⚡ BREAKINGIVE, il coraggio di cambiare senza perdersi: l’intervista esclusiva a TGKWORLD·Weibo Vision Conference 2026: Pursuit of Jade e The Lead sono i drama dell’anno. Tutti i vincitori·Addio allo storico Bird Studio: in avvio la demolizione del leggendario atelier di Akira Toriyama·Rakuten Viki svela le novità di novembre: “What a Boss Wants” guida una lineup tra K-drama, romance e thriller·Corea del Nord accusata del più grande furto di criptovalute della storia·⚡ BREAKINGIVE, il coraggio di cambiare senza perdersi: l’intervista esclusiva a TGKWORLD·Weibo Vision Conference 2026: Pursuit of Jade e The Lead sono i drama dell’anno. Tutti i vincitori·Addio allo storico Bird Studio: in avvio la demolizione del leggendario atelier di Akira Toriyama·Rakuten Viki svela le novità di novembre: “What a Boss Wants” guida una lineup tra K-drama, romance e thriller·Corea del Nord accusata del più grande furto di criptovalute della storia·

📰 Attualità Attualità · Interviste · K-Pop · News

IVE, il coraggio di cambiare senza perdersi: l’intervista esclusiva a TGKWORLD

Dal significato del loro nome alla ricerca di una nuova identità musicale, passando per le fragilità della scrittura, il rapporto con i fan e il desiderio di continuare a reinventarsi. Gaeul, An Yujin, Rei, Jang Wonyoung, Liz e Leeseo si raccontano in un’intervista scritta esclusiva a TGKWORLD, ripercorrendo il cammino che le ha trasformate da sei individualità in una delle voci riconoscibili del K-pop contemporaneo.

Con il lancio del loro 5° EP, Looks Can Kill, le IVE riconfermano un principio fondamentale: il successo è una risposta che arriva dagli altri, mentre l’identità è una domanda alla quale non si smette mai di rispondere.

Quando le IVE hanno debuttato nel 2021, il loro nome conteneva già una dichiarazione d’intenti. I HAVE, «io ho»: due parole che racchiudevano l’idea di riconoscere il proprio valore senza dover attendere l’approvazione di qualcun altro.

Era una promessa di sicurezza, individualità e consapevolezza. Una promessa particolarmente ambiziosa per sei ragazze che stavano appena cominciando a costruire il proprio posto nell’industria musicale.

Quasi cinque anni dopo, quella stessa dichiarazione assume un significato differente.

Photo Credit: Starship Entertainment

Nel frattempo sono arrivate canzoni capaci di definire un’identità artistica, nuove sperimentazioni, tournée internazionali e occasioni per esprimersi anche individualmente. Ma soprattutto è cambiato il modo in cui le componenti delle IVE guardano a se stesse.

Perché esiste una differenza tra presentarsi al mondo con sicurezza e imparare, attraverso l’esperienza, da dove quella sicurezza provenga.

È proprio da questa distanza, quella tra ciò che si dichiara di essere e ciò che si scopre diventando adulte, che prende forma la conversazione esclusiva con TGKWORLD.

«Abbiamo imparato a comprendere meglio chi siamo»

Per Gaeul, il tempo non ha cambiato il significato del nome IVE. Lo ha reso più concreto.

«Credo che i nostri colori individuali siano diventati molto più definiti nel corso del tempo. Rispetto a quando abbiamo debuttato, oggi comprendiamo meglio chi siamo e che cosa vogliamo esprimere come IVE», racconta.

«In questo senso, penso che siamo cresciute avvicinandoci ancora di più al significato del nostro nome. Abbiamo imparato a valorizzare i nostri punti di forza individuali, riuscendo allo stesso tempo a unirli come gruppo».

Nelle sue parole emerge uno degli aspetti più interessanti della crescita delle IVE: l’individualità non viene considerata qualcosa da sacrificare per raggiungere un’identità collettiva.

Al contrario, è proprio attraverso le differenze che il gruppo sembra aver trovato il proprio equilibrio.

Photo Credit: Starship Entertainment

È un concetto che ritorna quando chiediamo a Gaeul come le diverse personalità influenzino il processo creativo.

«Abbiamo tutte personalità e qualità differenti, per questo ognuna porta una prospettiva diversa quando lavoriamo a qualcosa di nuovo. Con il tempo abbiamo imparato a comprenderci e a sostenerci, e questo ci permette di sviluppare le idee delle altre».

