Due storie d’amore, due finali devastanti e una domanda che torna a dividere il pubblico cinese: perché nei drama ambientati durante l’epoca repubblicana la felicità sembra essere un privilegio che i protagonisti non possono permettersi?
Attenzione: l’articolo contiene spoiler sui finali di The Lament of Autumn e Overdo.
C’è un detto che gli appassionati di drama cinesi conoscono fin troppo bene: su dieci storie d’amore ambientate nell’epoca repubblicana, nove finiscono in tragedia. Un’espressione che negli ultimi giorni è tornata al centro delle discussioni sui social cinesi, soprattutto dopo la conclusione di The Lament of Autumn (玉簟秋), con Cheng Lei e Xu Ruohan. Il suo quarantesimo e ultimo episodio ha lasciato molti spettatori in lacrime, riaccendendo il confronto con Overdo (这一秒过火), la serie interpretata da Zhang Linghe e Wang Churan, il cui epilogo aveva già provocato reazioni simili.
A unire le due produzioni non è soltanto la scelta di un finale drammatico, ma il periodo storico in cui sono ambientate. L’epoca repubblicana cinese, compresa tra il 1912 e il 1949, fu segnata da instabilità politica, conflitti interni e dall’invasione giapponese. Un contesto nel quale le vicende personali si intrecciano inevitabilmente con la guerra e dove persino i sentimenti più profondi devono confrontarsi con circostanze che sfuggono al controllo dei protagonisti.
Ma perché queste storie continuano ad affascinare il pubblico, nonostante la consapevolezza che difficilmente si concluderanno con un lieto fine?
The Lament of Autumn: una promessa destinata a non essere mantenuta
Tratto dall’omonimo romanzo di Ling Xi, The Lament of Autumn racconta la storia di Ye Pingjun (Xu Ruohan), una giovane studentessa di umili origini che lavora per sostenere le spese mediche della madre. La sua vita cambia quando viene coinvolta involontariamente in un attentato contro Yu Changxuan (Cheng Lei), un giovane comandante militare.
Quello che inizialmente sembra un incontro destinato a complicare le loro esistenze si trasforma in una relazione costruita attraverso un’indagine da risolvere in dieci giorni, un matrimonio contrattuale e numerose incomprensioni. I due finiscono per innamorarsi, ma il loro legame si sviluppa in un periodo storico nel quale costruire un futuro insieme diventa sempre più difficile.
Il finale abbandona definitivamente la dimensione romantica per concentrarsi sul conflitto. Yu Changxuan guida i suoi uomini nella difesa della linea di Gubeikou, ma perde la vita durante gli scontri. Anche suo padre, Yu Zhongquan, muore cercando di proteggerlo, mentre la madre, Zhao Baoru, sceglie di affrontare il nemico nella residenza di famiglia, sacrificando la propria vita. La maggior parte delle truppe della famiglia Yu viene annientata.
A sopravvivere è Ye Pingjun, rimasta sola con il figlio Xiaoyu’er. Quando il bambino le domanda quando tornerà suo padre, lei gli risponde che lo rivedrà quando le foglie degli aceri saranno diventate rosse. Una promessa impossibile da mantenere, perché Yu Changxuan non farà mai ritorno.
È proprio questa scena ad aver colpito maggiormente gli spettatori. La morte del protagonista è certamente dolorosa, ma sapere che sua moglie dovrà crescere il loro bambino convivendo con un’assenza definitiva rende la conclusione ancora più difficile da accettare. Secondo quanto riportato da HK01, l’adattamento televisivo avrebbe persino eliminato alcuni degli elementi più tragici presenti nel romanzo originale.
Overdo: quando sopravvivere diventa la parte più dolorosa
Una sorte altrettanto crudele attende i protagonisti di Overdo, adattamento del romanzo Ru Guo Zhe Yi Miao, Wo Mei Yu Jian Ni di Fei Wo Si Cun.
La storia segue Murong Qingyi (Zhang Linghe) e Ren Susu (Wang Churan), due persone legate da un passato doloroso e da sentimenti che non riescono a dimenticare. Dopo essersi allontanata, Ren Susu torna sotto una nuova identità, Fang Mulan, diventando la promessa sposa del fratello maggiore di Murong Qingyi. Il loro rapporto si complica ulteriormente tra segreti familiari, rancori e una tragedia che ha distrutto un’intera famiglia.
