figura di Dangun e la fondazione di Gojoseon appartengono al patrimonio mitologico coreano, ma il modo in cui questo racconto è stato trasmesso e reinterpretato nel tempo racconta una parte importante della storia della Corea stessa.
Dal mito delle origini alla costruzione della memoria nazionale, il 3 ottobre rappresenta così una delle giornate in cui la Corea del Sud guarda al proprio passato per definire il significato della propria identità nel presente.