Poi aggiunge un dettaglio che racconta il loro rapporto professionale meglio di qualsiasi definizione:

«Anche se affrontiamo le cose in modi diversi, lavoriamo tutte per lo stesso obiettivo».

L’unità delle IVE, dunque, non nasce dall’essere identiche. Nasce dall’aver imparato a riconoscere il valore delle proprie differenze.

Il suono delle IVE non è un genere musicale. È un modo di raccontarsi

Da ELEVEN a LOVE DIVE, fino a I AM, le IVE hanno attraversato sonorità e immaginari differenti, mantenendo una riconoscibilità che non dipende esclusivamente dal genere musicale.

Ma che cosa rende davvero una canzone immediatamente identificabile come parte del loro universo?

Per An Yujin, la risposta non si trova in una formula sonora.

«Penso che l’identità delle IVE nasca dalla sicurezza che portiamo nella nostra musica e dai colori unici che ognuna di noi aggiunge. Anche quando esploriamo generi e concept differenti, vogliamo esprimerci a modo nostro».

È una distinzione importante. Essere riconoscibili non significa necessariamente ripetere ciò che ha già funzionato.

Significa trovare un punto di continuità anche quando cambia tutto il resto.

Questa filosofia attraversa anche Looks Can Kill, il nuovo EP attraverso il quale il gruppo esplora un’immagine più articolata, passando da atmosfere potenti e audaci ad altre più oscure e sognanti.

«Con Looks Can Kill abbiamo potuto mostrare lati differenti delle IVE, da quelli più forti e decisi a quelli più dark e sognanti, continuando però a essere fedeli a noi stesse», spiega Yujin.

«Penso che sia proprio questo equilibrio, tra sperimentare cose nuove e rimanere fedeli alla nostra identità, a rendere la nostra musica distintamente IVE».

Il nuovo progetto introduce anche il concept girl hero, un immaginario che offre alle componenti l’opportunità di confrontarsi con personaggi, interpretazioni e linguaggi performativi differenti.

Photo Credit: Starship Entertainment

Per An Yujin, l’entusiasmo risiede soprattutto nella possibilità di esplorare qualcosa che il pubblico non ha ancora visto.

«Con ogni album vogliamo provare qualcosa di nuovo e mostrare aspetti di noi che le persone potrebbero non conoscere ancora. Il concept girl hero è stato particolarmente divertente perché ci ha offerto un modo diverso per esprimere la nostra sicurezza e interpretare personaggi differenti».

Non si tratta, quindi, soltanto di cambiare immagine.

Il punto è capire quante sfumature possa contenere un’identità artistica prima ancora di averle esplorate tutte.

Ed è proprio questa curiosità a impedire che il concetto di sicurezza, così centrale nella musica delle IVE, diventi una formula immobile.

Quando sei voci imparano a raccontare anche le proprie fragilità

C’è però un’altra dimensione della crescita artistica che merita attenzione.

È quella che emerge quando un’interprete non si limita più a dare voce a una canzone, ma comincia a chiedersi quali parole desideri pronunciare davvero.

Con REVIVE+, le componenti delle IVE hanno avuto l’opportunità di esplorare la propria identità musicale anche attraverso brani solisti.

Photo Credit: Starship Entertainment

Un’esperienza che, per Leeseo, ha rappresentato qualcosa di più di un semplice progetto individuale.

«Preparare i nostri brani solisti ha dato a ciascuna di noi la possibilità di esprimersi in maniera più diretta. Ho imparato molto sul mio stile personale, soprattutto contribuendo alla scrittura dei testi e sperimentando nuove possibilità nelle performance».

Ma la scoperta, racconta, non è stata soltanto personale.

«È stato significativo vedere i colori differenti che ognuna ha portato nella propria canzone. Attraverso questa esperienza penso che abbiamo imparato a comprenderci e ad apprezzarci ancora di più».

È un passaggio interessante: lavorare da sole ha permesso loro di comprendere meglio anche il valore dell’essere insieme.

Se Leeseo descrive la libertà della sperimentazione, Liz ci accompagna invece in una dimensione più intima del processo creativo.

Alla domanda su dove nasca l’ispirazione quando scrive musica, la cantante non parte da una certezza. Parte da un dubbio.

«Quando ho iniziato a scrivere testi ero nervosa, perché non ero sicura di essere in grado di farlo bene. Ma ho deciso di considerarla un’opportunità per mettermi alla prova».

