Ha scatenato un’ondata di indignazione in Corea del Sud la vicenda di violenza sessuale avvenuta alla National High School of Traditional Arts, dove due studenti si sono resi responsabili di violenza di gruppo e riprese video non autorizzate ai danni di una compagna di classe, riuscendo tuttavia a diplomarsi ed entrare all’università senza alcuna sanzione disciplinare.
Secondo quanto emerso dalle indagini della polizia di Anyang Manan e dai documenti presentati dal deputato Kim Jae-won, i fatti risalgono al maggio dello scorso anno all’interno di una sala prove musicale affittata a Anyang.
I due giovani, identificati come A e B, hanno aggredito fisicamente e violentato la vittima per oltre tre ore, immobilizzandola e girando filmati contro la sua volontà. La polizia ha successivamente deferito i sospettati alla Procura di Ansan per violenza sessuale aggravata e lesioni, rinvenendo inoltre nello smartphone di uno dei ragazzi numerose fotografie non autorizzate di altre donne, molte delle quali parzialmente cancellate prima del sequestro.

Nonostante la gravità dei reati e la formale denuncia presentata dalla vittima a giugno 2023, il sistema scolastico e burocratico ha accumulato ritardi ingiustificati. L’Ufficio dell’Istruzione di Seoul Southern ha posticipato per due volte le riunioni del comitato disciplinare per il bullismo scolastico, convocando la seduta decisiva solo ad aprile 2026, a distanza di ben 291 giorni dalla segnalazione iniziale.
Essendo i due aggressori già diplomati nel frattempo, le autorità scolastiche hanno archiviato il caso senza adottare alcun provvedimento, evitando così di macchiare i loro fascicoli personali. La falla amministrativa ha permesso ai due studenti di completare regolarmente il percorso di studi e immatricolarsi in due prestigiosi atenei universitari, mentre la giovane vittima continua a seguire terapie psichiatriche per gravi attacchi di panico e traumi psicologici.
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