A dieci anni dal suo debutto, abbiamo parlato con HONGSEOK del suo percorso come attore, della crescita che ha vissuto nel corso degli anni e dei personaggi che gli hanno permesso di scoprire nuovi lati di sé. Tra dubbi, ambizioni e il profondo legame con i fan, HONGSEOK racconta anche cosa significhi oggi per lui avere successo e quale persona vorrebbe continuare a essere in futuro.
Se ripensi a Hongseok agli inizi della sua carriera come attore e a Hongseok oggi, qual è la differenza più grande che senti di aver maturato?
Penso che la differenza più grande riguardi la mia avventatezza e il mio coraggio.
Quando ho iniziato a recitare ero avventato e non avevo paura di nulla. Ero pieno di sicurezza e convinto di poter mostrare qualsiasi emozione. Hahah.
Ma sono già passati dieci anni da quando ho iniziato a recitare. Sono diventato più umile e sento ancora di più i miei limiti.
A volte mi tornano in mente quei momenti di avventatezza di quando ho iniziato a recitare. Ci sono stati momenti in cui proprio quella mia avventatezza brillava.
Finora hai mostrato molti lati diversi di te sul palco e davanti alla macchina da presa. Ma quando tutto si ferma e torni semplicemente a essere Hongseok, non “l’attore Hongseok”, cosa ti fa sentire più te stesso?
È davvero una domanda difficile. Ho sempre pensato che persino i piccoli aspetti della mia quotidianità finiscano per riflettersi nella mia immagine di personaggio pubblico.
Sono le abitudini a creare una persona e, alla fine, quel lato di noi viene mostrato al pubblico attraverso la macchina da presa.
La risposta che sto dando potrebbe non essere quella giusta. Tuttavia, è quando mi alleno che mi sento più me stesso.
Perché è il momento in cui posso allontanarmi dagli sguardi e dai pensieri degli altri e concentrarmi completamente su me stesso.
Per questo mi piace allenarmi.

Gli attori dedicano molto tempo a comprendere i personaggi che interpretano. Ti è mai capitato, al contrario, di scoprire un nuovo lato di te stesso proprio nel processo di comprensione di un personaggio?
Sì, è successo.
Anche se non è ancora stato reso pubblico, interpretando il personaggio di “Ji Seong-jun” in “Aquaman” ho scoperto un nuovo lato di me stesso.
Era un personaggio per il quale mi ero preoccupato molto fin dalla fase di preparazione. Durante lo sviluppo della storia nasconde moltissime emozioni: non può permettere agli altri di accorgersene, ma allo stesso tempo deve riuscire a mostrarle agli spettatori.
Verso la parte finale della storia, gli spettatori dovevano arrivare a immedesimarsi nelle emozioni di Ji Seong-jun. Ero quindi molto preoccupato di riuscire a esprimere la solitudine e l’isolamento di Ji Seong-jun.
Tuttavia, quando a un certo punto mi sono reso conto che io stesso ero già diventato Ji Seong-jun, ho scoperto una sensazione di catarsi e qualcosa di nuovo che non riesco nemmeno a spiegare.
C’è stato un momento che all’epoca ti sembrava insignificante, ma che, guardandoti indietro, ha cambiato il tuo modo di pensare o la direzione che volevi seguire come attore?
Potrebbe essere una risposta estremamente personale.
Mi chiedo decine di volte al giorno se sto facendo bene.
Mi domando se questa sia la strada giusta, se continuando a percorrerla, dopo aver attraversato un’oscurità in cui non riesco a vedere nemmeno un raggio di luce, riuscirò finalmente a scorgere una piccola luce.
Mi chiedo spesso se non dovrei voltarmi già adesso e prendere un’altra strada.
Ma arrivato alla fine di questi pensieri, mi rendo conto che sono qui a rispondere a questa intervista e che sto ancora andando avanti come attore.
Non c’è stato un momento particolare che abbia cambiato la direzione o il modo in cui penso al mio percorso da attore. Tuttavia, tra tutte queste domande e questi dubbi, mi capita di scoprire che continuo a percorrere con fermezza la mia strada.
A volte si può arrivare a sentirsi completamente un tutt’uno con il proprio personaggio, mentre altre volte può essere necessario più tempo per avvicinarsi a quella persona. Quando fai fatica a comprendere un personaggio, cosa ti aiuta maggiormente a ritrovare la connessione con lui?
Penso che sia il tempo.
Più tempo trascorro nei panni di quel personaggio e più le persone e l’ambiente intorno a me mi identificano con lui, più finisco per immergermi completamente nel personaggio.
Ci sono anche altri metodi, come leggere più volte la sceneggiatura o cercare di immergersi ancora di più nel personaggio, ma non si può battere la forza che ha il tempo.
Tra gli aspetti di Hongseok che i fan difficilmente riescono a conoscere attraverso i tuoi lavori o sul palco, ce n’è uno che vorresti assolutamente far conoscere loro?
Sono una persona molto più trasparente e sincera di quanto si possa pensare e tengo molto alla coerenza.
Cerco di ridurre al minimo la differenza tra il mio “ON” e il mio “OFF” e vorrei avvicinarmi maggiormente al pubblico mostrando il mio lato più autentico, quello di Hongseok come persona.
Per questo, probabilmente, non ci sono molti lati di me che i fan fanno fatica a conoscere. Hahah.