È una confessione semplice, ma significativa all’interno dell’immaginario di un gruppo che ha fatto della sicurezza uno dei propri tratti distintivi.

Perché avere fiducia in se stesse non significa necessariamente non avere paura.

A volte significa scegliere di fare qualcosa proprio mentre si teme di non esserne capaci.

Nel caso di Liz, quel percorso ha trovato un’espressione particolarmente personale in Thank U.

Photo Credit: Starship Entertainment

«Quando ho scritto Thank U, mi sono ispirata ai sentimenti che provo per le altre componenti e a ciò che desideravo dire loro. Vedere quanto abbiano apprezzato il testo mi ha resa felice».

Il valore della scrittura, in quel momento, non era legato soltanto al risultato musicale.

Era nella possibilità di trasformare qualcosa di personale in parole che un’altra persona potesse ricevere.

«Mi ha fatto capire quanto possa essere significativo trasformare i propri sentimenti in musica. Spero di continuare a esplorare nuovi modi per esprimermi attraverso i testi».

In queste parole emerge una sfumatura della maturità artistica che spesso rischia di passare in secondo piano nel racconto del K-pop: la possibilità di costruire una voce autoriale, oltre che interpretativa.

E forse uno degli aspetti più affascinanti della crescita delle IVE risiede proprio qui.

Nell’imparare che essere forti non significa necessariamente mostrarsi invulnerabili.

Una canzone non appartiene mai soltanto a chi la canta

Se la scrittura permette di dare forma ai sentimenti, il palco può trasformare il significato di una canzone già conosciuta.

Lo racconta Jang Wonyoung quando le chiediamo se esista un brano del repertorio delle IVE al quale oggi si senta legata in maniera diversa rispetto al momento della registrazione.

La sua scelta ricade su BANG BANG.

Photo Credit: Starship Entertainment

«Amavo già questa canzone quando l’abbiamo registrata, ma eseguirla dal vivo l’ha resa ancora più significativa per me».

Il motivo è il rapporto con il pubblico.

«Vedere le reazioni delle persone e condividere quell’energia con loro mi ha fatto apprezzare il brano in modo nuovo. È speciale scoprire come una canzone possa diventare ancora più significativa quando la viviamo insieme ai fan».

La riflessione di Jang Wonyoung tocca qualcosa che va oltre il singolo brano.

Una canzone, una volta pubblicata, comincia a esistere anche nelle esperienze di chi l’ascolta. Può accompagnare un ricordo, assumere un significato inatteso o trasformarsi attraverso un’esibizione dal vivo.

E quando torna sul palco, davanti a migliaia di persone, non è più esattamente la stessa che era stata registrata in studio.

È un’esperienza che Rei conosce bene.

Attraverso il tour SHOW WHAT I AM, le IVE hanno incontrato fan provenienti da culture e contesti differenti, confrontandosi direttamente con la capacità della musica di superare le barriere linguistiche.

«Vedere i nostri fan divertirsi sinceramente durante le esibizioni mi ricorda sempre perché ho voluto diventare un’artista», racconta Rei.

«Attraverso il tour mondiale abbiamo avuto la possibilità di incontrare DIVE provenienti da realtà diverse e condividere tantissimi momenti significativi. È incredibile vedere come la musica riesca a unire le persone indipendentemente dalla lingua o dalla cultura».

Photo Credit: Starship Entertainment

Ma è soprattutto un altro pensiero a guidare il suo modo di vivere ogni concerto.

«Sapere che ogni esibizione potrebbe essere la prima volta in cui qualcuno ci vede dal vivo mi motiva a dare il massimo e a creare ricordi indimenticabili con i nostri fan».

È una prospettiva che cambia il significato stesso della performance.

Per chi sale sul palco, una canzone può essere stata eseguita decine di volte. Per qualcuno tra il pubblico, invece, potrebbe essere un momento atteso per anni.

Due esperienze profondamente diverse che, per la durata di una canzone, finiscono per coincidere.

Il futuro delle IVE? Continuare a esplorare ciò che ancora non conoscono

Dopo anni di attività, una delle sfide più complesse per un gruppo affermato è continuare a evolversi senza perdere ciò che lo rende riconoscibile.

Per le IVE, tuttavia, il desiderio di sperimentare sembra essere parte integrante della loro identità.

Quando chiediamo a Rei quali territori musicali o creativi vorrebbe ancora esplorare, la sua risposta lascia aperte numerose possibilità.