Se The Lament of Autumn aveva già messo a dura prova il pubblico, Overdo porta la tragedia ancora oltre. Murong Qingyi perde la vita insieme al suo avversario in un incendio presso un impianto idrico, mentre il fratello Murong Qingyu viene ucciso durante un matrimonio. Anche altri personaggi incontrano una fine violenta: il comandante Tang Gongliang si dà fuoco per indicare ai piloti la posizione di una fabbrica farmaceutica, mentre l’agente sotto copertura Li Bai muore colpito da diversi proiettili e viene scagionato dall’accusa di tradimento soltanto dopo la morte.
Alla fine, quasi tutti i principali personaggi maschili sono scomparsi. Ren Susu rimane sola con il figlio e si dirige verso sud, costretta a proseguire una vita profondamente diversa da quella che aveva immaginato.
La produzione ha successivamente proposto una storia aggiuntiva ambientata in un universo parallelo, nella quale i protagonisti possono finalmente ritrovarsi. Un modo per offrire agli spettatori quel lieto fine che la narrazione principale aveva negato loro, senza però modificare la conclusione originale.
Ed è forse questa la somiglianza più dolorosa tra le due serie: entrambe lasciano alle protagoniste il compito di sopravvivere alla perdita, ricordare e continuare a vivere.
Perché il lieto fine è così raro nei drama dell’era repubblicana?
A differenza di molte storie romantiche contemporanee, nelle quali i principali ostacoli sono spesso rappresentati da incomprensioni, differenze sociali o conflitti familiari, i drama ambientati nell’epoca repubblicana pongono i protagonisti davanti a qualcosa di molto più grande di loro.
Non basta chiarire un malinteso o dichiarare i propri sentimenti per risolvere una situazione. I personaggi possono amarsi sinceramente, essere pronti a costruire una famiglia e aver finalmente superato le proprie difficoltà, ma tutto questo rischia di diventare irrilevante quando arriva la guerra.
Secondo l’analisi pubblicata da HK01, è proprio il peso della storia a rendere particolarmente efficaci questi finali. Le separazioni non avvengono necessariamente perché l’amore è venuto meno, ma perché le circostanze impongono ai protagonisti scelte dalle quali non possono sottrarsi. La difesa del proprio Paese e la sopravvivenza collettiva finiscono per avere la precedenza sui desideri individuali.
Eppure, sarebbe sbagliato considerare la tragedia un requisito indispensabile per raccontare quel periodo. Il rischio, quando una storia accumula sacrifici e morti, è trasformare la sofferenza in un espediente per provocare una reazione emotiva. La differenza sta nella capacità della sceneggiatura di dare un significato a quelle perdite, senza utilizzarle soltanto per sorprendere il pubblico.
Nel caso di The Lament of Autumn e Overdo, ciò che rende particolarmente dolorose le conclusioni è il contrasto tra la dimensione intima dei protagonisti e la violenza degli eventi che li circondano. Yu Changxuan, negli ultimi istanti della propria vita, ripensa ai momenti trascorsi con Ye Pingjun. Murong Qingyi lascia invece alla donna amata un ultimo pensiero legato all’attesa, invertendo i ruoli che avevano caratterizzato la loro relazione.
Sono dettagli che riportano improvvisamente questi personaggi alla loro umanità. Prima di essere soldati, comandanti o figure coinvolte in un conflitto, erano persone che desideravano tornare a casa, rivedere chi amavano e vivere una quotidianità che la guerra ha impedito loro di conoscere.
Per questo, probabilmente, il dolore più grande non si trova nelle scene di morte, ma in ciò che viene dopo. Nei figli che cresceranno senza conoscere i padri, nelle promesse che rimarranno sospese e nelle persone che continueranno ad aspettare qualcuno pur sapendo che non tornerà.
Il successo emotivo di queste storie non dipende quindi soltanto dalla tristezza del finale. Dipende dalla consapevolezza che i protagonisti avrebbero potuto essere felici in un’altra epoca, in circostanze diverse, lontano da un conflitto che ha deciso il loro destino.
Ed è proprio questa possibilità negata a rendere i romance dell’era repubblicana così difficili da dimenticare. Non raccontano semplicemente amori impossibili, ma vite che avrebbero potuto essere completamente diverse.
The Lament of Autumn e Overdo ci ricordano che, in queste storie, non sempre è l’amore a fallire. A volte sono le circostanze storiche a non concedergli abbastanza tempo per diventare un futuro.
E forse è per questo che gli spettatori, pur conoscendo la frequenza dei finali tragici, continuano a seguire questi drama: perché fino all’ultimo episodio sperano che, almeno questa volta, i protagonisti riescano a tornare a casa.