Ah, se ce n’è uno, ultimamente mi sto divertendo molto a cucinare a casa e lo faccio spesso.
Nel tuo percorso ci saranno stati momenti di grande sicurezza e altri in cui la fiducia in te stesso ha vacillato. Cosa ti dà la forza per andare avanti quando attraversi un periodo difficile?
È vero. Ci sono stati momenti in cui la mia sicurezza arrivava alle stelle, ma anche molti momenti in cui le mie certezze vacillavano.
Nonostante tutto, ciò che mi ha dato la forza di continuare ad andare avanti è stata la fiducia in me stesso.
Siamo circondati da tantissime persone. Soprattutto in un mondo come quello di oggi, in cui i social network sono così presenti, i giudizi degli altri possono a volte essere molto duri.
Credo che l’unico modo per proteggere sé stessi in mezzo a tutto questo sia avere fiducia in sé stessi.
Credo che, prima di tutto, dobbiamo essere noi a credere in noi stessi perché anche gli altri inizieranno a guardarci in modo diverso.
Io credo in me stesso.
Di solito si parla di successo in termini di numeri, riconoscimento da parte del pubblico o risultati ottenuti con i progetti a cui si è preso parte. Cosa significa invece “successo” per Hongseok oggi?
Sono d’accordo. Anch’io penso che normalmente il successo venga descritto attraverso numeri, risultati o riconoscimento da parte del pubblico.
Ma per me, oggi, il “successo” significa più che altro soddisfazione personale, piuttosto che una determinata cifra o un numero.
Sono migliorato rispetto a ieri?
Se riesco a rispondere con orgoglio a questa domanda, allora penso di essere ogni giorno più vicino al successo.
Non c’è dubbio che il denaro e la fama siano risultati concreti e tangibili, ma io voglio inseguire i miei ideali. Credo che, quando arriverà il momento in cui riuscirò a realizzarli, anche i numeri e i risultati arriveranno di conseguenza.
C’è qualcosa che hai imparato dai fan e che ancora oggi porti nel cuore? Se c’è stato un messaggio, una reazione o un piccolo momento che ti ha fatto capire quanto il tuo lavoro possa significare per qualcuno, vorresti raccontarcelo?
Quest’anno sono passati dieci anni dal mio debutto.
Durante questi dieci anni mi sono sempre chiesto: “Perché mi amano?”.
Ma a un certo punto il motivo ha smesso di essere importante.
Più che capire il perché, ho iniziato a sentire che fosse più importante ricambiare quell’amore. I fan continuano a sostenermi e ad amarmi, ovunque e in qualsiasi momento.
Un giorno, in un momento in cui mi sentivo solo e stavo attraversando un periodo difficile, sono entrato su Weverse, la piattaforma di comunicazione con i fan.
I fan continuavano ad amarmi e a sostenermi come sempre.
In quel momento ho deciso che dovevo dimostrare qualcosa: che la loro scelta e il loro amore per me non fossero stati un errore.
Anche quando mi sentivo così appesantito da voler arrendermi, i fan continuavano a credere in me e ad aspettarmi.
Voglio ricambiare quella fiducia.
Così come so quanto la mia presenza significhi per loro, voglio far sapere loro quanto anche la loro esistenza significhi per me.
Se potessi conservare per sempre uno dei momenti vissuti finora e tornare indietro nel tempo per riviverlo, quale sceglieresti?
Il momento del mio debutto.
Vorrei poter rivivere ancora una volta quel momento così prezioso.
Anche continuando a crescere come attore e a mostrare nuovi lati di te, c’è qualcosa di te che vorresti non cambiasse mai con il passare del tempo?
Ho già parlato della coerenza.
Voglio rimanere sempre la stessa persona.
Voglio continuare a stare con i miei fan così come sono adesso e continuare a comunicare con loro.
Tra i fan italiani potrebbero esserci persone che attraverso questa intervista conosceranno Hongseok per la prima volta. Se prendessi un caffè con loro e, senza parlare affatto di recitazione o dei tuoi lavori, dovessi semplicemente presentarti, cosa racconteresti di te?
Ciao, sono Hongseok e vengo dalla Corea.
L’Italia è davvero un Paese meraviglioso.
Mi piace moltissimo bere il caffè. Il caffè italiano è davvero ottimo. Hahah.
Se veniste in Corea, vorrei consigliarvi alcuni locali dove si beve davvero un ottimo caffè.
Se venite in Corea, contattatemi.
Immaginando che tra cinque anni Hongseok guardi indietro a se stesso, come vorresti essere ricordato? E cosa vorresti che il te del futuro considerasse motivo di orgoglio guardando al te di oggi?
Se tra cinque anni guarderò indietro al me stesso di oggi, vorrei ricordarmi come una persona coraggiosa, che non si è arresa e ha continuato silenziosamente a percorrere la propria strada.
E sarò orgoglioso di me stesso per non essermi arreso e per aver continuato a camminare lungo quella strada.
Infine, se potessi trasmettere in una sola frase ciò che senti alle persone che hanno creduto in te e ti hanno sostenuto dal momento in cui hai iniziato la tua carriera nel mondo dello spettacolo fino a oggi, cosa diresti loro?
In ogni stagione in cui dubitavo di me stesso, tu sei sempre stata la mia primavera, immutabile.