«Mi piacerebbe continuare a sperimentare stili musicali differenti ed esprimere nuovi lati di me stessa attraverso la musica. Le esperienze che ho fatto lavorando in contesti musicali diversi mi hanno resa più aperta a provare cose nuove».

E parlando del futuro del gruppo aggiunge:

«Spero che come IVE potremo continuare a metterci alla prova con nuovi suoni, concept e performance, trovando nuovi modi per esprimere i nostri colori individuali e crescere insieme».

Photo Credit: Starship Entertainment

Non emerge il desiderio di trovare una versione definitiva delle IVE.

Al contrario, la loro idea di futuro sembra basarsi sulla possibilità che esistano ancora aspetti di se stesse da scoprire.

Dall’altra parte del mondo: quale canzone sceglierebbero le IVE per presentarsi all’Italia?

Per concludere la nostra intervista abbiamo chiesto alle sei componenti di immaginare un incontro particolare: quello con una persona in Italia che non abbia mai ascoltato la loro musica.

Una sola canzone a disposizione per raccontare chi sono.

Le risposte offrono un piccolo ritratto delle diverse sensibilità che convivono nel gruppo.

An Yujin sceglie I AM, perché ritiene che il brano rappresenti perfettamente quella sicurezza che è diventata uno dei tratti distintivi delle IVE.

Anche Gaeul sceglie I AM, definendola una canzone che racchiude il cuore dell’identità del gruppo e che riesce sempre a trasmetterle energia positiva.

Liz condivide la stessa scelta, sottolineando la forza e la sicurezza espresse non soltanto dal messaggio, ma anche dal suono e dalle parti vocali.

Per Leeseo, I AM possiede invece una dimensione epica, capace di rappresentare l’audacia e la determinazione del gruppo.

Jang Wonyoung preferisce LOVE DIVE, perché considera il suo messaggio di amore verso se stessi particolarmente rappresentativo dell’universo artistico delle IVE.

Rei, infine, sceglie ATTITUDE, un brano al quale si sente particolarmente legata e che, durante le promozioni, le ha permesso di esprimere pienamente la propria personalità sul palco.

La cantante ricorda con affetto anche il soprannome Pokjoogini, ovvero Rampaging Guinea Pig, che i fan le hanno attribuito proprio grazie a quella performance.

Quattro componenti su sei scelgono dunque I AM.

Photo Credit: Starship Entertainment

Un risultato che, pur nelle differenti motivazioni personali, sembra riportare la conversazione al punto da cui era cominciata.

Alla centralità della fiducia in se stesse.

Ma c’è una differenza importante tra la sicurezza raccontata attraverso una canzone e quella che nasce dalle esperienze vissute.

Ed è proprio questa distanza a rendere oggi più interessante il percorso delle IVE.

Non è soltanto una questione di sapere chi si è

Nel corso della nostra intervista, le sei componenti tornano più volte su alcuni concetti: identità, individualità, fiducia, scoperta, crescita.

Sono parole che appartengono da sempre al linguaggio delle IVE, ma che sembrano aver acquisito un significato più profondo attraverso la loro esperienza.

Photo Credit: Starship Entertainment

Gaeul parla della capacità di comprendersi meglio. An Yujin della libertà di esplorare nuove direzioni senza perdere la propria essenza. Leeseo della scoperta di una voce individuale. Liz del coraggio di scrivere nonostante l’incertezza. Jang Wonyoung della trasformazione che avviene quando una canzone incontra il pubblico. Rei del desiderio di continuare a imparare attraverso la musica e le persone.

Sei prospettive diverse, accomunate da una consapevolezza: l’identità non è qualcosa che si definisce una volta per tutte.

E forse è questo il significato più interessante che il nome IVE ha assunto quasi cinque anni dopo il debutto.

All’inizio c’era I HAVE: una dichiarazione di ciò che ciascuna possedeva già dentro di sé.

Oggi, ascoltando le loro risposte, emerge qualcosa di complementare. Non soltanto ciò che hanno, ma ciò che stanno ancora imparando a diventare.

Perché il vero coraggio non consiste necessariamente nel sapere sempre chi si è.

A volte consiste nell’accettare che la risposta possa cambiare.

E continuare, nonostante tutto, a riconoscersi.

Intervista scritta esclusiva realizzata da TGKWORLD nell’ottobre 2026. Le dichiarazioni delle IVE sono state tradotte dall’inglese all’italiano, preservandone il significato originale.